Il problema della borghesia media, a parte che ormai se ne frega di uscire produrre e consumare, è che non si sciocca più per niente, manco se la pigli a schiaffi.
«Era il 1936 quando si parlava di shock attraverso le immagini. Walter Benjamin definí la forma di ricezione del film uno “shock”: lo shock sostituisce la contemplazione come atteggiamento ricettivo di fronte a una rappresentazione. Oggi, tuttavia, non è più adeguato a caratterizzare la percezione. Lo shock è un tipo di reazione immunitaria: in ciò assomiglia al disgusto. Ormai, le immagini non provocano più alcuno shock: persino immagini raccapriccianti hanno la funzione di intrattenerci, sono rese consumabili». Questo si dice in un piccolo saggio, Nello Sciame, di H. Byung-Chul, Nottetempo.
Intrattenere la borghesia a fini commerciali - quindi far piovere i soldi - è diventato praticamente impossibile. Cos’è oggi che fa shock, e quindi moneta? Non ci siamo evoluti, sono le stesse cose che riempivano i giornali negli Anni '90. Quelli che si lasciano, quelli che litigano, quelli che nonostante tutto tornano insieme.
Cosa vende di più di una giovane coppia inedita? Due semivecchi che si erano lasciati.
Ben e Jennifer.
Non ci credevo, non ci avrebbe creduto nessuno. Vent’anni dopo, era un’unione per il commercio. Che altro doveva essere.
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«Una legge generale del funzionamento dello spettacolo integrato, almeno per coloro che lo dirigono, è che in questo quadro tutto ciò che si può fare deve essere fatto. Per cui ogni nuovo strumento deve essere utilizzato», scrive G. Debord nei Commentari sulla società dello spettacolo.
Vale tutto e non si butta niente.
Questo a voler essere molto aridi. In realtà il successo, a parte le ovvie ragioni del pettegolezzo, è dovuto a un insieme di motivi: tra Ben e Jen è tutta un’architettura psicologica sulle scarse probabilità e quanta voglia ha il popolo della brioche migliore, la felicità all’ultimo quando tutte le speranze parevano perdute.
- Perché sono passati quindici anni. Amore eterno che fa il giro immenso e poi torna? Può essere anche non solo una poesiola di Antonello Venditti, guardate questi due.
- Perché allora liberi tutti (noi fessi) pensare che, se due dopo infinite tristezze si ritrovano, allora era destino, e posso continuare anche io ad arare i campi della fantasia, vai pensiero debole su ali dorate.
E allora viva gli sposi.
Ma non abbiamo considerato la terza possibilità. Potrebbe essere anche la terra di mezzo tra l’amore e il commercio. Esiste.
Il tempo passa, e arriviamo al punto critico della vita delle superstar, delle vite di tutti. Hai cinquant’anni, sei solo, hai un palmares di discrete fregature, professionalmente il meglio è alle spalle e ti garberebbe rifidanzarti.
Jenny continuava con musica latina, sito di shop online e sfilate di Versace come ospite d’onore il cui unico risultato era farsi dire: «Guarda che cosce toniche a cinquant’anni». La signora che sembra ragazzina, ancora il massimo risultato per le povere femmine, vedete come il patriarcato (qualunque cosa significhi) funziona sempre benissimo. Ben Affleck se la passava meno di lusso, purtroppo è un ragazzo molto dotato quindi gli è presa la sindrome del bello bravo intelligente che ha fatto tutto, vinto tutto, provato tutto. Spesso ubriaco, spesso in preda ai cattivi pensieri.
Sì. Vendere è meglio di comandare. Ma tra le varie possibilità c’è anche che questi due si siano stancati di girare a vuoto, di matrimoni falliti e di amorazzi. C’è un momento sublime della maturità in cui la ragione "omnia vincit" - la schiena, le carni pendule, la faccia che non è più la tua neanche dopo dodici ore di sonno. Pure Jennifer l’immortale, vorrete mica credere a Instagram. Avrà mal di schiena pure lei. Magari hanno trovato pace e discreta felicità, e nel frattempo smerciano. Forse c’è posto per tutt’e due le cose.
Certo, non sono più come a trent'anni. Avete notato che i trent'anni per le coppie sono diventati peggio dei venti? Ecco, quegli amori lì non si augurano neanche ai nemici.












