«This is my worlds colliding» scrive qualcuno sotto un video TikTok che mette a confronto l'estetica di You seem pretty sad for a girl so in love di Olivia Rodrigo (l'albero intagliato, gli stucchi di Versailles, i baby doll, la calligrafia tutta riccioli in sovrimpressione) e i film di Sofia Coppola. Due mondi, solo apparentemente lontani nel tempo, che stanno andando in collisione generando nuove galassie estetiche iperfemminili. La regista de Il giardino delle vergini suicide ha forgiato con la sua arte, che mescola moda, cinema, musica e molto altro, un'intera generazione di ragazze Millennial che si sono percepite (e ancora lo fanno, senza dirlo) scritte e dirette by Sofia Coppola ogni volta che avevano la camera in disordine, si trovavano insonni in una stanza di hotel o scrivevano con la biro blu il nome dell'ultima crush sulla propria lingerie rosa pallido.
Ora anche la Gen Z sta riscoprendo Sofia Coppola e lo fa trainata dalle artiste contemporanee, come Olivia Rodrigo, Sabrina Carpenter (il video di "House Tour" si ispira chiaramente al film di Coppola del 2013, The Bling Ring), la stessa Laufey con la sua estetica girly tutta pizzi, fiocchi e tulle, e anche Gracie Abrams che è stata fotografata proprio da Coppola per Chanel lo scorso anno. La girlhood culture oggi è più cool che mai, tra abiti coquette, moodboard romantiche su Pinterest e Substack e tutte le declinazioni della "girl" catalogate su TikTok: clean girl, girl dinner, girl maths, that girl. Tornare a Sofia Coppola e alle sorelle Lisbon non poteva che essere inevitabile.
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Sofia Coppola e la Gen Z
Olivia Rodrigo l'ha ammesso chiaramente in un'intervista a Cosmopolitan. Ha detto di essersi ispirata alla regista nel costruire il suo ultimo album: «Ultimamente ho guardato molti film di Sofia Coppola», ha raccontato l'artista ventitreenne, «Sono rimasta molto colpita da Il giardino delle vergini suicide, adoro il film Somewhere... è bellissimo. E penso che Coppola riesca a catturare l'esperienza femminile in un modo unico, senza essere didascalica, ed è davvero splendido. Il modo in cui racconta le storie mi ha davvero ispirata». Molte fan di Rodrigo su TikTok si erano già accorte di certi dettagli, soprattutto nel videoclip del singolo principale, "Drop Dead". Nel video diretto da Petra Collins, Rodrigo indossa un abito baby doll rosa e azzurro a balze, culotte con le rouches e calze bianche fino al ginocchio e poi corre per la Reggia di Versailles ricordando il Marie Antoinette di Coppola (2006) con l'estetica pop fatta di corsetti, torte colorate, parrucche e i New Order e i Siouxsie and the Banshees in sottofondo.
Ma non sono solo le reference ai film, le atmosfere appannate e a colori pastello, le colonne sonore giuste, gli oggetti di scena scelti attentamente perché le cose che popolano le stanze delle ragazze (statuette di ceramica, candele, bracciali di perline, ventagli, libri, vestiti abbandonati a decorare il pavimento) raccontano da sempre qualcosa di loro. La regista cinquantacinquenne continua a influenzare il presente: ultimamente ha pubblicato diversi libri che ripercorrono la sua carriera come Sofia Coppola Archive: 1993-2023 un librone rosa perfetto per individuare nelle librerie altrui altre ragazze adepte e poi Le vergini suicide, dedicato al film del 1999 con le fotografie di Corinne Day e ancora la raccolta di intervista Le ragazze che sapevano tutto e il più recente MARC BY SOFIA, uscito in questi giorni e dedicato all'amicizia di Coppola con Marc Jacobs. A breve, tra l'altro, Coppola sarà in Italia, a Milano, per tenere una masterclass a Fondazione Prada e presentare il suo documentario Marc by Sofia, sempre dedicato all'amico stilista. Se tutto questo non bastasse, comunque, ci pensano le figlie della regista a tenerla vicina alla Gen Z, in particolare la maggiore, Romy Mars, che è già una it girl del suo tempo.
Sofia Coppola non passa mai
Ma il motivo per cui Sofia Coppola funziona oggi come funzionava nei primi anni 2000 è da ricercare nel suo meticoloso studio dell'adolescenza femminile come luogo a sé, svincolato dallo spazio e dal tempo, e di quei momenti intermedi quando ancora non si sa che donne si vuole diventare e si prendono le misure dei propri desideri. Dipinge l'essere ragazze non come stato anagrafico, ma come vissuto e comune sentire che resta dentro: se tu sei una ragazza e anch'io lo sono o lo sono stata, allora abbiamo attraversato lo stesso spazio di crescita in una società che non ci capiva.
I suoi film esplorano, infatti, la vita interiore di giovani donne incomprese, dalle sorelle Lisbon de Le vergini suicide a Maria Antonietta, fino a Priscilla Presley passando per le rapinatrici di The Bling Ring. La regista segue le sue protagoniste con lentezza, indugiando sulla noia e il languore, sul bagliore di ambienti privilegiati e opprimenti, prendendo sul serio il loro essere semplicemente ragazze, con tutte quelle debolezze, i vezzi e le ossessioni che oggi guardando indietro ancora ci fanno vergognare (l'abbiamo visto bene come il mondo silenzia e sminuisce le ragazze). «L'estetica di Coppola sembra un linguaggio segreto per chi non si è mai sentito completamente integrato», ha scritto Lindsay Zoladz, critica di cultura pop in un pezzo del New York Times del 2023, «Il suo stile è al tempo stesso armatura e vulnerabilità» ed è soprattutto la chiave per un mondo femminile onirico, doloroso e orgogliosamente inaccessibile a tutti coloro che non sono mai stati una ragazzina di tredici anni.










