La storia di Mew aka Valentina Turchetto è rimbalzata un po' ovunque: lei che nel settembre del 2023 entra a far parte della scuola di Amici di Maria De Filippi, si fa conoscere con "MERCOLEDI MAI" e "VIVO", poi, inizialmente senza una spiegazione, si ritira dal programma insieme al fidanzato Matthew. Piovono le speculazioni finché non è la stessa Mew a prendere la parola «Purtroppo, la depressione salta fuori nei momenti anche migliori della vita». Per lei questa non è la fine, ma l'inizio, perché presto firma con Capitol Records Italy e, a marzo 2024, pubblica il brano "Posatenebre". Qui racconta la sua spinta a consumarsi nel buio della sua cameretta e il percorso per trovare la forza di aprire la porta, facendo entrare la luce. Il 30 agosto, Mew torna con un nuovo singolo "hyperlacrime" che parla di relazioni e insicurezze e che apre per lei un nuovo capitolo, fatto di diversi racconti e voglia di farsi conoscere in tutte le sue sfumature. Insieme, abbiamo ripercorso la strada che l'ha portata fino a qui.

mew antonio carretta
Antonio Carretta
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Cosa racconta "hyperlacrime"?

«Con l'uscita di "Posatenebre" ho raccontato come sono stata, qual è stato il mio percorso dopo l'uscita da Amici, come ho affrontato la depressione. Questo brano affronta un'insieme di sensazioni, staccandosi da quello che è il discorso depressione, ma prendendo in considerazione altre sfumature della salute mentale. Parla di un amore passato che mi è rimasto dentro e di cui ho voluto parlare per raccontarmi meglio alle persone, per mostrare anche un altro lato di me».

Nel brano dici «Non so darti quello che vorrei perché non so farlo neanche per me»

«Tante volte non sono capace di rendermi bella la vita, essere sempre felice o propositiva e quindi faccio fatica a trasmettere questa cosa agli altri che mi vedono cupa e buia».

Chi ti sta accanto, ma in generale chi sta accanto a una persona che soffre di depressione, cosa può fare per aiutarla a tirare fuori ciò che vorrebbe esprimere?

«È una domanda difficile, ma mi viene naturale fare l'esempio di mio padre che soffre di depressione. Tante volte persino io, che capisco la sua situazione, faccio fatica a stargli vicino. Una cosa che ho capito nel tempo è che mostrare interesse è molto produttivo. Tante volte le persone normalizzano ciò che tu provi, invece occorre ascoltare e comprendere. Essere propositivi, sorridere, non far sentire la persona attaccata, ma accolta».

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Hai incontrato pregiudizi sulla tua strada lavorativa?

«Tanti, soprattutto via social, dove persone di una certa maturità - diciamo dai 40 in su - non si mostrano sensibili al discorso della salute mentale e lasciano commenti del tipo «Devi imparare a sorridere di più» oppure «Non hai mai fatto fatica nella vita quindi non ti sai comportare». Mi sento invece molto compresa dalla mia generazione».

Spesso i pregiudizi vengono interiorizzati, da questo può derivare anche la difficoltà nel richiedere un aiuto psicologico. Qual è la tua esperienza?

«Tante volte una persona pensa di doversela cavare da sola con i propri pensieri o che basti parlarne con le persone vicine. Certo, questo può aiutare, ma avere davanti qualcuno che non ti conosce, alla quale puoi dire davvero tutto e sai che ti darà gli strumenti giusti per affrontare ciò che ti sta succedendo, è diverso. Io ho cambiato diversi psicologi, perché non è detto che ci si trovi subito in sintonia con il o la professionista scelta, ma un percorso di questo genere è necessario e utile per tutti. Siamo nel 2024 ed è il momento di normalizzare questa cosa».

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Antonio Carretta
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Ti senti fin troppo incasellata nel ruolo di artista che parla di salute mentale?

«Sì, mi ci sento piuttosto bloccata. Mi piacerebbe far capire che non tutti i miei periodi sono bui. Tante cose le vivo bene, le vivo con il sorriso. Ci sono cose che mi rimangono dentro e a volte tornano fuori, ma vorrei far vedere chiaramente a chi mi ascolta che posso essere anche altro, posso vivere, raccontare, cantare le cose in modo spensierato. Spero in futuro di riuscire a far capire con la mia musica che ci sono tante cose belle».

Le tue prossime canzoni saranno così?

«Non dico che saranno allegre, perché non è la mia cifra, io rimango sulla musica dark, però vorrei provare a fare qualcosa più up».

Continueranno a esserci i tuoi riferimenti musicali di sempre?

«Sì, da Fabri Fibra che mi ha formata tantissimo nel periodo adolescenziale, fino a Billie Eilish. Mi ritrovo completamente nelle sue parole, nei suoi arrangiamenti. Penso che ciò che stanno facendo lei e il fratello FINNEAS sia geniale».

Recentemente ti sei esibita sul palco del Red Valley Festival, passando dalla dimensione più intima di Amici a quella di una grande platea. Quali sono state le tue sensazioni?

«Mi è piaciuto tantissimo. Ad Amici ho partecipato solo al pomeridiano dove il palco era praticamente come quello di casa. Al Red Valley la sensazione iniziale è stata quella di farsela sotto, ma poi mi sono lasciata andare. Senti nuove energie, vedi le persone che si muovono e il loro calore».

Nel tuo futuro ci saranno più live?

«Al momento sto scrivendo e suonando tanto, perciò ci sarà molta nuova musica. Ai live ci sto ancora lavorando, ma mi piacerebbe molto esibirmi di più».

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