A volte il destino si compie come un ciclo: il 1° maggio arriva su tutte le piattaforme digitali, 11 Volte, il primo Ep di Lea Gavino, che segna il suo esordio come cantautrice. Lo stesso giorno, sarà anche la sua prima volta sul palco del concertone del Primo Maggio a Roma. «Per me è un anniversario importante perché, esattamente un anno fa, ho deciso di dare forma al mio progetto in musica, scrivendo il primo brano di 11 Volte proprio in una traversa di Piazza San Giovanni, nella mia vecchia casa», così Lea Gavino racconta l'emozione di questo cerchio che si chiude e che la porta a esplorare una dimensione tutta nuova.



Lei, infatti, arriva dal mondo della tv e del cinema, con una solida carriera attoriale alle spalle, segnata dal debutto nel 2019 in Io ricordo Piazza Fontana, diretto da Francesco Miccichè, e inanellando poi ruoli in produzioni di successo come Skam Italia, la più recente Guerrieri - La regola dell’equilibrio e il film Dieci Minuti, diretto da Maria Sole Tognazzi. Nei momenti in cui non si trova sul set, Lea Gavino lascia che sia la musica a ispirarla, da Bob Dylan a Vasco, passando per Clairo, Andrea Laszlo De Simone, Calcutta. La sua passione per la musica si combina perfettamente alla (quasi) ossessione per le parole, spingendola ad aggiungere una nuova sfumatura al suo talento artistico: «Io sono molto affezionata alle parole e limitarmi sempre a quelle che gli altri hanno scritto per me, per i miei personaggi, mi faceva sentire un po' nascosta rispetto a come ero abituata. Sentivo che c'era qualcosa che avevo bisogno di dire e di scegliere come dirlo, mettendo il vestito giusto. A 27 anni ho avvertito l'esigenza irrompente di dire la mia e l'ho fatto con la musica».

In 11 Volte sono presenti 6 brani, tra cui "Mondo Fiorito" e "Figli", le due tracce pubblicate lo scorso ottobre, che avevano segnato il suo esordio assoluto. Il primo parla di un amore incompiuto, della forza che sta nel ritrovare l'amor proprio e andare avanti senza rancori; "Figli" è invece una dedica al fratello, Damiano Gavino, con cui condivide la passione per recitazione e musica. Nei sei brani che compongono l’Ep, Lea condivide un racconto fatto di legami e distanze, trasformando le esperienze personali attraverso una scrittura intima, in cui fragilità non è sinonimo di debolezza, anzi. Mostrarsi vulnerabili, insegna Lea Gavino, è il miglior modo per esorcizzare la paura. «Credo che ogni mia canzone parta da una situazione di conflittualità, che sia o con me stessa o con l'altro, quindi forse nella parte autorale c'è un po' di sceneggiatura dentro, ci sono tante domande, anche discorsi diretti, che secondo me vengono dai dialoghi che sono abituata a leggere nel cinema», spiega la cantautrice a proposito dell'Ep.

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Claudia De Nicolò
Lea Gavino

Tra le altre tracce contenute in 11 Volte troviamo "Amico lontano", il brano presentato a Sanremo Giovani 2026, e "I Treni", che mostra il suo lato più gioioso e divertente. Ovviamente non potevano mancare gli inediti, tra cui quello che dà il nome al progetto, "11 Volte". Di questo brano, Lea racconta: «C'è il levarsi dei sassolini dalla scarpa, parlare di una persone che mi ha tradita, ma anche il dire quanto sono stata male, tutte le volte in cui ho pianto. Oltre a raccontare l'amore che è stato, arriva a sorpresa la dolcezza del rinnamorarsi in maniera inaspettata, tra le fioriture di primavera. Mi succede sempre che quando dico basta all'amore poi, puntualmente, lui mi ritrova».

Chiude l'Ep "Serratura" che non è un classico brano in dissolvenza, per salutare gli ascoltatori con calma, anzi, è una traccia che rompe con le precedenti, con una scarica di energia: «Ho scelto "Serratura" per il finale perché è un brano ruvido ed è arrabbiato. Mostra una parte inedita di me, che mi piaceva esplorare, e mi sembra che abbia la capacità di reggere un finale. Se questo Ep fosse un film mi piacerebbe che si concludesse con un pugno in faccia piuttosto che con una carezza, perché dopo che ho accarezzato chi ascolta per tutto il percorso mi piaceva l'idea di questo momento inaspettato. Anche per me è stata una sorpresa scrivere su una sonorità così differente».

Guardando al futuro, Lea Gavino sa che non lascerà più da parte la passione per la scrittura: «In realtà io ho un film già scritto, con una mia collega regista, su cui stiamo lavorando ormai da diversi anni. Scrivere una sceneggiatura è un lavoro molto difficile, devi avere uno sguardo di insieme e, per ora, non riesco a dargli ancora la luce che si merita. Però non ho fretta, ho la convinzione che io e la mia amica Anna, che sarà anche la regista del video di "Serratura", riusciremo a dare forma al progetto, anche se fosse tra 20 anni sarei felice lo stesso». Guardando a un orizzonte temporale più vicino, Lea Gavino anticipa che si sta preparando a una stagione estiva densa di concerti dal vivo, non prima di aver calcato il palco del Primo Maggio, a proposito di cui confessa: «Per prepararmi, il giorno prima ho due ore e mezza di vocal coach e un'ora di analista. Se non basta, tocca cambiare lavoro (ride, nda). Sicuramente sul palco porterò "I Treni", e poi ci sarà una piccola sorpresa, un mashup».