Ogni volta che due bambine nascono in Malawi, è probabile che una di loro si sposerà prima di diventare maggiorenne. Questo significa abbandonare la scuola e, soprattutto, rimanere incinte poco dopo, con conseguenze gravi a livello fisico e psicologico. I matrimoni precoci impediscono alle ragazze di realizzare il loro potenziale sociale ed economico, le espone a gravidanze a rischio, fistole e HIV, ma anche a lesioni e persino alla morte per complicanze legate al parto.
Il Paese ha uno dei tassi più alti al mondo di matrimoni precoci, il 47% delle donne si sposa prima dei 18 anni. Secondo le Nazioni Unite si tratta di «una violazione dei diritti umani delle bambine e una pratica pericolosa per la loro salute, istruzione e integrità, oltre ad avere un impatto sul loro sviluppo futuro ed esponendole al rischio di violenze». Il Malawi, però, ha anche una storia di lotta contro queste pratiche che passa attraverso associazioni, programmi di sensibilizzazione e l'impegno dei capi villaggio.
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I matrimoni precoci in Malawi
Secondo Human Rights Watch, il 40% delle bambine dell’Africa subsahariana è costretto a sposarsi a 15 anni e a volte anche da più piccole. La legge, in realtà, consente i matrimoni civili solo ai maggiorenni, ma le famiglie optano allora per i riti tradizionali tribali. A spingere la famiglie ad agire così è soprattutto la povertà diffusa: i genitori della futura sposa bambina, infatti, ricevono dei soldi dalla famiglia dello sposo, soldi di cui spesso hanno molto bisogno per sostenere il resto dei figli. Altre volte è proprio l'impossibilità di provvedere alla bambina a convincerli che il futuro marito possa darle una vita più facile.
Eppure, come fa notare l'UNFPA (Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione ossial'agenzia dell'ONU dedicata alla salute sessuale e riproduttiva, cercare di ritardare i matrimoni per le ragazze e i bambini porta innumerevoli vantaggi. Una ragazza che si sposa più tardi avrà maggiori probabilità di continuare gli studi, di lavorare e quindi anche di reinvestire il proprio reddito nella famiglia aiutandola ad uscire dalla povertà. Avrà anche maggiore autonomia nel scegliere se, quando e quanti figli avere preservando la propria salute e allungando la propria aspettativa di vita.
L'eredità di Theresa Kachindamoto
Una figura centrale, simbolo della lotta ai matrimoni precoci in Malawi è stata la Capo Anziana Theresa Kachindamoto, una pioniera, morta lo scorso anno all'età di 66 anni che, però, ha lasciato un'eredità cruciale. «Voglio cancellare gli errori della nostra cultura» dichiarava dopo essere stata designata, nel 2003, Capo supremo del distretto di Dedza, con una popolazione di circa 900.000 abitanti. Era estremamente insolito che una donna ricoprisse questa carica, ma lei per anni ha governato, assieme ai 300 leader tribali presenti nel Paese, portando avanti l'emancipazione femminile a partire dalle bambine, per favorire l'accesso all'educazione e combattere i matrimoni precoci. In Malawi figure come Kachindamoto sono custodi della tradizione e, proprio per questo, hanno il diritto e il potere di cambiare o abolire alcune pratiche culturali. «Quando sono arrivata in questi villaggi ho visto tante ragazze di 12, 13 o 14 anni avere già due figli», ha raccontato qualche anno fa Kachindamoto, «Mi sono arrabbiata, perché sono troppo piccole per poter avere un bambino. Così mi sono detta no, questo è troppo. Devo fare qualcosa. Se un capo villaggio permette alle bambine di sposarsi, lo caccio». Grazie al suo approccio è riuscita ad annullare più di 3500 matrimoni salvando tantissime bambine e dando loro la possibilità di una vita diversa, tornando a studiare a scuola. Ha chiesto ai capi villaggio di vietare i matrimoni precoci, è andata di porta in porta per parlare direttamente con i genitori, ha creato una rete di informatrici chiamate «madri segrete», per monitorare il rispetto del divieto di matrimoni precoci. Ha collaborato con l'UNICEF e con diverse agenzie delle Nazioni Unite, conducendo campagne di sensibilizzazione.
Ora la sua missione resta in mano ad altri capi e ad organizzazioni come Child no Bride che dal 2022 ha salvato oltre 300 ragazze da matrimoni precoci nel distretto di Nkhata Bay. Tra il 2019 e il 2023, poi, oltre 1.500 capi villaggio sono stati formati per diventare promotori del cambiamento, seguendo l'esempio di Kachindamoto e annullando in totale oltre 1.200 matrimoni precoci. Più di 600 ragazze sopravvissute alla violenza hanno ricevuto borse di studio per aiutarle a completare gli studi e oltre 600.000 studentesse hanno imparato a riconoscere, segnalare e accedere ai meccanismi di segnalazione della violenza. La strada per smantellare questa pratica è ancora lunga ma Kachindamoto credeva che un cambiamento fosse possibile: «Se le donne sono istruite, possono diventare qualsiasi cosa e avere tutto ciò che desiderano», ripeteva, «Educare una ragazza significa educare un intero villaggio, e quindi il mondo intero».











