L'ora X è scattata questa mattina, giovedì 18 giugno, per oltre 527 mila studenti e studentesse in tutta Italia: con l'apertura del plico delle 8:30 si sono aperti gli Hunger Games della scuola italiana, gli Esami di Maturità 2026, iniziati come sempre con la Prima Prova di italiano.
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Per sei ore, i maturandi hanno dovuto affrontare autori del calibro di Cesare Pavese, Vitaliano Brancati, Frank Furedi o ancora Mario Calabresi, per la prima volta (dopo mesi) senza il supporto di ChatGPT e simili. Già, perché quest'anno il Ministero dell'Istruzione ha - comprensibilmente - deciso di lasciare l'IA fuori dalle porte delle aule, ignorandola anche tra i temi di attualità. E allora, il gioco abbiamo voluto farlo noi: cosa succederebbe se proponessimo le tracce di questa Maturità 2026 proprio a ChatGPT? Ecco cosa ne è venuto fuori. Sarà promosso o bocciato?
Tipologia A: l'analisi del testo di Cesare Pavese e Vitaliano Brancati
Il MIUR ha calato due assi della letteratura italiana del Novecento: da un lato la poesia lirica, dall'altro la prosa introspettiva. C'è un problema: è raro che nei programmi si riescano a toccare autori del calibro di Cesare Pavese e Vitaliano Brancati, le penne dietro a "Passerò per Piazza di Spagna" e "I piaceri". Come se l'è cavata l'algoritmo con sentimenti e memoria?
Cesare Pavese e una crush non corrisposta da manuale
Il testo di Pavese risale al marzo del 1950 ed è dedicato a Constance Dowling, l'attrice americana di cui il poeta era follemente innamorato e non ricambiato (quando si dice «been there, done that»!). ChatGPT ha risposto alle domande di comprensione e analisi in un nano secondo, sezionando il testo manco fosse un chirurgo: «Le forme verbali "s'apriranno" e "s'aprirà" indicano l'attesa di un evento rivelatore: l'apertura delle strade, della porta e dello spazio urbano corrisponde all'apertura emotiva del soggetto poetico. In questo senso, l'apertura non riguarda solo il paesaggio, ma anche la possibilità dell'incontro amoroso e della manifestazione del desiderio». Bene dal lato tecnico, come sempre. Ma il cuore dov'è?
Qui ChatGPT analizza il ghosting emotivo subito da Pavese con una freddezza clinica che fa quasi paura. Descrive l'atmosfera come «sospesa tra attesa, sogno e tensione emotiva», ma lo fa senza quel trasporto straziante di chi prima o poi si trova a che fare con una spunta che non diventa mai blu. È fin troppo facile descrivere una fontana romana, non lo è altrettanto spiegare cos'è un cuore spezzato. A livello superficiale e accademico, in ogni caso, ChatGPT si porta a casa un sei pieno.
Vitaliano Brancati e i suoi "Deliri da Avaro"
Ancora più di nicchia il testo di Vitaliano Brancati, dove l'autore utilizzò una similitudine pazzesca: «contare ogni sera i miei ricordi come l’avaro conta i suoi marenghi», definendo poi «sacrilega» la mano del ladro che te li ruba. Qui l'algoritmo ha tirato fuori una risposta secca di una lucidità impressionante (e che in pochi sarebbero riusciti a replicare): «L'aggettivo "sacrilega" indica un atto di profanazione nei confronti di qualcosa di sacro. Nel testo, la "mano di ladro" che ruba i ricordi è definita sacrilega perché non sottrae un bene materiale, ma qualcosa di profondamente intimo e identitario. Il furto della memoria è quindi considerato un'offesa grave, quasi religiosa, poiché colpisce ciò che definisce l'essere umano nella sua essenza». Alzi la mano chi sarebbe riuscito a trovare parole simili. Noi no!
Tipologia B: testo argomentativo (Saragat, Bianucci, Furedi)
Nelle tracce di tipo B, ChatGPT ha dovuto misurarsi con la geopolitica, la scienza e la storia. Qui il giudizio cambia, per forza di cose, e una valutazione oggettiva diventa più complessa: di per sé, il testo argomentativo presenta un'opinione, per cui mancando una "verità" assoluta, il valore del tema si gioca tutto sulla forza del ragionamento e sul coraggio di prendere una posizione.
Traccia B1: l'Assemblea Costituente e il discorso di Saragat
Davanti alle parole dell'ex Presidente della Repubblica, l'IA ha sfornato un saggio stilisticamente impeccabile: «Il discorso di insediamento di Giuseppe Saragat evidenzia come l'Assemblea Costituente rappresenti non solo un organo giuridico, ma l'atto fondativo di una nuova coscienza civile, dove la libertà conquistata si traduce nella responsabilità collettiva della ricostruzione istituzionale e sociale del Paese»
Poco da dire, ChatGPT si merita un 10 e lode in Diritto Costituzionale, anche se forse ha peccato un po' di retorica. O no?
Traccia B2: Piero Bianucci e la divulgazione scientifica
Sul testo tratto da Te lo dico con parole tue e incentrato sull'importanza della precisione del linguaggio nella scienza, la macchina ha spiegato: «La chiarezza nella divulgazione scientifica non è una mera semplificazione formale, bensì un processo di democratizzazione del sapere. Utilizzare un linguaggio accessibile permette di colmare il divario tra la comunità scientifica e la cittadinanza, trasformando la conoscenza in uno strumento di partecipazione attiva».
Tutto molto bello, non fosse altro che il fatto che una macchina spieghi come si decostruisce il linguaggio della scienza sia un po' surreale. Anche qui, in ogni caso, l'IA si sarebbe tranquillamente portata a casa la prova.
Traccia B3: Frank Furedi e l'arte di tracciare i confini
Questa era forse la traccia più "politica" e scivolosa: un estratto del saggio I confini contano sulla necessità antropologica delle frontiere. Ecco come l'ha smarcata ChatGPT: «Il saggio di Frank Furedi invita a riscoprire il valore antropologico e protettivo dei confini. Tuttavia, in un'epoca globale, è necessario bilanciare la funzione regolatrice delle frontiere con la tutela dei diritti universali, evitando che il confine si trasformi in un muro di esclusione sociale e culturale».
Qui ci vuole coraggio, soprattutto se consideriamo i tempi che stiamo vivendo. A noi della Gen Z ci vengono contestati tanti difetti, ma tra questi di sicuro non c'è la paura di schierarsi. L'IA in questo senso tende ad essere fin troppo accomodante.
Tipologia C: Tema di attualità (Husmann e Calabresi)
Maluccio, infine, per quanto riguarda il tema di attualità. Il vero crollo dell'Intelligenza Artificiale si è consumato sulle tracce di riflessione libera sul presente, quelle dove ai ragazzi viene chiesto esplicitamente di attingere anche alle proprie esperienze personali per analizzare il mondo reale.
Traccia C1: l'Incanto di Wenke Husmann
La giornalista, su Internazionale, parla della capacità umana di provare meraviglia di fronte alla natura. ChatGPT ha risposto così: «La capacità di provare incanto di fronte ai fenomeni naturali costituisce l'essenza stessa dello stimolo conoscitivo umano. In una società dominata dall'iper-connessione e dalla razionalizzazione tecnica, riscoprire lo stupore dinanzi alla natura rappresenta un atto di decompressione psicologica e intellettuale indispensabile».
Anche in questo caso, che tipo di stupore può provare un automa? Resta tutto limitato a riportare emozioni di altri, ma da questo ideale telefono senza fili, alla fine, non può che emergere un risultato sbiadito.
Traccia C2: la Fatica di Mario Calabresi
Tratto dal libro Alzarsi all'alba, il brano chiede di riflettere sul valore dello sforzo. L'IA ha provato a fare l'umana, scrivendo: «Nella mia esperienza di studente, ogni traguardo ha richiesto un tributo di impegno e dedizione. Come suggerisce il testo di Calabresi, l'atto di alzarsi all'alba richiede una motivazione profonda, la stessa che spinge noi maturandi a superare le notti insonni sui libri per ridefinire i nostri limiti in vista del futuro».
Qui un pochino si scade nel cringe: di che esperienza si parla? Non ci risulta che ChatGPT si sia mai svegliato alle 6 del mattino per prendere un autobus, o fatto le ore piccole per studiare la sera prima dell'interrogazione di matematica. Non benissimo.
ChatGPT alla Maturità è promosso o bocciato?
Tirando le somme, non crediamo che un testo interamente scritto dall'IA generativa potrebbe essere bocciato alla Maturità: è difficile pensare che una commissione d'esame potrebbe mettere un'insufficienza a un tema o un'analisi del testo impeccabile da un punto di vista puramente linguistico. Ma per un 20/20, per quella scintilla che fa brillare gli occhi ai prof, di strada ne ha ancora parecchia da fare.













