Non è possibile sapere se Kamala Harris riuscirà a vincere le elezioni, ma quello che è certo, ora come ora, è che la candidata, ha dalla sua una squadra compatta di celebrity. Tra loro c'è chi l0ha sostenuta fin dall'inizio (il merito del primo tweet virale è stato di Charli XCX e che nessuno glielo tolga), chi ha ritirato il consenso per l'uso delle proprie canzoni da parte di Trump (sua maestà Celine Dion) e chi si sta esponendo adesso, ora che - qualcuno potrebbe dire - hanno le spalle coperte da quello che è stato l'endoresement più atteso di tutti, quello di Taylor Swift.
Tra i primi a parlare, oltre a Charli, dobbiamo rendere onore a George Clooney, da sempre fiero sostenitore dei Democratici. «Amo Joe Biden, ma abbiamo bisogno di un nuovo candidato», aveva detto esponendosi sulla necessità di un cambio di rotta e, infatti, subito dopo il ritiro dell'attuale presidente, aveva dato puntuale il suo endorsement a Harris dicendosi «entusiasta» della sua leadership. Allo stesso modo anche Megan Thee Stallion è subito scesa in campo e si è esibita al raduno di Harris ad Atlanta e così anche Jessica Alba, Pink, Viola Davis, Jamie Lee Curtis e Jane Fonda. «Dobbiamo combattere con tutte le forze per eleggerla e poi dobbiamo restare uniti e continuare a combattere affinché la sua amministrazione abbia il potere di realizzare un programma sul clima di cui possiamo essere orgogliosi», ha dichiarato Fonda che da anni si batte contro il cambiamento climatico, «Spero che vi unirete a me in questa lotta storica per il nostro futuro».
Tra i nomi illustri che hanno preso posizione ci sono, poi, anche Robert De Niro, Beyoncé che ha donato ben quattro milioni di dollari a sostegno della campagna di Harris, Oprah Winfrey e Barbra Streisand. Ma anche, Ariana Grande, Olivia Rodrigo e Billie Eilish, che qualcuno potrebbe definire «gattare senza figli» per usare la frase di James David Vance, vice di Trump, fatta propria da Taylor Swift. Eilish, in particolare, ha da poco rilasciato un video assieme al fratello Finneas, suo produttore, per spingere gli elettori a registrarsi e far sapere che voteranno entrambi per Harris e Walz «perché stanno lottando per proteggere la nostra libertà riproduttiva, il nostro pianeta e la nostra democrazia».
Certo non è facile da valutare quanto conti il sostegno di certi personaggi illustri. «Il sostegno di Oprah Winfrey per Barack Obama nel 2008 è considerato uno dei più pesanti di sempre, proprio per il suo documentabile impatto concreto», spiega Francesco Costa, vicedirettore del Post nella sua newsletter Da Costa a Costa dedicata agli Stati Uniti, «Tanti altri non hanno avuto alcun impatto o ne hanno avuto uno impossibile da misurare o ce l’hanno avuto negativo». Per ora, grazie alle parole di Swift, sappiamo che 405.000 nuovi utenti hanno visitato il sito web per registrarsi al voto: «Un endorsement», spiega Costa, «può dare l’ultima spinta a persone ancora indecise ma che erano già sul punto di. Può ricordare a chi lo aveva dimenticato che bisogna registrarsi alle liste elettorali. Può portare persone già convinte di votare Harris a donare dei soldi al suo comitato. Può portare persone che già finanziano Harris ad arruolarsi come volontari». Oppure può fare arrabbiare Donald Trump che ha recentemente dichiarato a caratteri cubitali «Io odio Taylor Swift», e anche questo è un risultato.











