Quando si parla di sogno americano, spesso tornano elementi ricorrenti: un basement come punto di partenza, amici che diventano complici o traditori, e una determinazione incrollabile. Ma quando la protagonista è una donna, c’è troppo spesso un’aggiunta che non dovrebbe esserci: le molestie sessuali. È anche il caso di Alexandra Cooper, la voce dietro il celebre podcast Call Her Daddy, che nella docu-serie Call Her Alex — disponibile dal 10 giugno su Disney+ e Hulu — racconta il lato oscuro del suo percorso verso il successo.
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Alex Cooper denuncia le molesti sessuali
Il tutto è accaduto durante il college, quelli che, secondo l’immaginario comune, dovrebbero rappresentare gli anni di maggiore spensieratezza. Nella serie, dopo una prima parte fatta di dietro le quinte e video d’infanzia girati con una vecchia cinepresa, Alex ritorna sui campi da calcio della Boston University e denuncia la sua allenatrice del tempo, Nancy Feldman. Sono state le domande scomode e i contatti inopportuni ad aver portato la promettente giocatrice della D1 americana a fare i conti con lo spaesamento e la paura di affrontare una situazione di cui si fatica a prendere consapevolezza e l’angoscia di perdere un’importante borsa di studio. Racconta nella serie "Aveva cominciato a fissarsi su di me, molto più di quanto facesse con qualsiasi altra mia compagna di squadra, ed ero confusa. Tutto si basava sul suo voler sapere con chi uscivo, sui suoi commenti sul mio corpo e sul fatto che volesse sempre stare da sola con me”
L’apparente silenzio di una denuncia
Passa del tempo, e infine la giovane studentessa decide infatti di raccontare tutto ai suoi genitori. Purtroppo però, nonostante si prenda subito provvedimento anche tramite un avvocato, intraprendano un’azione legale, non si ottiene alcuna conseguenza concreta; l’allenatrice va in pensione nel 2022 senza mai essere rimossa dall’università. Eppure, le parole di Alex non sono vane. Lei sceglie di andare avanti, sostenuta costantemente dalla sua famiglia. Oggi, sono proprio i suoi genitori a testimoniare la determinazione che la figlia ha sempre dimostrato, una qualità che continua a contraddistinguerla e che l’ha portata a creare uno dei podcast più influenti del panorama attuale. La podcaster è riuscita a rendere la comunicazione il fulcro della sua vita. Alex Cooper dimostra come la parola e la denuncia possano rappresentare non solo una forma di reazione, ma anche un punto da cui ripartire.
Un podcast senza giudizi
Anche se Call Her Daddy è cambiato nel tempo, l’obiettivo dell’irriverente Alex è rimasto lo stesso: creare uno spazio in cui le persone possano sentirsi libere e a proprio agio. Lo è stato per le donne che lavorano in una clinica abortiva in North Carolina, per Hailey Bieber nel parlare della relazione tra suo marito Justin e l’ex storica Selena Gomez, per Kamala Harris durante la campagna elettorale americana, e perché no anche per Wiz Khalifa, che fuma liberamente in un episodio andato in onda senza alcuna censura.
E così, dopo aver saputo trasmettere sicurezza ai suoi ospiti e aver dato voce alle loro storie, Alex Cooper sceglie di restituire la fiducia ricevuta dalla sua Daddy Gang raccontando una parte di sé che per ben dieci anni aveva tenuto nascosta. "Temevo anche che la gente potesse sminuire o ignorare la gravità di ciò che ho vissuto perché l’abuso non era fisico,” ha raccontato nella docuserie, "E con un podcast che si concentra sull’emancipazione femminile, provavo vergogna nel fatto che il mio abuser fosse una donna.” Eppure ci è riuscita, ha scavato dentro di sé, lì dove la mente tende a seppellire ciò che vorremmo dimenticare. E ancora una volta, Alex dimostra che parlare non è mai un errore.












