I motivi dell'arresto non sono ancora chiari, ma Alessia Piperno è stata fermata dalle autorità iraniane lo scorso 28 settembre a Teheran, nel giorno del suo compleanno, proprio mentre nel Paese scoppiavano le manifestazioni dopo la morte di Mahsa Jina Amini. Piperno è stata portata nel carcere di Evin a nord della capitale, una prigione tristemente nota perché usata per rinchiudere prigionieri politici e oppositori del regime. Ora, però, dopo più di un mese di prigionia, la ragazza romana è stata rilasciata ed è rientrata in Italia dalla sua famiglia.

«Dopo un intenso lavoro diplomatico, oggi Alessia Piperno è stata rilasciata dalle autorità iraniane e si appresta a tornare in Italia», ha dichiarato in una nota il governo di Giorgia Meloni che poi, giovedì, ha accolto la ragazza al suo arrivo in aeroporto assieme al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Piperno, 30 anni, è una travel blogger e si trovava in Iran in viaggio dopo essere stata in Pakistan, Marocco, Honduras, Messico, Panama, Islanda e Sri Lanka. Al momento dell'arresto il padre aveva raccontato di averle parlato al telefono: «Ci siamo sentiti per gli auguri di compleanno e mi ha detto che la sera avrebbe festeggiato lontano dalla zona dove c’erano le manifestazioni di protesta». Poi aveva fatto sapere che la figlia era stata fermata dalla polizia e che si trovava in carcere.

Ad oggi non è chiaro il perché dell'arresto: da mesi il Paese è scosso da violente proteste, represse duramente dalla polizia. I manifestanti criticano aspramente il regime degli ayatollah che accusa l'occidente di avere un ruolo nelle proteste. Piperno quindi, come riporta Il Post, potrebbe essere una delle nove persone europee arrestate a fine settembre perché considerate “complici” delle proteste. Fortunatamente, Alessia Piperno, al suo ritorno a casa, ha dichiarato di stare bene e di non aver subito violenze in carcere. «Sono stati giorni duri», ha detto, «ero in cella con altre sei persone, ma non sono stata maltrattata».