Sui social nessuno ci vuole più stare. Anche se comunque ci stiamo ancora tutti, se apriamo comunque Instagram o TikTok per scrollare, lo facciamo sempre più con una consapevolezza diversa. Sappiamo che ci fa male, non solo perché l'abbiamo letto ovunque negli ultimi anni, ma anche perché lo sentiamo ogni volta che fermiamo il pollice e posiamo lo smartphone e non abbiamo idea di quanto tempo sia passato. Quello che ci rimane è molto poco: non abbiamo fatto quello che dovevamo, non ci siamo davvero rilassati, non abbiamo arricchito la nostra cultura (quasi mai, ci sono ancora creator pazzeschi, soprattutto su TikTok), ci resta addosso un senso di inadeguatezza e straniamento.

Non si apre più Instagram per sapere cosa fanno gli amici, la trasformazione è avvenuta lenta e inesorabile negli ultimi anni trasformando degli spazi digitali nati per interagire, anche se a distanza, in strumenti di intrattenimento vario, di sguardo passivo sulle vite di chi li usa come vetrine o per lavoro. Questo cambio di paradigma sta generando un allontanamento. «E era ora», dicono in molti. Sui social tutti odiano i social, tutti vorrebbero andarsene come da una festa riuscita male, ma nessuno osa fare il primo passo. Ci hanno addestrato bene, del resto, in questi anni: sappiamo cos'è la fomo e come funziona l'ansia da prestazione che ci fa temere che, proprio quando cancelleremo le app, si apriranno nuove imperdibili opportunità di viralità, like e crescita. Eppure, parafrasando l'ormai noto pezzo di Vogue uscito di recente, usare i social oggi sta diventando imbarazzante.



Il declino dei social: i dati

Qualcuno che mette in pratica quello che vorremmo fare tutti a quanto pare c'è. Il Financial Times ha commissionato uno studio alla piattaforma GWI per capire le abitudini online di 250.000 adulti in più di 50 Paesi. Il risultato: potrebbe essere l'inizio della fine dei social. È vero, lo si preannuncia da tanto e c'era chi, fin dal principio, dichiarava con una certa spocchia «Non dureranno». Durati sono durati parecchio e probabilmente rimarranno ancora a lungo cambiando forma, ma emerge effettivamente un calo significativo dell’utilizzo delle piattaforme. Non è solo il contraccolpo della fine del lockdown: l'utilizzo delle piattaforme ha tracciato una curva regolare, con alti e bassi, negli ultimi dieci anni e passa. Il tempo trascorso sui social media ha raggiunto il picco nel 2022 e da allora è in costante calo.

Alla fine del 2024 le persone con almeno 16 anni trascorrevano in media due ore e 20 minuti al giorno sui social, un calo di quasi il 10% rispetto al 2022. Solo in Nord America il consumo passivo continua ad aumentare e nel 2024 ha raggiunto livelli del 15% superiori rispetto all’Europa. Anche le persone che usano i social in modo attivo sono diminuite di oltre il 25% in dieci anni.

Stanno cambiando le abitudini sui social

La cosa interessante è che il calo più significativo si osserva tra gli utenti più giovani che un tempo erano i più attivi sulle piattaforme. È vero, quindi, che la Gen Z sta cercando di riscoprire il mondo analogico e, forse, anche rapporti umani lontani dagli schermi. Secondo lo studio di GWI, la percentuale di persone che dichiarano di utilizzare le piattaforme social per rimanere in contatto con gli amici, per esprimersi o conoscere nuove persone è diminuita di oltre un quarto dal 2014. È aumentata invece l'apertura quasi inconsapevole delle app per riempire ogni mezz'ora libera e distrarsi. Secondo il giornalista del Financial Times John Burn-Murdoch, è un segnale che mostra il «passaggio dal browsing consapevole a quello automatico», «l’esperienza si è degradata tanto da spingere le persone verso modi più sani di usare il proprio tempo».

Un altro fattore è legato alle dinamiche dell'indignazione: oggi sappiamo che gli algoritmi premiano contenuti che provocano reazioni forti di rabbia e odio e forse, alla lunga, ci siamo stufati di indignarci per tutto e abbiamo di nuovo voglia di contenuti più equilibrati e riflessivi. A questo si aggiunge il fatto che molte persone si sentono esauste: la quantità infinita di notizie, suggerimenti, spunti, riflessioni, pressioni, dibattiti, ispirazioni è sfiancante, non siamo mai stati programmati per avere accesso a così tanto materiale tutto insieme. Sopratutto abbiamo capito che per molti non è sano osservare le vite e le carriere degli altri giorno dopo giorno paragonandole alle nostre. Sempre più persone si fanno coraggio e lasciano i social, si ripetono che fuori dagli schermi c'è un mondo, letteralmente. Altre continuano ad usarli, ma più per abitudine e pigrizia che con vera convinzione.