Le proteste della Gen Z in Nepal, Marocco, Indonesia, Bangladesh, Sri Lanka, Perù per chiedere governi meno corrotti. Gli studenti delle università degli Stati Uniti sospesi ed espulsi per aver preso parte a manifestazioni per Gaza o contro le politiche di Donald Trump. E ora in Europa, e soprattutto in Italia, le università occupate e le proteste dopo che l'esercito di Israele ha bloccato la missione della Global Sumud Flotilla. In tutto il mondo i più giovani stanno facendo sentire le loro voci, stanno invadendo le strade, creando disordini, chiedendo di essere ascoltati. ll loro è un movimento "intenzionale": sentono di poter cambiare le cose, e in qualche modo ci stanno già riuscendo.
In queste ore anche gli universitari di tutta Italia stanno organizzando proteste e occupazioni e aderendo allo sciopero generale per Gaza. Quando la Flotilla è stata intercettata gli studenti sono stati tra i primi a rispondere all'appello di bloccare tutto. È stata occupata la Statale di Milano e a Bologna hanno bloccato l'ingresso all'Università e appeso uno striscione con la scritta "Block the University".
- Il viaggio della Flotilla: quanto manca a Gaza?
- Come sostenere la Global Sumud Flotilla per Gaza?
- Gli occhi di tutti sulla Global Sumud Flotilla, che cosa succede adesso?
Le proteste degli studenti e le occupazioni
«Di fronte alla più grande missione civile della storia contemporanea e alla gravità della situazione che si sta consumando in Palestina, crediamo sia fondamentale che la comunità accademica tutto dia forza e sostegno allo sciopero generale e alle sue ragioni», scrivono i ragazzi dell'organizzazione giovanile Cambiare Rotta, «Come abbiamo promesso, se avessero toccato la Flotilla, avremmo bloccato tutto: così questa mattina, dopo il corteo che ieri ha bloccato la stazione di Milano Cadorna, abbiamo occupato l’università Statale di Milano». I ragazzi si definiscono «l'equipaggio di terra della Global Sumud Flotilla» e stanno partecipando in prima linea alla mobilitazione di queste ore.
La protesta si è allargata in fretta ad altre università. I collettivi studenteschi a Bologna hanno bloccato diverse sedi e il rettorato e in via Zamboni hanno creato una barriera con copertoni e sedie per impedire l'accesso alle aule. A Roma gli studenti di Cambiare rotta hanno bloccato la facoltà di Lettere alla Sapienza: «Lettere è bloccata. La facoltà è vuota. Stiamo bloccando tutto, pronti allo sciopero generale di domani» hanno fatto sapere. Lo stesso è successo a Torino, dove il Collettivo autorganizzato universitario (Cau) ha occupato la sede delle facoltà umanistiche di Palazzo Nuovo, a Firenze dove centinaia di studenti hanno occupato il polo universitario di via Laura, a Bari, a Napoli, dove è stato organizzato un presidio permanente presso la facoltà di lettere e filosofia a Porta di Massa, a Padova dove è stata occupata la sede di Sociologia.
Anche i liceali protestano per Gaza
Non solo gli studenti universitari, ma anche i ragazzi dei licei italiani si stanno mobilitando per la Palestina. Il Liceo Calvino di Genova è stato il primo a essere occupato e ci sono state assemblee e picchetti al Ruffini. A Firenze, in piazza Santissima Annunziata, si sono radunati gli studenti del liceo Galileo insieme a ragazzi di altri istituti al grido “Blocchiamo le scuole, blocchiamo le università”. Nel frattempo gli studenti dei licei Michelangiolo e Castelnuovo hanno bloccato il traffico in via della Colonna.
A Roma sono state convocate assemblee straordinarie al Morgagni, mentre i licei Socrate, Rossellini e Cavour sono stati occupati. Lo stesso è stato fatto al liceo Pablo Picasso di Pomezia e al liceo scientifico Torricelli-Ballardini di Faenza. Anche a Livorno diversi istituti hanno fermato le lezioni e a Padova gli studenti dei licei Modigliani, Tito Livio e Duca d’Aosta hanno cosparso le scuole di barchette di carta per esprimere la loro solidarietà nei confronti della Global Sumud Flotilla. «Anche se solo con un piccolo gesto», hanno dichiarato gli organizzatori, «come ad esempio delle barche di carta, oppure scendendo in piazza, gli studenti saranno sempre schierati dalla parte degli oppressi».














