Greta Thunberg oggi è in viaggio in giro per la Svezia. Insieme alla giornalista Alexandra Urisman Otto si stanno spostando per il Paese incontrando le persone e intervistandole. C'è chi chiede un selfie con Greta e chi, passando, le dice «Grazie per quello che fai», ma poi non è facile parlare di politica con gli svedesi, molti semplicemente non se ne interessano, i giovani sono disillusi e poco partecipi. Con questo progetto, Thunberg e Urisman Otto vogliono cercare di capire come si può costruire un movimento dal basso a fronte di una Svezia sempre più conservatrice. La domanda è chiara: «Cosa diavolo dovresti fare come elettore nel 2026, quando la crisi climatica sta accelerando, l'ordine giuridico internazionale è in caduta libera e il dibattito politico è caratterizzato dalle fake news?».
In Svezia, infatti, è iniziata la campagna elettorale: il voto è previsto per la seconda domenica di settembre e il Paese è attualmente governato da una coalizione di centrodestra appoggiata dai suprematisti. Si sta assistendo a un'ondata conservatrice e reazionaria con più poteri alla polizia, lotta all'immigrazione e riarmo. Da qui l’idea di Greta Thunberg di compiere un viaggio a tappe, parlando con la gente comune e raccontando tutto sul giornale “Arbetaren”. «L’escalation della crisi climatica, il genocidio e l’erosione dei principi fondamentali del diritto internazionale – problemi che toccano tutte le persone e creano preoccupazione – spiccano per la loro assenza nel dibattito pre-elettorale», ha detto l'attivista ventitreenne, «Non sono certo l’unica elettrice a sentirsi impotente, disperata e terribilmente frustrata per il fatto che il discorso pubblico sia totalmente scollegato dalla realtà e non vi sia alcun partito che prenda davvero sul serio queste enormi sfide».
- Greta Thunberg è ancora la voce di una generazione
- Un uomo ha strappato il microfono a Greta Thunberg
- La docu-serie di Greta Thunberg della BBC
Greta Thunberg e le minacce alla sua vita
Thunberg rimane la voce di una generazione eppure, negli ultimi anni, di cirsi climatica si parla sempre meno a livello mainstream. Il tema è stato oscurato da conflitti mondiali, tensioni, crisi energetiche che non sembrano tenere in considerazione l'impatto dei combustibili fossili. Greta, nel frattempo è cresciuta e come attivista è stata molto impegnata nel chiedere il cessate il fuoco a Gaza parlando di genocidio della popolazione Palestinese e imbarcandosi sulla Global Sumud Flotilla. Questo ha aumentato ulteriormente l'odio nei suoi confronti: minacce, commenti violenti, auguri di morte e, spesso, anche legislazioni sempre più severe contro chi protesta pacificamente (è stata di recente arrestata a Londra per «violazione del Terrorism Act» per aver solidarizzato esplicitamente con otto detenuti del gruppo Palestine Action).
«Non vivrò a lungo, l'ho accettato», ha detto in un'intervista al quotidiano Dagens ETC parlando del clima di tensione e degli attacchi contro di lei, «Ma preferisco fare tutto il possibile per migliorare le cose, piuttosto che vivere in una falsa agiatezza». In particolare l'attivista ha detto di non sentirsi al sicuro nel suo Paese d'origine, la Svezia, e di stare valutando di lasciarlo e spostarsi altrove.
Greta Thunberg lascerà la Svezia?
Thunberg ha da poco partecipato a un documentario che segue il suo attivismo e quello del movimento Fridays for Future nel corso di 7 anni. Si intitola "Strejkarna" (ossia gli scioperanti) è diretto da Helana Molin e uscirà nelle sale cinematografiche in Svezia il 15 maggio. Il racconto inizia da quando, a 15 anni, Greta Thunberg ha iniziato a protestare saltando la scuola per sedersi di fronte al Parlamento di Stoccolma e arriva fino alla crescita del movimento sul scala globale e alla situazione attuale. «Il film racconta come siamo passati dall'essere sostenuti dalla società all'essere bollati come terroristi», spiega l'attivista, «Ora è più facile liquidare le nostre opinioni, come se fossimo dei pazzi a cui non vale la pena dare ascolto».
Oggi Thunberg ha 23 anni, frequenta un corso a distanza per diventare assistente infermiera e continua a girare per il mondo portando avanti l'attivismo per l'ambiente, per i diritti umani e per l'autodeterminazione dei popoli. Se guarda al futuro Thunberg ipotizza di non avere una residenza fissa, ma di spostarsi «nei luoghi in cui può essere più utile». «Il mio piano è di vivere con uno zaino in spalla e dormire sul pavimento delle cucine degli amici», ha dichiarato.
In passato Greta aveva sostenuto che la Svezia fosse uno dei Paesi più sicuri per gli attivisti, ma ora la pensa diversamente: «Vediamo uno sviluppo simile anche in molti altri posti», ha detto, «Si sta diffondendo un'ondata fascista estremamente ostile nei confronti di chi, come noi, crede nell'empatia e agisce in questo senso, e desidera che si dia ascolto alla ricerca» .














