È proprio il caso di dirlo: in un'epoca dominata dal frastuono visivo e dalla frenesia digitale, la Santa Sede ha scelto la via del silenzio e dell’ascolto profondo per la sua partecipazione alla 61esima Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia in Biennale dal 9 maggio al 22 novembre 2026. Il progetto 2026, dal titolo "L’orecchio è l’occhio dell’anima", vuole essere un'esperienza immersiva che unisce spiritualità medievale e cultura contemporanea. Curato da Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers (in collaborazione con il Soundwalk Collective), il padiglione si ispira alla figura visionaria di Santa Ildegarda di Bingen, la monaca benedettina del XII secolo che fu compositrice e scienziata. Il Padiglione della Santa Sede si articola su due sedi d'eccezione che promettono di diventare il cuore pulsante della Biennale: il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi (situato nei pressi della stazione di Venezia Santa Lucia) e il Complesso di Santa Maria Ausiliatrice a Castello. E per riprendere il tema generale della Biennale 2026, "In tonalità minori" curato da Koyo Kouoh, il Vaticano propone una "preghiera sonora" collettiva, invitando i visitatori a rallentare e a riconnettersi con una dimensione più sacra.



Dal rock di Patti Smith al cinema di Jim Jarmusch: gli ospiti

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La lista degli artisti coinvolti, ufficializzata pochi giorni fa, è una delle più ambiziose mai viste in laguna. Il Dicastero, guidato dal Cardinale José Tolentino de Mendonça, ha riunito 24 nomi di calibro internazionale che spaziano dal rock d'avanguardia alla musica elettronica sperimentale. Tra le punte di diamante figurano Patti Smith, Brian Eno e la stella del pop sperimentale (con centinaia di milioni di streaming ascolti!) FKA Twigs. Accanto a loro anche il regista Jim Jarmusch e il poliedrico Devonté Hynes (Blood Orange), i quali hanno realizzato opere sonore che reinterpretano le visioni di Ildegarda. Un momento di profonda commozione è rappresentato dalla partecipazione di Alexander Kluge. Il leggendario regista tedesco, scomparso proprio nell'aprile 2026 poco prima dell'inaugurazione, ha lasciato al Padiglione la sua ultima opera: una monumentale installazione divisa in dodici stazioni che dialoga con l'architettura del Complesso di Santa Maria Ausiliatrice. A Kluge si deve anche l'ispirazione per il titolo del Padiglione, una frase che riassume la sua intera ricerca sulla percezione umana. Tutti gli ospiti coinvolti:

1. Bhanu Kapil

2. Brian Eno

3. Carminho

4. Caterina Barbieri

5. Devonté Hynes

6. FKA Twigs

7. Holly Herndon & Mat Dryhurst

8. Jim Jarmusch

9. Kali Malone

10. Kazu Makino

11. Laraaji

12. Meredith Monk

13. Moor Mother

14. Otobong Nkanga

15. Patti Smith

16. Precious Okoyomon

17. Raúl Zurita

18. Soundwalk Collective

19. Suzanne Ciani

20. Terry Rile

21. Monache benedettine dell’Abbazia di Santa Ildegarda di Eibingen

Complesso di Santa Maria Ausiliatrice:

1. Alexander Kluge

2. Ilda David'

3. Tatiana Bilbao

Il giardino mistico, un percorso di rinascita spirituale

L'installazione è concepita come un percorso di rinascita spirituale che sfrutta le caratteristiche uniche delle due sedi. Nel giardino mistico, le composizioni sonore dialogheranno con la natura e il silenzio monastico. Il Complesso di Santa Maria Ausiliatrice ospiterà invece uno scriptorium contemporaneo. In questo spazio, il pubblico potrà ammirare i libri d’artista di Ilda David e le visioni cinematografiche di Alexander Kluge. Pare esserci un bisogno, dopotutto di riscoprire che l'arte, proprio come la preghiera, ha bisogno non solo di tempo ma di dedizione e «di un orecchio pronto ad ascoltare l'anima». Concetto, quello espresso dal Cardinale José Tolentino de Mendonça, che cerca di offrire al mondo una risposta inattesa alla crisi contemporanea che stiamo attraversando.