Sui social, sotto i post in cui si parla delle battaglie di J. K. Rowling contro i diritti delle persone trans, sempre più persone chiedono ai fan di Harry Potter di smettere di contribuire ai guadagni della scrittrice. «Non comprate i gadget di Harry Potter» si legge nei commenti, «Ecco perché non dovreste guardare la nuova serie», «Questo è il modo in cui usa i vostri soldi».

Chi chiede di boicottare J. K. Rowling sostiene che sia poco realistico credere di poter separare l'opera dall'autore in un mondo in cui fama e ricchezza hanno un impatto politico. L'autrice della saga ha, infatti, appena annunciato l'apertura del J.K. Rowling Women’s Fund, un nuovo fondo per portare avanti le battaglie legali contro i diritti della comunità trans.

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Mike Marsland

J. K. Rowling usa i guadagni di Harry Potter per le sue battaglie contro le persone trans

Il fondo «per le donne», come si legge sul sito ufficiale, è stato creato per dare sostegno economico a individui, organizzazioni o gruppi che «si battono per preservare i diritti delle donne basati sul sesso», anche nei luoghi di lavoro, nella vita pubblica e negli «spazi femminili protetti». Le opinioni di Rowling sono ormai chiare da anni e allineate a quelle delle cosiddette femministe «gender critical», chiamate anche "TERF" (Trans Exclusionary Radical Feminist). In base a una stima di Variety, pare che da settembre a novembre 2024 l'autrice abbia pubblicato oltre 200 post su X sulle persone trans, a fronte di soli 9 tweet sulla nuova serie su Harry Potter in produzione.

L'autrice sostiene che le persone trans, in particolare le donne trans, siano una minaccia per le donne cisgender e per questo motivo ha sostenuto finanziariamente l'associazione For Women Scotland che si è battuta per ottenere la recente sentenza della Corte Suprema del Regno Unito che ha escluso le donne trans dalla definizione legale di "donna" ai fini delle pari opportunità. A seguito di questa sentenza, il Regno Unito ha vietato alle persone trans di usare i bagni pubblici riservati al loro genere.

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Andrew Aitchison

Rowling sostiene che i finanziamenti privati siano il «modo più efficiente e snello» per portare avanti campagne legali di questo tipo. Con il fondo mira a sostenere persone che «si trovano ad affrontare tribunali a causa delle loro convinzioni espresse» o che sono «costrette ad aderire a politiche di inclusione irragionevoli riguardanti spazi dedicati a un solo sesso». I beneficiari verranno selezionati e il finanziamento verrà effettuato direttamente da Rowling, il cui patrimonio si stima raggiunga 875 milioni di sterline ed è in continua crescita. Secondo Deadline, nel 2023 solo l'opera teatrale La maledizione dell'erede le ha portato un guadagno di oltre 10 milioni di dollari.