Una notte, quando era ragazzina, Paris Hilton è stata prelevata dal suo letto e portata via, come in un rapimento. Solo che i genitori erano d'accordo: erano stati proprio loro ad organizzarsi perché la loro figlia adolescente venisse portata in un centro di recupero per ragazzi problematici. Paris Hilton verrà rinchiusa in quattro di questi collegi, perderà anni della sua vita senza contatti con il mondo esterno, reclusa in un ambiente fatto di violenza, intimidazioni, abusi sessuali da parte del personale, privazione del cibo e altre forme di tortura. Negli ultimi anni l'attrice, cantante e socialite ha raccontato di questa sua esperienza prima ai giornali, poi nel documentario This is Paris e di recente nella sua autobiografia Paris. La mia storia. Mercoledì scorso, però, ha fatto notizia per una testimonianza rilasciata a Capitol Hill, al Congresso, per chiedere che questi abusi sui ragazzini considerati "problematici" vengano fermati.
«Quando avevo 16 anni, sono stata strappata dal mio letto nel cuore della notte e trasportata fuori dai confini dello Stato nella prima di quattro strutture residenziali per giovani problematici», ha raccontato Hilton di fronte alla Commissione per le questioni economiche e sociali. Come si legge nel memoir dell'ereditiera, la sua adolescenza è stata piuttosto turbolenta: ha subito violenze da coetanei e uomini più grandi fin da ragazzina e i suoi comportamenti ribelli (dovuti forse anche all'ADHD, il Disturbo da deficit di attenzione iperattività diagnosticatole solo di recente) hanno spinto i genitori a prendere provvedimenti.
«I miei genitori sono stati ingannati», ha continuato nella testimonianza, «manipolati da questa industria a scopo di lucro riguardo al trattamento disumano che stavo subendo». «Questi programmi promettevano guarigione, crescita e sostegno ma invece non mi hanno permesso di parlare, muovermi liberamente o anche solo guardare fuori da una finestra per due anni». Ha parlato di abusi sessuali, di farmaci fatti ingoiare a forza, di lavaggio del cervello, di essere stata «trattenuta violentemente e trascinata lungo i corridoi, spogliata nuda e gettata in isolamento». «Molti di questi ragazzi», ha spiegato, «non vengono creduti perché viene detto ai genitori che i figli stanno solo cercando di ingannarli e manipolarli perché vogliono tornare a casa».
Hilton, che oggi ha 43 anni, è riuscita a uscirne solo dopo la maggiore età, quando non potevano più trattenerla. Negli ultimi anni negli Stati Uniti si è iniziato a parlare di questi centri, del giro di affari che ci sta dietro e delle violenze sui ragazzini, trattati come veri e propri prigionieri. Sono emerse inchieste e sono usciti documentari. Nella sua testimonianza Paris Hilton ha sostenuto la necessità di una supervisione federale su queste strutture per tutelare i minori coinvolti. «Non sono solo io ad aver subito queste atrocità», ha dichiarato, «Centinaia di bambini in tutto il Paese si trovano ancora intrappolati in questo sistema infernale. Dobbiamo agire ora per proteggerli e garantire loro un futuro sicuro e dignitoso». Poi si è rivolta direttamente a chi ha vissuto o sta vivendo ciò che è successo a lei: «Non siete soli» ha detto, «vi credo e non vi abbandonerò. Avete diritto ad essere al sicuro e ad avere un futuro migliore».













