Se pensiamo alla ginnastica artistica le prime parole che ci vengono in mente non sono certo "divertimento" e "spensieratezza" quanto piuttosto "rigore" e "perfezione", giusto? Questo perché sappiamo bene che, per riuscire ad eseguire le loro complicate sequenze di esercizi, le atlete devono allenarsi costantemente con un'attenzione spasmodica ai dettagli e ben poco tempo per la creatività. Ma c'è anche il fatto che, almeno a livelli alti come le gare internazionale o le Olimpiadi, la musica classica, i costumi tradizionali e le coreografie rigide vincolate a specifici requisiti di difficoltà finiscono per lasciare poco spazio alla fantasia. "È il lato d'élite di questo sport che ha avuto a lungo la reputazione di essere rigido e tradizionale" spiega a Refinery29 Dvora Meyers, autrice della newsletter newsletter Unorthodox Gymnastics e del libro The End of the Perfect 10: The Making and Breaking of Gymnastics. A tutto questo, poi, si sono aggiunte le accuse di molestie sessuali che, nel 2015 negli Stati Uniti, hanno sconvolto il mondo della ginnastica artistica dopo che il medico osteopata Larry Nessar è stato accusato di aver aggredito centinaia di ragazze: un'ombra non facile da cancellare. Eppure sembra che le cose stiano prendendo una nuova piega e la ginnastica artistica sta mostrando un nuovo volto, più rilassato e spensierato che forse ancora non conosciamo.
Quando, a partire dal 2016, alcune delle più importanti ginnaste USA, tra cui Dominique Moceanu, Simone Biles, Laurie Hernandez, Aly Raisman e McKayla Maroney, hanno iniziato a raccontare e denunciare gli abusi di cui sono state vittime, si è aperto il vaso di Pandora. Ne è emerso un mondo fatto di pressioni insostenibili, disturbi alimentari e molestie sessuali in netto contrasto con la patina di sorrisi impeccabili e costumi sgargianti delle gare. Da allora, la USA Gymnastics sta cercando di riconquistarsi la fiducia del pubblico ma, nel frattempo, le atlete sembrano pronte a riscoprire il lato più spensierato della ginnastica artistica. Come? Secondo Refinery29, "Tramite il divertimento e il cameratismo della ginnastica universitaria che può offrire un percorso per riscoprire l'amore per questo sport a cui spesso le atlete dedicano tutta la vita".
"La ginnastica universitaria femminile è sempre stata la sorella maggiore della ginnastica d'élite, quella che fa festa e resta fuori fino a tardi", spiega in modo piuttosto emblematico Dvora Meyers, "Sono anni che le ginnaste universitarie hanno adottato un approccio meno stucchevole alla musica e alle coreografie per il corpo libero". Nelle gare a livello universitario le atlete hanno molta meno pressione e possono sperimentare ed esprimersi con maggiore creatività. Così, grazie ai social, negli ultimi anni sono diventate virali alcune performance a corpo libero che mostrano un volto della ginnastica artistica più moderno e meno imbacchettato vedi l'incredibile performance di Nia Dennis per gli UCLA Bruins acclamata come celebrazione esplosiva dell'identità Black della campionessa.
Secondo Maggie Nichols, una delle prime ginnaste a presentare un reclamo alla USA Gymnastics contro Larry Nassar, le gare universitarie le hanno riacceso la passione per lo sport dopo un periodo particolarmente difficile. "L'Università dell'Oklahoma mi ha davvero cambiato la vita", ha raccontato a Fox 23 l'anno scorso e lo stesso vale per Katelyn Ohashi, che, nella squadra di ginnastica dell'UCLA ha ritrovato la gioia di allenarsi dopo aver sopportato disturbi alimentari e body shaming da parte degli allenatori a livello professionistico. "Quando la gioia della ginnastica viene amplificata", spiega a Refinery29 Adrienne Lawrence, autrice del libro Staying in the Game: The Playbook for Beating Workplace Sexual Harassment, "allora diventa un clamoroso promemoria per le survivor che la bellezza dello sport non deve essere né limitata né diminuita dagli abusi. Questo è un punto di orgoglio per le survivor nel mondo dello sport". Dopo gli scandali sembra ci sia la voglia e la necessità di un cambiamento nel mondo della ginnastica artistica e riscoprire passione e divertimento non può che essere il primo passo.












