«In questura per rinnovare un passaporto nel 2023 ancora bisogna giustificarsi per essere monogenitore, sentendosi quasi in colpa per qualcosa. Il tutto davanti a un bambino». Comincia così lo sfogo di Chiara Maci, conduttrice tv e content creator amatissima dagli appassionati di food, che ha raccontato su Instagram l'esperienza vissuta in una questura con la figlia maggiore Bianca. La bambina è cresciuta solo con la madre fino all'arrivo del fratellino Andrea, che Maci ha avuto con lo chef Filippo La Mantia. Lo sfogo è continuato nel ricordo di tutti i momenti in cui Chiara si è sentita in difetto per essere un monogenitore a partire dalla gravidanza, periodo che ha vissuto da sola e senza quell'uomo accanto che ti avvalora, almeno nella visione tradizionale, come madre e come donna.

«A me hanno fatto male in 9 mesi di ecografie senza qualcuno che mi stringesse la mano, mi hanno fatto male all’anagrafe, ad ogni festa del papà, ad ogni modulo con doppia firma dove il mio era sempre mancante di qualcosa. Mi hanno fatto male le istituzioni, le pubblicità delle famiglie perfette, la normalità comunicata che è sempre stata solo una.
È da quando ho partorito da sola che la diversità non mi fa più paura. Perché diversa sono anche io».

E proprio quello delle «pubblicità di famiglie perfette», fomentate dallo spot Esselunga che pare inneggiare, da qualunque lato la si guardi, al modello tradizionale e anti-divorzio, sembra essere il tema della settimana. Se ne discute perché qualunque analisi dello spot - ne sono state fatte a decine, dal punto di vista pubblicitario, semantico e sociologico - riporta alla supremazia della famiglia tradizionale unita e felice a qualunque costo, che nega la complessità delle relazioni e anzi, pensa che ricucire lo strappo con una pesca sia un atto sostenibile. Un dibattito che Chiara Maci, con il suo post, ha riacceso a supporto di chi cresce un figlio da solo (per scelta e per le circostanza, non ci deve importare).

Lo stigma contro i monogenitori

Nel caso specifico del passaporto di Bianca, com'è stato scritto sotto lo sfogo di Maci, è possibile che la Questura le abbia posto delle domande sulla paternità della figlia per uno zelo legato alla protezione del minore (può capitare, infatti, che un genitore separato prenda decisioni in merito all'espatrio dei figli senza il consenso dell'altro: non è il caso di Chiara Maci, ma può accadere) e non per stigma contro il suo essere monogenitore. Il processo alle intenzioni, non conoscendo quelle del personale che la conduttrice si è trovata davanti, lascia il tempo che trova. Rimane però un fatto innegabile, ovvero che facciamo ancora fatica ad accettare modelli di famiglia o relazione che escono dai binari culturali che abbiamo percorso fino a oggi: a vedere le reazioni alla pubblicità di Esselunga, è chiaro che il tema risuona nelle persone per i motivi più disparati, generando sì conversazioni costruttive ma anche dissidi, polemiche e controversie. A conti fatti, questo flusso è riflesso di ciò che siamo e pensiamo a livello interiore, che poi si trasmette e diffonde anche sulla nostra identità sociale. E sul nostro essere in collettività.