Il Pride ti resta dentro ed è quello che oggi penseranno le 300 mila persone che ieri sono scese per le strade di Milano. Sembrava una festa: nelle metro dirette al punto di ritrovo c'erano arcobaleni, glitter, capelli colorati, outfit stravaganti, la celebrazione della libertà di essere se stessi. Ma il Pride è anche molto di più: è lotta, è far sentire la voce di una comunità ancora marginalizzata. E infatti ad aprire il corteo che è partito da Piazza della Repubblica e arrivato all'Arco della Pace c'erano le Famiglie Arcobaleno che in questi giorni stanno vedendo i loro diritti retrocedere.

milano pride 2023 com'è andata la manifestazionepinterest
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Adulti, giovani, ragazzi trans, ragazzi etero, mamme, papà, bambini, personalità social come Muriel, Guglielmo Scilla e Pierluca Mariti, artisti come BigMama e Ariete, esponenti politici come Alessandro Zan e Elly Schlein: Milano si è tinta di mille colori. A partire dalle 16 hanno sfilato una trentina di carri, tra sponsor che sostengono il Pride della città, quelli di diverse associazioni LGBT+, ma anche di partiti politici come Pd, Movimento 5 stelle, +Europa, Sinistra italiana. Tra musica e rivendicazioni il corteo è arrivato al grande evento finale con i discorsi delle associazioni e i saluti delle istituzioni. Non sono mancati gli striscioni, dai più divertenti come «Sono gay, dillo alla mamma, dillo all'avvocato», «Meno Meloni più limoni», «Come la dieta senza fritti, così la vita senza diritti» a quelli più impegnati.

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Thierry Monasse//Getty Images
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Sul trenino dei bambini delle famiglie arcobaleno troneggiava la scritta «L'amore non si annulla in tribunale». «Rilanciamo la nostra battaglia perché la stepchild adoption è stata dichiarata uno strumento insufficiente dalle supreme corti internazionali e ribadiamo che non ci fermeremo fino a che i nostri figli saranno riconosciuti alla nascita come tutti gli altri bambini italiani», ha dichiarato Elena Mantovani, tra fondatrici dell'associazione Famiglie Arcobaleno. Elly Schlein ha parlato di decisioni come «sassi su famiglie arcobaleno e bimbi». «Continueremo a batterci per il pieno riconoscimento dei figli delle coppie omogenitoriali anche alla luce di queste decisioni», ha promesso la leader del Pd.

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La sera, in piazza Sempione, sul palco si sono alternati ospiti e artisti come Baby K, Orietta Berti, Malika Ayane e i Coma Cose e la città ha continuato a ballare fino a tarda notte. Il Pride, però, non finisce qui. A Milano nei prossimi giorni continueranno a venire proposti talk ed eventi a tema LGBTQIA+ come l'installazione artistica di illustrazioni "Continua a fiorire" all'anfiteatro del Liberty o quella dedicata alla storia della Moda gender bender al GERMI. Al Base continuano i talk e le installazioni e l'Istituto Italiano di Fotografia racconterà fino al 14 luglio la comunità LGBTQIA+ attraverso la proiezione di alcuni cortometraggi d’autore. Per rimanere informati basta visitare il sito web del Milano Pride che raccoglie tutti gli eventi che continueranno per tutto il mese dedicato alla comunità LGBT+.