Quando dicevamo che vorremmo un uomo come Damiano ci riferivamo a questo (tra le altre cose). Vorremmo un uomo femminista che l'otto marzo magari ci regali le mimose, ma poi ci accompagni a manifestare e impari a sostenerci attivamente nella lotta per la parità. Obiettivo centrato: il cantante dei Maneskin in questa Giornata Internazionale delle Donne ha pubblicato sul suo profilo Instagram un "Kit per essere un buon alleato" dedicato a tutti gli uomini che oggi si destreggiano tra cioccolatini e «Buona festa».
Ci sarà chi prontamente dirà che a spingere il cantante a pubblicare queste stories sarà stata la sua ragazza, la modella e attivista femminista Giorgia Soleri con cui Damiano ha partecipato alla manifestazione di Non Una Di Meno lo scorso ottobre. Tuttavia, per quanto l'influenza di donne femministe (come Soleri, ma anche la stessa Victoria De Angelis) possa avvicinare un uomo alla causa, dobbiamo cambiare approccio. La parità fa bene alle donne, ma fa bene anche agli uomini ed è arrivato il momento che siano questi, in prima persona, a prendere il loro posto (e non a farsi trascinare) a fianco delle donne nella lotta per ottenerla. Damiano spiega esattamente come fare «da uomo a uomo» in tre semplici fasi: «L'8 marzo non festeggio: decostruisco».
Prima fase: "Consapevolezza del proprio privilegio". «Il sistema patriarcale», scrive Damiano David, «è costruito a misura d'uomo: è un dato di fatto. Non serve nascondersi dietro a sofisticate giustificazioni, è innanzitutto importante accettare il nostro status di privilegiati e comprendere quali siano gli effetti negativi di questa iniquità. La "colpa" non si genera nel fatto di nascere in un sistema che ci rende privilegiati, ma nel cercare di negarlo per poter conservare tale vantaggio». Musica per le nostre orecchie. Quante donne, infatti, oggi avranno dovuto sorbirsi i commenti sulla parità «ormai raggiunta» e sul fatto che al femminismo è preferibile "l'equalismo" (che, btw, non esiste)?
Nella fase due Damiano parla dell'importanza di mettersi in discussione. I nostri atteggiamenti quotidiani sono permeati da sessismo, più o meno evidente», scrive, «Una società patriarcale ci abitua a non percepire la gravità di certi fenomeni che invece vanno compresi e contrastati». Infine, l'ultima fase è la decostruzione vera e propria del sistema che porta avanti la discriminazione di genere tramite «azioni quotidiane». «L'aspetto forse più important econsiste nel far seguire alle parole i fatti», scrive il cantante, «Purtroppo la difficoltà nella lotta al patriarcato consiste proprio nella presenza sistemica di una serie di abitudini di cui tendiamo a sottovalutare la gravità (catcalling, slutshaming, mansplaining ecc...) e che sono figlie di una società maschilista». Come gli oltre 5 milioni di follower di @ykaaar hanno potuto notare, l'identità maschile non viene certo fatta irrimediabilmente a pezzi dal riconoscimento del male privilege. Sono anni, ormai, che il femminismo si augura che gli uomini inizino a dare il loro contributo come alleati: «È una lotta di cui non siamo protagonisti», conclude Damiano, «ma che ci riguarda essendone responsabili». Dieci e lode.














