«Non so come ne uscirò, ma so che i miei capelli non saranno più gli stessi», twittava lo scorso inverno una ragazza e le opzioni sono svariate: forse aveva seguito uno di quei video virali su TikTok per un mullet-cut fai da te da cui non si torna facilmente indietro, forse aveva deciso di sperimentare con le tinte, forse semplicemente non vedeva il suo parrucchiere di fiducia da parecchi mesi. Quando sono iniziati i lockdown ci abbiamo messo poco a capire che i nostri corpi sarebbero cambiati con il cambiare del nostro stile di vita. In poco tempo sul web si è scatenato il panico sotto forma di centinaia di meme grassofobici: «Come ne usciremo?», ci chiedevamo, e pensavamo alla nostra salute mentale in primis, ma parecchio anche alla nostra immagine nei meeting su Zoom. Oggi non ne siamo ancora usciti ma, con le vaccinazioni e le riaperture le nostre vite stanno riprendendo e forse un primo bilancio - anche a livello di ciò che vediamo nello specchio - possiamo farlo.
Quei cambiamenti che tanto temevamo, in parte si sono verificati, ma spesso, non nel modo in cui li avevamo previsti. C'è chi è ingrassato e chi è dimagrito, chi ha fatto più sport, chi non si è mosso dal divano, chi si è dedicato alla skincare e chi ha ricominciato a battagliare con l'acne. C'è anche chi ha vissuto tutte queste cose assieme a periodi alterni man mano che cambiava l'umore e il colore delle Regioni. Secondo la rivista Nature Food «molte persone hanno cambiato il loro comportamento. O sono diventati più sani, o sono diventati molto meno sani, ma in media si sono bilanciati». Secondo una ricerca del King's College di Londra tramite l'app Zoe Covid Symptom Study, mentre poco più di un quarto delle persone ha fatto meno esercizio durante la pandemia, una percentuale leggermente maggiore è diventata più attiva. Certo per chi soffriva di disturbi alimentari o aveva un rapporto complicato con l'alimentazione il lockdown può avere acuito il problema, ma è sempre difficile generalizzare.
Quello che sappiamo, invece, è che le condizioni infiammatorie sono aumentate per colpa dello stress. Quindi male per la pelle, come spiega al The Guardian Emma Craythorne, dermatologa presso il Guy's and St Thomas' Hospital di Londra: disturbi come rosacea, eczemi e psoriasi sono peggiorati e idem per l'acne, spesso associata all'uso della mascherina. Male anche per stomaco e intestino: benvenute gastriti e coliti che ci hanno accompagnati nei mesi chiusi in casa. Vogliamo parlare dei denti? Fatevi la domanda: «Da quanto tempo non vado dal dentista?», e avrete un quadro abbastanza chiaro della situazione. Secondo la British Dental Association (BDA), le misure di sicurezza hanno comportato la perdita di oltre 35 milioni di appuntamenti in tutta l'Inghilterra e secondo la Società italiana di parodontologia, più di 10 milioni di italiani hanno avuto problemi a denti e gengive durante il lockdown.
Gli esperti parlano anche di effetti sugli occhi (Netflix all day long vi dice qualcosa?), sul cuore (come riporta il Guardian, i cardiologi hanno visto un aumento delle condizioni cardiache croniche durante la pandemia) e sulla postura (tutte quelle ore sul divano non hanno certo giovato). Ora che c'è un po' più di normalità, però, i nostri corpi si stanno nuovamente adattando alla situazione e potremmo starcene già accorgendo. Durante i lockdown è stata la prima volta, forse, che in modo così palese e collettivo ci siamo resi conto che il nostro corpo e il nostro aspetto sono intrinsecamente legati al nostro stile di vita e variano di momento in momento, sono in costante evoluzione. Nella nostra società questo è molto difficile da accettare: vogliamo il controllo, ricerchiamo uno standard estetico che vorremmo si cristallizzasse e combattiamo contro rughe e modifiche che non ci piacciono. Sarebbe bello che il lockdown ci avesse aiutati a capire che a volte di fronte ai cambiamenti possiamo solo alzare le mani e aspettare di poter tornare dal parrucchiere, riprendere ad andare a correre, concederci una vacanza. Conviene puntare sulle cose che ci fanno stare bene. Certo se si tratta di un mullet cut, forse è il caso di pensarci due volte, e anche questo ora possiamo dirlo per esperienza.











