Guardando le foto delle coppie in vacanza sui social ho una specie di pensiero intrusivo per cui non posso non pensare ecco, sicuramente dopo questo aperitivo sul mare, saranno tornati in camera e avranno fatto sesso. Oppure: questa foto (mani che si incrociano su lenzuola stropicciate o selfie allo specchio in hotel) l'avranno scattata subito dopo. Cerco le prove anche se so perfettamente che il numero di tramonti postati su Instagram non è affatto proporzionale alla carica erotica della vacanza (o forse lo faccio proprio per quello). C'è un forte legame tra sesso e vacanza, verosimilmente radicato in noi dai tempi in cui il weekend al mare finiva per essere l'unico momento per avere una stanza libera. Il vacation sex mantiene il suo fascino anche se spesso può risultare sopravvalutato.
Non è un mito senza fondamenti, sia chiaro: se è vero che la vita di tutti i giorni e la frenesia capitalista ci ruba il desiderio insieme a tante altre cose, la vacanza può ridarci libertà anche da quel punto di vista. «L’idea che in vacanza si faccia più sesso nasce in parte dal fatto che spesso si allentano alcune pressioni quotidiane o, perlomeno, ci si aspetta che questo possa accadere», conferma infatti la Dottoressa Enrica De Michele, psicologa e sessuologa. Lavoro, stanchezza, impegni, stress e ansie in vacanza possono allentarsi e questo può «creare un maggiore spazio mentale e talvolta una maggiore disponibilità al contatto e al desiderio». Questo, però, non vale sempre, non vale per tutti e le aspettative possono peggiorare le cose. «Più che pensare alla vacanza nei termini di un “acceleratore automatico” della sessualità, sarebbe utile considerarla come un’occasione per ritrovare intimità e presenza autentica», sottolinea l'esperta.
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I benefici del vacation sex
In vacanza la routine viene messa in pausa o scombinata, ci si può sentire più leggeri e organizzare finalmente il tempo in base ai propri desideri. «Preoccupazioni, impegni e automatismi quotidiani tendono talvolta ad ostacolare il desiderio. Quando questi elementi si riducono può risultare più facile prestare attenzione al proprio e altrui piacere», spiega la sessuologa, «La sessualità ha poi un forte legame con l’elemento della novità. Luoghi e ritmi diversi, maggiore cura di sé e più tempo insieme possono infatti aiutare la coppia a riattivare curiosità e a sperimentarsi. È fondamentale anche considerare il clima relazionale: parlare senza fretta, ridere, condividere esperienze e sentirsi più vicini possono creare le condizioni perché il desiderio (ri)emerga».
Questo, però, non vuol dire che la vacanza funzioni come un interruttore, specie se si arriva stanchi, esauriti dai troppi impegni e bisognosi di recuperare. Vacanza può voler dire tante cose compresi lunghi viaggi, alte temperature, ritmi serrati, continui spostamenti, imprevisti, amici sempre presenti, tensioni logistiche. Sono tutti elementi che, come conferma l'esperta, «possono influire sull’umore e rendere più difficile ritagliarsi uno spazio intimo». «Quando ci si ferma dopo mesi intensi», aggiunge, «può emergere tutta la stanchezza accumulata ed il corpo potrebbe chiedere riposo ancora prima che piacere. In alcuni casi, la vacanza può poi amplificare tensioni e conflitti di coppia già esistenti. Minori distrazioni e maggiore spazio di condivisione possono infatti rendere le distanze tra i partner ancora più evidenti e la sessualità, così come la sua assenza, può costituire il terreno principale in cui queste difficoltà si manifestano».
Sesso in vacanza: piacere o dovere?
È a questo punt0 che si possono inserire le pressioni a performare. Se durante l'anno si ha poco tempo per dedicarsi al sesso e al piacere, necessariamente tutte le occasioni perse, a causa del lavoro, dello stress e dei pensieri, dovranno convogliare nelle due settimane di ferie stabilite. «“Siamo in vacanza, dovremmo fare più sesso”, “Finalmente abbiamo tempo, quindi non ci sono scuse”. Questi e altri pensieri possono accrescere le aspettative, creare pressione e ridurre la spontaneità», conferma la Dottoressa De Michele. Qualcosa si inceppa e il desiderio si mescola a senso del dovere o al senso di colpa: ovvio che, allora, non funziona. «Quando la sessualità viene caricata dai “devo”, “dovresti” e “dovrebbe essere così” il rischio è che si trasformi in un compito da eseguire», ricorda la sessuologa, «Il desiderio, infatti, raramente funziona a comando, più ci si sente obbligati, più può diventare difficile lasciarsi andare». Questo può generare frustrazione sia in chi sperimenta un minore desiderio, sia in chi, invece, può vivere il rifiuto come qualcosa di personale.
Si fa strada, quindi, l'ansia del dubbio: se non facciamo sesso in vacanza, quando le circostanze sembrano perfettamente favorevoli, forse allora c'è un problema.
«È bene ricordare che l’intimità non coincide solo con la frequenza dei rapporti: vicinanza, tenerezza e dialogo rappresentano allo stesso modo forme fondamentali e imprescindibili di contatto», ricorda però l'esperta, «Inoltre non ogni calo del desiderio è un segnale di crisi». Come spiega la dottoressa De Michele il desiderio sessuale ha oscillazioni fisiologiche e periodiche, su cui influiscono diversi fattori: ormonali, legati alla salute e allo stile di vita. «Non sempre il desiderio aumenta o si fa più intenso solo perché il contesto sembra favorevole», aggiunge, «É importante non dimenticare poi il ruolo di fattori psicologici, emotivi e relazionali». Può capitare di trovarsi senza energia o senza desiderio e non necessariamente è qualcosa da problematizzare immediatamente: potrebbe indicare che il corpo e la mente hanno bisogno di recuperare dallo stress accumulato nella quotidianità, senza pressioni. Se persiste può essere il segnale di qualcosa di più profondo e delicato e allora la soluzione migliore è iniziare a parlarne: «Può essere utile interrogarsi ed aprire un dialogo nel caso in cui l’assenza di desiderio generi sofferenza, conflitti o distanza persistente nella coppia».











