(Attenzione: questo articolo contiene spoiler relativi al film Obsession)
Qual è la vostra idea di horror assoluto? La solita baita isolata nel bosco con il killer di turno, o siete più da demoni e case infestate? C'è qualcosa di ancora peggiore, una fobia così vicina alla realtà da fare quasi ridere, se non fosse che ci terrorizza davvero ogni giorno. Il regista ventiseienne Curry Baker ha capito tutto e ha girato un film sulla cosa più agghiacciante in assoluto per la Gen Z: confessare alla propria crush cosa si prova veramente. Parliamo di Obsession, l'horror soprannaturale uscito il 13 maggio scorso che fotografa perfettamente la nostra perenne crisi di vulnerabilità. La trama gira intorno a Bear (Michael Johnston), commesso in un negozio di dischi segretamente sotto un treno per la sua amica Nikki (Inde Navarrette). La scena iniziale è un meme vivente. Lui si esercita a dichiararsi da solo, ma quando lei gli serve l'assist perfetto chiedendogli un secchissimo «Ti piaccio?», Bear si congela e fa ghosting alla realtà. Praticamente, lo specchio dei nostri peggiori traumi sentimentali.
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Fin qui, niente di strano. Se non fosse che, quello stesso giorno, Bear decide di fare shopping esoterico e compra un "Salice dei Desideri" in un negozio di cristalli, uno di quei gadget che promettono miracoli. Distrutto per aver rovinato il momento con Nikki, Bear si gioca la carta della disperazione ed esprime il suo desiderio al giocattolo: vuole che lei lo ami più di chiunque altro al mondo. E qui l'horror decolla, perché il desiderio si avvera. Nikki si trasforma istantaneamente, ma in una versione tossica e ossessiva di se stessa fino ad annullarsi completamente per lui. Da quel momento inizia un delirio fatto di manipolazione, codardia maschile spinta all'estremo e (sì, avete letto bene) un panino con dentro un gatto morto (no spoiler, dovrete vederlo per capire). Tra scene splatter e colpi di scena cruenti, il film è diventato un caso pazzesco continuando a macinare incassi settimana dopo settimana. Ovviamente TikTok e X sono esplosi, tra thread di teorie e dibattiti infiniti. I dubbi esistenziali che stanno togliendo il sonno a tutti? Nikki avrebbe ricambiato Bear se solo lui avesse avuto il coraggio di essere onesto all'inizio? E Bear l'ha mai amata davvero o voleva solo possederla come un trofeo? C'è persino chi si chiede se Nikki non sia in realtà la reincarnazione di quel gatto morto. (Spoiler: no).
Se la letteratura e il cinema sono pieni di filtri d'amore andati in fumo (da Shakespeare a Streghe) Obsession fa un upgrade decisamente più contemporaneo. Prende quel vecchio cliché e lo scaraventa nel caos delle dating app, toccando un nervo scoperto per millennial e Gen Z. Quale? L'ansia da fallimento sentimentale, che ormai percepiamo come una fobia sociale invalidante. Siamo onesti: quanti di noi, proprio come Bear, scelgono di fare i distaccati pur di non rischiare un rifiuto o una figuraccia? Preferiamo di gran lunga aspettare che sia l'altro a fare la prima mossa per non perdere il coltello dalla parte del manico. Viviamo nei gruppi WhatsApp, dove facciamo analizzare ogni singolo screenshot agli amici piuttosto che chiedere un banalissimo «cosa ne pensi?» al diretto interessato. Insomma, si fa di tutto pur di evitare un confronto reale, preferendo il silenzio rispetto che assumersi un rischio. Nel tentativo disperato di proteggere l'ego e schivare qualsiasi tipo di vulnerabilità, abbiamo trasformato il dating in un campo minato di incomprensioni e relazioni senza sentimenti. Metteteci dentro un pizzico di esoterismo tossico e un omicidio efferato, ed ecco perché Obsession fa così tanta paura: perché parla di noi.
I dati lo confermano: un recente report di Hinge rivela che il 35% di chi usa le dating app evita i discorsi seri semplicemente perché non sa da dove partire, mentre il 52% si è pentito di essersi aperto, provando un forte senso di imbarazzo dopo essersi mostrato vulnerabile. E no, non è una questione di genere. Anche se su TikTok i meme si sprecano (con la Gen Z che ironizza sul fatto che «gli uomini farebbero letteralmente di tutto, persino comprare un gadget magico e scatenare un delirio, piuttosto che andare in terapia») i numeri dicono che il blocco è generazionale. Un sondaggio mostra che il 45% dei ragazzi tra i 18 e i 25 anni non ha mai approcciato una ragazza dal vivo, nonostante il 77% delle coetanee desideri ricevere più corteggiamento old school. La verità è che siamo tutti terrorizzati. Il 43% delle ragazze etero della Gen Z invece aspetta che sia l'altro a fare la prima mossa, convinta che i maschi non abbiano voglia di darsi da fare. Dall'altra parte, il 48% dei ragazzi si frena per l'ansia di sembrare "troppo pesante" o disperato.
Obsession prende questa totale paralisi emotiva e la spinge verso il baratro. Nel film nessuno si salva, e la punizione è spietata persino per chi, come Sarah, trova il coraggio di dichiararsi e finisce brutalmente uccisa dalla follia di Nikki. Baker ha girato un horror psicologico che non concede nessuna rassicurazione a una generazione già divorata dall'ansia sociale. Non ci sono risposte pronte o lieto fine, perché usciamo dalla sala da soli obbligandoci a capire come cavarcela nel labirinto del dating moderno. Ed è proprio questo, probabilmente, a fare davvero paura.














