Qualche tempo fa un'amica mi ha raccontato di una serata passata con un ragazzo conosciuto in un locale. Lui era stato molto carino, erano rimasti insieme tutta la sera, avevano flirtato, ballato e scherzato, ma quando si erano trovati sotto casa di lui, le aveva detto di non poterle chiedere di salire perché viveva ancora con la madre e i fratelli. Così si erano limitati a baciarsi un po' davanti al portone per poi salutarsi (lei era in vacanza ospite da una zia, niente casa libera a disposizione).

Ci siamo domandate se fosse stata una semplice scusa, ma la storia mi è tornata in mente leggendo l'ultima ricerca di LELO, brand leader nel mercato dei sex toys, sul concetto di "iniquità erotica". Lo studio, intitolato Economics of Orgasm Report 2026, prende in esame l'impatto che la precarietà, la crisi abitativa e l'impossibilità di rendersi indipendenti dai genitori può avere sulla vita sessuale e sulle relazioni.

In Italia un numero crescente di persone, tra i 18 e i 40 anni, infatti, vive ancora con i genitori per ragioni economiche. Secondo LELO emergono quindi dei fattori sistemici come il costo degli affitti, la stagnazione dei salari, la precarietà lavorativa, che finiscono per limitare la possibilità dei giovani adulti di vivere pienamente la propria sessualità, con un forte impatto sul benessere psicofisico.



vivere con i genitori influisce sul sesso e le relazionipinterest
Foto di Rafael AS Martins su Unsplash

Fare sesso quando si vive con i genitori

Secondo il report, le ragioni alla base della convivenza prolungata con i genitori sono principalmente economiche: lavori precari, stipendi bassi, contratti a termine, ben poche certezze per il futuro. Il 37,9% degli italiani intervistati vive in famiglia per riuscire a risparmiare, in molti casi proprio in vista di riuscire a comprare una casa. Il 26,5% dichiara di avere uno stipendio troppo basso per permettersi una vita indipendente e il 26,3% indica come principale problema l’aumento di affitti e i prezzi inarrivabili degli immobili. Per il 50,5% degli intervistati la soluzione è comunque temporanea, ma c'è più di un giovane su cinque (22,6%) che la considera invece una condizione ormai a tempo indeterminato.

Lo studio si focalizza in particolare sull'impatto che la mancata autonomia ha dal punto di vista emotivo. Il 52,8% sostiene che la propria condizione abitativa poco indipendente provochi stress, l’82,1% degli intervistati dichiara di percepire della pressione sociale e il 76,9% parla di un senso di fallimento personale. Tutto questo, però, influisce anche sulla sfera relazionale e sessuale. In Italia, il 73,3% degli intervistati dichiara che vivere con i genitori rende più difficile coltivare una relazione sentimentale e il 59,3% parla di un impatto negativo sulla vita sessuale: per il 39,2% influisce sulla frequenza dei rapporti e per il 30,5% sulla loro qualità.

Le conseguenze

Le conseguenze ricadono ancora una volta sulla salute mentale: il 25% degli intervistati afferma infatti di non aver costruito una relazione significativa dal momento che vive ancora con i genitori, il 23% riferisce disturbi del sonno, il 22,5% parla di ricadute sui propri comportamenti e persino sulla propria efficienza al lavoro, mentre il 12,8% ha avviato un percorso di terapia.

In Italia la Campania è la regione con più ragazzi in questa situazione: il 29,1% dei giovani che vivono con i genitori riporta sintomi depressivi (contro il 16,4% a livello nazionale) e il 19% ha avviato un percorso di terapia (contro il 12,8%). In Puglia l’82% parla di un senso di fallimento (è il 76,9% a livello nazionale) e il 70,8% dichiara che la vita sociale ne risente (59,8% a livello nazionale). In entrambe le regioni quasi un intervistato su quattro parla, tra l'altro, di un rifiuto esplicito dei genitori di ospitare partner o frequentazioni. Nel Lazio, poi, il disagio sembra venire somatizzato: il 30,4% parla di disturbi del sonno e il 23,2% di più giorni di malattia per stress mentale.

Secondo LELO questo studio conferma insomma che la salute sessuale e l'autonomia sessuale andrebbero viste come parte integrante della salute complessiva e del benessere sociale: l'impossibilità di organizzare in serenità la propria vita sessuale in età adulta, la cosiddetta iniquità erotica individuata dallo studio, ha effetti misurabili sulla qualità della vita non solo a livello individuale, ma anche come problematica collettiva e generazionale.