Credo di averlo detto molte volte nella mia vita: questo non è un paese per single. L’ho detto alle amiche in coppia, già proiettate nel futuro. Alla mia terapeuta, cercando di capire se fosse una sensazione o un dato di fatto. Persino a mia nonna, che alla mia età una vita da sola non l’aveva neanche contemplata. Perché sì, la solitudine può essere bellissima. Ma in Italia è anche profondamente scomoda. Non per quello che senti, ma per come vivi. È nelle spese che non si dividono, negli affitti che da soli non sono sostenibili, nei viaggi che ti costano di più solo perché non sei in due. È nelle case pensate per famiglie, nelle offerte formato convenienza. E no, non è una questione emotiva, ma strutturale. Ed è, in fondo, frustrante.



È così che, guardando Non è un paese per single, uscito l’8 maggio su Prime Video, ho ripensando a caldo a quel periodo: io sola, felice, nel mio spazio, il mio rifugio. E attorno a me: spese folli e aspettative sociali altissime. Così il racconto di Felicia Kingsley, oggi portato sullo schermo con Matilde Gioli, Cristiano Caccamo e Amanda Campana - la nostra ultima cover girl - si presenta come una commedia romantica solo in apparenza leggera. Perché sotto, racconta proprio questo: un contesto in cui essere single che non è davvero neutro.

Che si sia innamorati dell’amore o meno, in un piccolo paesino di provincia, come Belvedere in Non è un paese per single, immaginato nel centro Italia, c’è sempre qualcuno pronto a raccontare la tua storia al posto tuo. Il pettegolezzo legato alle ragazze single diventa quasi meccanismo sociale e così, anche attraverso un contesto bucolico, lontano dal ritmo delle grandi città, si finisce per fare i conti con la stessa domanda: quanto questo paese è pensato per chi vive da solo?

Vivere da sole oggi è bastarsi con consapevolezze e libertà, senza dover riempire il silenzio. Io ho amato cercare casa da sola, viverci sola, crescere per un tempo sotto il tetto spiovente della mia soffitta. Uno spazio imperfetto, ma mio. Un luogo in cui imparare chi essere. Eppure è sempre stato il mondo intorno a suggerire altro. Qualcosa però sembra cambiare, lo dicono i dati che sottolineano che la famiglia, oggi, non è più solo quella tradizionale. Secondo gli ultimi rilievi ISTAT l’Italia conta più famiglie unipersonali di quelle con figli, nonostante questo la spesa media di ogni persona che vive sola è il 68% di quella di una coppia, senza poterne condividerne il peso.

Un numero sempre maggiore, ma in un paese che sembra non essersene accorto. Così ho imparato la fatica di vivere sola in un luogo che ti tratta come se fossi di passaggio, come se quella tua vita non fosse ancora quella definitiva. Per me è stata una scelta, il punto è che dovrebbe essere per tutti anche una possibilità.