Il complesso di Elettra ha tanti nomi, con i quali ha attraversato i decenni diventando oggi più un concetto di cultura pop che un assunto in arrivo dalla psicoterapia. Viene definito complesso di Edipo al femminile - essendo il suo speculare psicologico con la figura paterna anziché materna al centro - e (in inglese) anche daddy issues, termine che grazie alla cultura popolare e televisiva viene oggi utilizzato in diversi contesti e molto generalizzato. I daddy issues sono, in questo senso, spesso usati come jokes, ovvero come battute per identificare questioni irrisolte e problematiche con i padri con le figlie femmine.
I risvolti sociali di questo complesso così affascinante e studiato di cui molte persone hanno fatto esperienza nel corso della vita sono diventati anche un interessante punto di vista rispetto al dibattito sulla parità di genere: il complesso di Elettra viene considerato un problema da figlie femmine, che nell'immaginario collettive vengono considerate fragili, deboli e irrisolte per non essere riuscite a superare questo gap con la figura paterna. In tanti pensano che, invece, il complesso di Elettra - ma anche quello di Edipo - dovrebbe essere ufficialmente trasformato in un concetto no-gender.
Cos'è il complesso di Elettra
Partiamo dall'inizio: il complesso di Elettra non rientra di fatto tra i disordini mentali diagnosticabili, ma è in realtà una condizione evolutiva che trae la sua origine nell'infanzia (si sviluppa tra i 3 e i 5 anni, prendendo spunto dalla teoria freudiana) e, se non viene risolto, si protrae con riflessi più o meno ingombranti nella vita adulta. I protagonisti della relazione sono il padre e le figlie femmine: i rapporti tra queste due figure possono essere equilibrati o altalenanti, tossici o addirittura malati. Dall'abuso sessuale nei casi più estremi all'abbandono, il complesso di Elettra raccoglie davvero una folta schiera di situazioni che possono ripercuotersi sulla psiche di chi subisce i comportamenti del proprio genitore. In generale, anche un "semplice" rapporto irrisolto con la figura paterna o un suo atteggiamento troppo severo o permissivo durante l'infanzia possono avere un grande ruolo sul proprio piano emotivo una volta cresciuti.
Quando parliamo di daddy issues non parliamo di una condizione clinica, com'è diventato ad esempio il burn out, ovvero lo stress da lavoro, nel 2019. Queste relazioni rimangono però molto importanti da valutare (ad esempio quando si inizia un percorso di psicoterapia) per farli evolvere in un approfondimento più intimo sui rapporti con la famiglia d'origine.
Nato come risposta femminile al complesso di Edipo teorizzato da Sigmund Freud, il complesso di Elettra si è poi ancorato a diverse teorie dell'attaccamento che spiegano come ciò che riceviamo (o non abbiamo) durante l'infanzia influenza le nostre scelte future.
Il complesso di Elettra può davvero influenzarci in amore
Se è vero che le nostre relazioni sentimentali sono fortemente influenzate dal modo in cui siamo cresciuti e dunque anche dal riflesso dei rapporti interpersonali tra genitori, allora possiamo dire con certezza che il complesso di Elettra e più in generale il modo in cui un padre o una madre ci hanno allevati tocca anche le corde del nostro essere persone in cerca d'amore e affetto. Non solo: diversi studi che partono da quelli effettuati da Freud (che il complesso di Edipo lo ha teorizzato) affermano che il gioco di contrasti che cerchiamo in una persona che ci piace - partner gentile in contrapposizione a un genitore burbero, ad esempio - si lega ancora una volta a quei daddy issues così citati da letteratura psicologica, scientifica, letteraria e seriale.
Diversi studi, come quello che parla delle abitudini sessuali delle figlie femmine rispetto alla figura paterna pubblicata dall'American Psychology Association, hanno confermato che c'è una reale correlazione tra questi universi psichici, relazionali ed emotivi tra figli e i genitori. Non è una cosa che sta solo nella testa di chi li vive, anzi. E soprattutto, non riguarda solo le femmine: nella ricerca viene fuori, chiaro come il sole, che certe conseguenze della relazione padre-figli toccano anche i maschi, con derive diverse ma pur sempre tangibili.
E se il complesso di Elettra fosse un assunto sessista?
Questo è un nuovo e interessante aspetto legato agli studi sul complesso di Elettra. Basta mettere accanto i due contraltari - Edipo ed Elettra, appunto - per capire come, negli anni, si sia cristallizzato un forte assunto patriarcale sul tema. Quando pensiamo al complesso di Elettra pensiamo sempre a una donna, fragile, senza strumenti emotivi e dunque debole per poter superare i suoi complessi con la figura paterna. Serie tv, libri, cultura pop e anche un certo approccio scientifico e sociologico hanno confermato l'idea che una donna vittima di daddy issues sia da biasimare, che sia lei stessa causa del suo male. Mentre uomini vittime del complesso di Edipo sono osteggiati da una carnefice, la madre, che li ha avviluppati in spire da cui difficilmente ci si può liberare.
Andiamo oltre: spesso tra le conseguenze di un complesso di Elettra irrisolto può presentarsi la tendenza a frequentare uomini più vecchi. Non sempre è così, ma può capitare. Quando succede, la situazione viene spesso analizzata dall'esterno in modo giudicante per la donna (più giovane) della coppia. Stereotipo che si ancora a un altro stigma: donna che frequenta uomo più grande lo fa per interesse, mentre uomo che ha una relazione con donna più anziana di lui è un macho ad alto tasso di testosterone. Se è "furbo", lo è più con accezione positiva ("è intelligente!") che non con quella negativa dell'opportunismo legata invece spesso all'universo femminile.
In realtà i concetti di complesso di Edipo e di Elettra sono assolutamente no-gender. E il dibattito sulla questione punta a diventare più fluido e aperto nei prossimi anni. Perché i rapporti con i genitori e le loro influenze non hanno sesso, orientamento sessuale o un pronome specifico. E parlano una lingua universale, quella delle emozioni, che tutti abbiamo dentro ma di cui spesso possediamo un vocabolario povero, o sporcato dagli stereotipi di genere.











