Da quando l’hai incontrato non pensi che a lui, fantasticando sul vostro futuro a briglia sciolta, anche se ancora non vi conoscete bene, anche se ancora non è chiaro se lui ricambi o no quello che senti per lui. Ma questo non sembra fermarti, perché più passano i giorni, maggiore diventa la voglia di sentirlo e avere un contatto costante con lui. Ti senti travolta da un turbinio di emozioni e hai la sensazione di essere completamente pazza di questo ragazzo. E se quello che stai provando non fosse amore ma quella che in psicologia viene chiamata limeranza, in inglese limerance? Ne abbiamo parlato con Nicoletta Suppa, psicoterapeuta e sessuologa, che ci ha spiegato cos'è questo stato emotivo che assomiglia all’innamoramento, ma che rischia di trasformarsi in ossessione, e quali sono i segnali per individuarlo.
Cos’è la limerenza
“Rappresenta lo stato iniziale di un amore, che potremmo definire "il sentire le farfalle nello stomaco". È il momento in cui si idealizza la persona amata e si prova un costante desiderio di stare insieme a lei, di darsi completamente. La limerenza è accompagnata anche da sintomi fisici come il battito del cuore accelerato o il respiro affannato. Una delle caratteristiche principali di questo stato emotivo è il pensiero costante, fino a diventare ossessivo, diretto alla persona amata. Si può arrivare a non percepire alcun pericolo, pur di stare insieme, e ciò può condurre a commettere follie”.
Puoi cadere nella limerenza se non sei corrisposta
“Questa condizione di “innamoramento” accomuna tutte le storie d'amore nelle primissime fasi, va poi a scemare nelle sue manifestazioni più estreme e si stabilizza trasformandosi in "amore". Ma può anche cristallizzarsi e diventare patologica, acquisendo le caratteristiche di una sindrome ossessiva. Il contesto in cui ciò avviene più di frequente è quello di un amore non corrisposto. In tal caso, la limerenza si esaspera e assume le caratteristiche di una dipendenza affettiva, in cui l'unica cosa che conta è ottenere l'attenzione e l'amore dell'altro. A questo punto la limerenza agisce in maniera rigida, la persona inizia a pretendere amore, senza in realtà darne. Ciò che si esercita sull'altro è puro controllo. Il desiderio di stare insieme si trasforma in bisogno. Il meccanismo di un amore non corrisposto genera insicurezza e ciò porta la persona a non interessarsi più al bene dell'altro, ma solo al proprio”.
Perché non è amore, ma ultrattaccamento
“Sono molte le differenze tra limerenza e amore. Prima di tutto la limerenza si attua in maniera quasi automatica, come se si trattasse di un riflesso emotivo dal quale è impossibile sfuggire e che coinvolge la persona senza che ne abbia consapevolezza. Al contrario l'amore presuppone tempo, impegno, attenzione nei confronti dell'altro. Si potrebbe dire che l'amore è "costruire insieme" un sentimento che ha caratteristiche di reciprocità. La limerenza può, invece, essere unidirezionale, lo è nella maggior parte delle volte, tanto da caratterizzare quelle relazioni in cui non si è corrisposti. Altra diversità è che la limerenza non presuppone l'attenzione alle esigenze dell'altro, per cui si diventa autocentrati ed egoisti. Ciò che importa è solo ottenere l'amore dell'altro, senza chiedersi se il partner lo vuole davvero. Al contrario l'amore presuppone una cura e un'attenzione nei confronti della persona amata, compresa la valorizzazione dei suoi bisogni e delle sue esigenze, anche quando queste non corrispondono alle proprie. Un'altra importante differenza è rappresentata dai pensieri intrusivi: il limerente sviluppa una sorta di ossessione nei confronti della persona amata, che può essere caratterizzata da controllo e gelosia. Nell'amore, invece, c'è una maggiore libertà emotiva, fondata su una sicurezza relazionale, per cui si riesce a vivere un in clima di fiducia e rispetto reciproco”.
Quando fa bene e quando no
“Da una ricerca pubblicata su Experimental Brain Research e condotta dalla Japan Society of Promotion of Science della Kyoto University, emerge che la limerenza all'inizio del rapporto amoroso fa bene alla relazione. Questo può avere la sua validità considerando che una fase di "innamoramento" iniziale, nella quale l'altro viene idealizzato e si sperimentano emozioni forti, con risonanze psichiche e fisiche, caratterizza la relazione in maniera positiva. Quello che spinge a dire "è l'amore della mia vita" è quasi sempre il livello di coinvolgimento che si prova nella fase iniziale. Si tratta di quel trasporto che sconvolge i propri equilibri. Ciò può fungere da base per la costruzione di un amore duraturo. Al contrario, la limerenza fa male alla relazione quando supera la fase iniziale, non trasformandosi in amore, ma diventando dipendenza affettiva. In tal senso, quel meccanismo amoroso che dovrebbe portare con il tempo a una reciprocità, si trasforma in ossessione, in attaccamento insicuro nei confronti dell'altro”.
Come fare a uscirne
“Innanzitutto è importante riconoscere i segnali di una limerenza, che spesso viene confusa con l'amore. Essere limerenti porta con sé una grande sofferenza e l'errore più comune è proprio quello di pensare che si soffre perché si ama. Al contrario, quando una relazione fa soffrire e rende insicuri, è molto lontana da ciò che dovrebbe essere l'amore. Per cui, una vota riconosciuti i segnali, è importante far leva sulle proprie risorse personali e sperimentarsi in attività e comportamenti che fanno essere più autonomi. Si tratta di uscire da una dipendenza, cosa non facile, ma possibile. È fondamentale ridare valore a se stessi, rivolgersi a persone che possano essere da sostegno e, nei casi in cui da soli non si riesce, è possibile chiedere l'aiuto di uno psicoterapeuta”.
8 segnali per capire che stai vivendo una limerence
1. Lo desidero o ho bisogno di lui?
Questa è la domanda regina da porsi. Nella limerenza esiste solo il bisogno dell'altro, non più il desiderio. La differenza sta nella sopportabilità della sua assenza. Desiderare l'altro vuol dire aspettare con trepidazione il suo arrivo, sognare il momento da trascorre con lui, ricordare il suo profumo ed essere felici del suo arrivo. Quando invece si ha bisogno dell'altro, questa attesa è insostenibile. Inoltre non è caratterizzata da pensieri positivi, come immagini o ricordi piacevoli, ma da pensieri ansiogeni.
2. Pensieri intrusivi
La limerenza è caratterizzata da pensieri intrusivi. Di che si tratta? Sono pensieri con valore negativo che riguardano il partner, quello che starà facendo in questo momento o il perché si è comportano in in certo modo. Sono pensieri intrusivi in quanto emergono all'improvviso, anche in situazioni in cui sembrano fuori luogo. Possono essere avvertiti dalla persona come delle vere e proprie ossessioni, che trovano una tregua solo se seguite da comportamenti di controllo sul partner oppure placati dalle sue rassicurazioni. I pensieri intrusivi possono limitare anche lo svolgimento delle attività quotidiane.
3. Instabilità umorale
Il limerente ha continui sbalzi di umore che dipendono dal comportamento della persona oggetto d'amore. Quindi gioia o tristezza sono legate a ciò che fa o dice il partner. Non è possibile mantenere un equilibrio emotivo, separatamente da ciò che accade all'interno della relazione, come se non si possedesse quella stabilità interna che aiuta a sentirsi in un determinato modo. Ciò genera una forte insicurezza, perché a lungo andare incide sulla percezione di se stessi.
4. L'altro non è mai disponibile
Si avverte una costante indisponibilità dell'altro, anche quando essa non corrisponde a realtà. Ad esempio, la persona limerente non sente di avere l'esclusività per la persona amata. Ed è proprio il sentirsi esclusivo nella relazione ciò che ricerca la persona limerente. In questo senso si crea un circolo vizioso: più l'altro si sperimenta non disponibile, più si ha bisogno di esclusività.
5. La limerenza diventa egoismo
Uno dei segnali più espliciti di limerenza è l'attenzione esclusiva al proprio bisogno, tralasciando le esigenze dell'altro. Il limerente non si chiede mai quale sia il desiderio reale della persona amata o, meglio, evita di chiederselo, per paura che possa non corrispondere al proprio. Ecco perché si diventa egosti: tutto viene pianificato in maniera unidirezionale, l'altro non viene considerato, se non in funzione del proprio bisogno di stare insieme e di essere corrisposto. In tal senso la limerenza si allontana molto dall'amore.
6. Sempre il partner sbagliato
Chi soffre di limerenza colleziona storie amorose con partner sbagliati e non riesce ad imparare da queste esperienze, che possono essere anche devastanti. Si tratta di incappare in relazioni di amore non corrisposto oppure con partner che potrebbero anche essere innamorati, ma che non sono liberi sentimentalmente perché già sposati, ad esempio. Il partner sbagliato non fa altro che esasperare la limerenza, perché agisce sull'insicurezza della persona, ingigantendola. Inoltre, quel bisogno di esclusività viene costantemente deluso e ciò alimenta il meccanismo dipendenza affettiva.
7. Gelosia patologica
Una delle caratteristiche delle relazioni di una persona limerente è la gelosia patologica nei confronti del partner. Si tratta non di una normale gelosia tra due innamorati, ma di un meccanismo di controllo continuo nei confronti del partner nella speranza di che un giorno egli possa finalmente corrispondere l'amore. La gelosia patologica è anch'essa intrusiva, diventa un pensiero ossessivo che ha risonanze anche a livello psicofisico nella persona, portandola a sviluppare sintomi psicosomatici, primo tra tutti l'ansia o insonnia.
8. Sentirsi insicuri
L'altro segnale di limerenza è la sensazione di essere costantemente insicuri nei confronti dell'altro. Questo spinge a cercare conferme anche solo in uno sguardo, in un gesto o in una parola che arriva dalla persona amata. Si diventa, per questo, ipervigili rispetto ad ogni movimento dell’altro, pesando ogni sfumatura. Questa insicurezza è logorante perché si basa su segnali esterni, che però il limerente impara a interpretare a suo modo. Ecco perché queste relazioni sono destinate a diventare distruttive.












