Al giorno d’oggi purtroppo, in Italia persiste ancora una certa percezione culturale che considera le materie scientifico-tecnologiche più adatte agli uomini che alle donne. Sì, siamo nel 2024 ma è ancora così, non negatelo. Questo pregiudizio spesso scoraggia molte ragazze dal perseguire studi o carriere in questi ambiti. Mi ricordo ancora quando in terza media si viene messi davanti alla grande, fatidica, ansiogena domanda: “Che cosa vuoi fare dopo le medie?”. Che a tredici anni uno sappia cosa vuole fare nella vita mi è sempre sembrato abbastanza impensabile però uno ci prova e ce la mette tutta a capire cosa potrebbe fare “da grande” ed è proprio lì che, spesso e volentieri, entrano in gioco pregiudizi e stereotipi di genere radicati che ci possono portare a scegliere una strada piuttosto che un’altra. La stessa cosa spesso, fortunatamente con minor frequenza, si ripete anche una volta terminate le scuole superiori. Sono abbastanza sicura che, se all’epoca di queste scelte importanti, in classe avessimo avuto delle figure professionali femminili appartenenti a settori diversissimi tra loro, pronte a raccontarci la loro esperienza con entusiasmo e passione, forse le scelte relative all’indirizzo di studi di alcune mie coetanee sarebbero state diverse. È questo quello che penso quando ho sentito parlare Giorgia Bulgarella, Responsabile Marketing di Motorola Italia, mentre mi raccontava del suo lavoro durante la nostra intervista. Storie di successo e la presenza di role model femminili, come la figura di Giorgia, credo siano fondamentali per ispirare e legittimare la presenza delle donne in settori tecnologici e scientifici, offrendo alle nuove generazioni di ragazze un esempio concreto di successo. Ed è proprio dall’analisi della figura femminile che parte la nostra intervista con Giorgia, andando ad commentare insieme la scelta da parte del brand di avere Clara come nuova testimonial.
Nell’ultima campagna Motorola troviamo la cantante e attrice Clara insieme al suo ultimo singolo: come mai avete collaborato proprio con Clara?
«Diciamo che la scelta non è stata per nulla casuale. Innanzitutto, Motorola ormai da tempo sta cercando di parlare alle generazioni più giovani, che magari in passato non hanno avuto l'opportunità di conoscere il brand. Abbiamo scelto Clara perché incarna perfettamente la filosofia di Motorola che è appunto quella del “power to empower” ovvero, celebrare e sostenere tutte le generazioni di giovani che seguono con impegno e dedizione le proprie passioni, cercando di raggiungere un obiettivo preciso. Un po’ come vuole fare anche Motorola attraverso i proprio prodotti. Clara con semplicità e spensieratezza racconta di una ragazza giovane che “si è fatta da sola” e che segue liberamente i suoi sogni e le sue passioni.»
Rapporto donne e mondo tech: secondo te a che punto siamo oggi e come si evolverà in futuro?
«È una domanda molto complessa…
Sicuramente se la guardiamo dal punto di vista del mondo del lavoro, è inutile dire che tutto quello che riguarda il mondo tech in generale è un settore dove le donne fanno ancora molta fatica rispetto agli uomini. Le figure femminili in questi settori sono sicuramente sottorappresentate e, purtroppo, in Italia ancora di più rispetto a tutti quelli che sono i paesi europei (e tutto questo ce lo dicono le statistiche). Motorola come azienda lavora molto sul concetto di diversity and inclusion. È un tema che ci sta molto a cuore perché crediamo veramente nel valore dato dal fatto di poter rappresentare tutto il mondo con tutte le sue sfumature all'interno di un'azienda. Per noi la diversità è davvero un valore aggiunto. In generale, stiamo già vedendo piano piano un cambiamento positivo nelle aziende negli ultimi anni e credo (e spero) che in futuro ci siano sempre più donne all'interno del mondo della tecnologia. Tra l'altro penso che l'Intelligenza Artificiale ci aiuterà in questo. In futuro avremo la possibilità di dare la parte più operativa del nostro lavoro all'Intelligenza Artificiale e, in questo modo, avremo l'opportunità di focalizzarci su attività che portano valore aggiunto e sul pensiero, per prepararci alle nuove sfide che il futuro aprirà. C'è tanta strada da fare ma secondo me ci sono ci sono tutti i presupposti affinché questo gender gap si possa recuperare velocemente.»
La tecnologia può aiutare le donne?
«Assolutamente sì. La tecnologia aiuterà sempre più tutti in generale per poterci focalizzare soprattutto nel portare valore aggiunto in quello che facciamo. In generale vedo la tecnologia come un'azione positiva. Per esempio, se pensiamo al tema della sicurezza, credo fermamente che la tecnologia possa giocare un ruolo fondamentale nella quotidianità di ognuno di noi su questo aspetto. Con Motorola, ad esempio, collaboriamo con Telefono Rosa, storica associazione che da più di 30 anni combatte la violenza sulle donne. Insieme a Telefono Rosa abbiamo lanciato una campagna attraverso i nostri canali digital e social per promuovere la funzione “SOS Emergency”, una funzione presente in tutti i dispositivi mobile, non solo in quelli Motorola, che è attivabile dalle impostazioni e che permette di avviare una chiamata direttamente alle forze dell’ordine o ad un contatto amico pre-impostato premendo cinque volte consecutivamente il tasto di accensione.
È una funzione che può davvero essere utile conoscere soprattutto in tutte quelle occasioni in cui noi donne, purtroppo, ci sentiamo pericolo. Questo è un ottimo esempio dell’uso della tecnologia a supporto delle donne.»
Cosa vuol dire al giorno d’oggi essere una donna che lavora nel marketing, specialmente nel mondo tech?
«Come dicevamo prima, il mondo tech è un settore principalmente maschile. Inoltre, chi lavora nel marketing nel settore tecnologico spesso si concentra solamente nelle specifiche tecniche, nelle caratteristiche e in determinate funzioni di un dispositivo, dimenticandosi di pensare al consumatore finale e ai suoi bisogni. Per me è sempre importante provare a portare un punto di vista diverso e chiedersi sempre che cosa vuole il consumatore. Questo è quello che proviamo a fare costantemente con Motorola, non soltanto a livello locale ma proprio a livello globale.»
Come hai raggiunto questo ruolo importante e qual è il consiglio che vorresti condividere con delle giovani ragazze che vorrebbero intraprendere la tua stessa carriera?
«Riguardo la mia esperienza professionale, posso dire che finora il filo conduttore di tutto è stata la passione. Secondo me è importantissimo sperimentare tanto e provare a confrontarsi e misurarsi su strade diverse per capire qual è la propria. È molto importante anche trovare il proprio equilibrio tra vita privata e vita lavorativa. Se ti piace fare quello che fai è già sicuramente un passo avanti per cercare di trovare un equilibrio. Consiglio inoltre alle ragazze di non arrendersi mai, di avere tanta dedizione e di confrontarsi con gli altri perché oggi, anche in questo caso, se guardo appunto al mio percorso, dove sono cresciuta professionalmente di più come individuo è stato sempre quando mi sono confrontata ed ho interagito con persone diverse da me, più in gamba e competenti di me da cui mi sono lasciata ispirare. Non è sicuramente facile trovare un equilibrio ma non è impossibile.»
Nelle vostre ultime collezioni avete collaborato con Pantone. Qual è l’impatto delle collaborazioni con altre realtà sulla percezione dei vostri prodotti?
«Il colore è un elemento fondamentale per noi, come possiamo vedere anche nell’ultima campagna con Clara. Per noi la parte estetica dei nostri dispositivi racconta anche un po’ di te al mondo. Il colore per noi diventa anche un modo per raccontare se stessi. Questo lo pensiamo come Motorola ma lo vediamo anche dai numeri raggiunti. Pantone inoltre è leader nel nelle tendenze relativamente al colore e questa collaborazione ci ha davvero permesso di fare la differenza.»
Sempre riferito al colore, molte ricerche di mercato sostengono che “circa il 70-90% dei consumatori comprano soprattutto grazie al colore che diventa uno dei motivi principali per l’acquisto di un prodotto”. Possiamo dire che voi di Motorola credete nell’armocromia?
«Sì (ride). Possiamo dire di sì. I nostri consumatori vogliono un prodotto che possa raccontare qualcosa di loro, della loro vita, dei loro gusti, della loro personalità. Questo è possibile anche grazie al colore.»
Cosa dobbiamo aspettarci nel futuro di Motorola? Puoi spoilerarci qualcosa?
«Oggi siamo un'azienda che sta facendo un percorso di crescita importante in pochissimo tempo. Da outsider di questo mercato, ora siamo al terzo posto sul mercato degli smartphone. Tutto questo è stato possibile anche grazie a tutte le sinergie che abbiamo creato con le varie collaborazioni. Sicuramente continueremo a lavorare per dare alle persone un prodotto che sia sempre un prodotto bello, dal design curato, al giusto prezzo e con le funzioni che servono veramente alle persone e che non siano solamente importanti dal punto di vista dell’innovazione.»













