Quando l'avevamo intervistato nel 2024 in occasione dell'uscita di Pianeta di Miller, Mr.Rain ci aveva parlato dell'importanza di fermarsi, di dare spazio e tempo alla creazione di una musica che fosse sincera. Un anno dopo, un anno in cui Mattia Balardi (questo il suo nome all'anagrafe) ha deciso di trovarlo davvero quel tempo e di prendersi una pausa dal turbine di pubblicazioni e presenza social. Un anno dopo, eccolo tornare con una nuova prospettiva musicale, che comincia proprio da "Effetto Michelangelo", il singolo pubblicato il 14 novembre per Warner Music Italy.
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Un brano scritto di getto, come ci dice lui, quando lo raggiungiamo via Zoom, e che gli ha dato l'emozione delle primissime volte in cui scriveva testi. È un brano che parla di quando si ama qualcuno così profondamente da essere disposti a lasciarlo andare, in cui Mr.Rain si mostra completamente vulnerabile. Nel frattempo, il cantante non fa mistero di stare lavorando al suo nuovo disco, anzi due. Sì, perchél'apertura al panorama musicale spagnolo con "Superheroes", poi "Hipernova" featuring Zetazen e "Odio A La Luna" con Wallis, si è rivelata una scoperta personale molto più profonda del previsto, tanto che, ci racconta Mr.Rain, sta lavorando a un doppio album, di cui uno sarà tutto in spagnolo. Ci siamo fatte raccontare la sua nuova era musicale, da "Effetto Michelangelo", alle sue ultime serie viste e consigliate.
Come è nata "Effetto Michelangelo"?
«L'ho scritta veramente di getto. Ho fatto un anno di stop, dove non ho smesso di lavorare, ma mi sono preso del tempo per cercare di ritrovare quella sensazione che provavo, che vivevo quando scrivevo i miei primi pezzi. E questa canzone è un po' l'inizio di tutto il nuovo percorso che porterà al nuovo disco. Ci tengo molto perché è una canzone che ho scritto in modo veramente onesto per necessità. Erano almeno un paio d'anni che non mi usciva una canzone così scritta di punto in bianco in pochissimo tempo.»
Cos'è l'Effetto Michelangelo di cui parli?
«L'effetto Michelangelo è un concetto psicologico secondo cui in una coppia una persona aiuta l'altra a elevare se stessa alla sua massima espressione. Credo che sia la forma d'amore più pura e più grande, anche molto rara, soprattutto al giorno d'oggi, perché viviamo in un mondo colmo di egocentrismo e tendiamo a pensare sempre più a noi stessi. Nella canzone, l'amore di cui parlo è talmente grande che sei disposto, nonostante tu ami quella persona, a lasciarla andare per permetterle di raggiungere la sua massima potenza.»
Quale emozione ispira di più la tua scrittura?
«Sono tante, c'è la rabbia sicuramente, c'è la nostalgia, c'è la malinconia, comunque non sensazioni felicissime. Sicuramente non sono famoso per fare canzoni super happy [ride, ndr] spero di farlo un giorno, o comunque le ho fatte, ma molto tempo fa. Mi rendo conto che scrivo veramente bene, di getto, e riesco a svuotarmi di tutto quello che ho dentro principalmente quando sono in questi stati, quando mi sento un po' fuori luogo, un po' perso, quando mi sento malinconico, rabbioso, quindi quando c'è una sensazione veramente forte che mi dice 'ok Mattia devi far uscire tutto e trasformarlo in una canzone'.»
A livello sonoro e di produzione qual è stato il processo?
«Ho coprodotto "Effetto Michelangelo" con Legend che è un mio produttore amico storico. È nata in modo naturale, senza voler strafare o cercare la produzione più strana, più diversa possibile. Abbiamo cercato di elevare al massimo il testo che per me, in questa canzone, è la cosa più preziosa.»
Negli ultimi mesi ti sei aperto al mercato spagnolo: in che modo ti sei avvicinato a questo tipo di musica?
«È stata una bellissima scoperta, perché era da tantissimo tempo che sognavo di provare a fare una mia canzone in spagnolo. Ho avuto la fortuna di farlo con "Supereroi" e ho avuto ancora più fortuna che sia girata talmente tanto, che è andata benissimo e mi ha permesso di aprirmi un nuovo canale.»
Cosa ci possiamo aspettare dal tuo prossimo album?
«Devo dire che ora sto lavorando a due progetti contemporaneamente, l'album in italiano e l'album in spagnolo, che non è semplicemente una traduzione di quello in italiano, sono proprio pezzi nuovi, che vivranno e che moriranno in spagnolo, dove l'unico pezzo tradotto sarà ovviamente "Supereroi". Questa cosa di ripartire da zero con un nuovo progetto in Spagna, mi sta dando la libertà e il permesso di spaziare, perché banalmente non ho ancora un fil rouge, una coerenza artistica, quindi sto sperimentando il più possibile. Infatti sta uscendo molto vario e a sua volta sta influenzando quello italiano, quindi è bellissima come cosa.»
Ci sarà qualche riferimento cinematografico?
«Ci sarà un riferimento in una canzone, ovviamente non voglio dirti il titolo, però è un film uscito negli Anni '90 che mi aveva colpito un sacco e ho voluto replicare l'omaggio in Pianeta di Miller, questa volta però solo in una canzone e non in tutto il disco. Sono una persona che prende molta ispirazione dai film, o comunque dalle immagini, visto che sono uno che sta veramente ore e ore a guardarsi o serie tv o film, ovviamente è naturale che poi prendo spunto.»
Cos'hai guardato di recente?
«In preparazione dell'uscita della nuova stagione, ovviamente, mi sono riguardato tutto Stranger Things. Poi una serie che ho visto e che mi è piaciuta molto è From, molto bella, fatta dai produttori di Lost.»
Come vorresti che si preparassero gli ascoltatori al tuo ritorno?
«Io ho fatto un anno di pausa dove mi sono accorto che non appartengo a questo mondo fatto di ansia per le classifiche, per le vendite, per i piani di marketing, 'devi fare questo, postare quello'. Io sono completamente l'opposto. Sono del parere che queste cose siano ovviamente importanti, ma che si stia perdendo un po' il significato della canzone e del motivo per cui uno fa musica. Quindi magari inconsciamente o inconsapevolmente ti trovi in un vortice dove devi scrivere canzoni perché devi fare numeri. Questa cosa la odio, la odio totalmente. Preferisco stare zitto per un anno e uscire con una nuova canzone appena sento il bisogno e l'esigenza di scriverla. Quindi non ho voluto neanche fare nulla o seguire un piano particolare per "Effetto Michelangelo". Ho deciso di fare l'annuncio uno o due giorni prima e basta. Spero che la gente capisca bene un po' tutta questa nuova versione di me. Io incrocio le dita, pure quella dei piedi.»













