L'8 marzo 2024 usciva proprio su Cosmopolitan l'intervista ad Angelica Schiatti, «finalmente libera», dal segreto del suo album Sconosciuti Superstar che usciva proprio quel giorno e che, finalmente, diventava di tutti. Angelica esorcizzava anche una storia di violenza, con processi tutt'oggi in corso, e il vuoto lasciato dalla scomparsa di suo padre. Nel frattempo la cantautrice ha pubblicato "Ciao, tristezza" nel momento catartico della sua vita in cui si guarda indietro e prova a togliersi di dosso il peso delle esperienze che l'hanno segnata, «e non cambiata», perché Angelica è la stessa di sempre, solo più consapevole.
Come una sorella maggiore, cerca di fare quello che può per le donne che come lei ogni giorno si trovano a fronteggiare da sole storie di abusi, davanti al vuoto normativo e alle tempistiche della burocrazia del nostro Paese. Per questo per il suo Ancora tour ha deciso di collaborare con "DonneXstrada", l'associazione no profit fondata da Laura De Dilectis, e l’app per la sicurezza in strada Viola Walk Home, che offre un’assistenza concreta in tempo reale a tutte le utenti di ritorno dai concerti, per garantire maggiore sicurezza a chi si sposta in orari notturni.
"Ciao, tristezza" ha un titolo parlante, come nasce e in che periodo ti trovavi quando hai scritto questa canzone?
«Il titolo in questo caso è stato per me una specie di manifestazione, volevo esorcizzare il periodo davvero nero che stavo vivendo. Per paura di rendere il brano troppo scuro e cupo, che sarebbe stato un gesto totalizzante nei confronti della musica, ho iniziato ad arrangiarla mid-tempo, poi è stata rivestita da Golden Years. Ho voluto sentire Lucia Manca con cui in quel periodo mi confidavo, e che era molto vicina alla storia che canto nel brano, e poi perché penso che la sua voce sia una delle più belle del mondo».
La tristezza era legata ad un episodio o a un periodo che andava avanti da un po'?
«È uno dei primi pezzi che ho scritto del disco, poi quando uno fa i disco la linea temporale di quello che scrive non è detto che sia poi l'ordine in cui esce, però diciamo che tutti i brani scritti nel 2021 non sono canzoni felici. Sono legati a concetti duri, poco digeribili, però vestiti da canzoni pop. È roba abbastanza pesante, però poi con l'arrangiamento che ho scelto diventa tutto più leggero».
Il brano esce a un anno dalla pubblicazione di Sconosciuti Superstar. Come ti senti oggi?
«Mi sono resa conto solo dopo di quanto tempo ci ho messo a scrivere e produrre questo disco, un po' perché il tempo è volato, un po' perché tutto quel tempo non sono riuscita a dedicarlo interamente a fare il disco, ma ho dovuto anche occuparmi delle mie vicende personali. Grazie a questo disco mi sento sufficientemente strutturata e maturata sia come persona che come artista, tanto da avere oggi una tranquillità interiore. Allo stesso tempo mi sento ancora addosso il friccicore della gioventù. È un momento irripetibile nella vita, penso che il bello di questa età sia avere le energie e la curiosità dei giovani, ma con le spalle più larghe rispetto a dieci anni fa. Voglio prolungarlo il più possibile».
Quali sono i ricordi che leghi alla stesura del disco?
«Ho ricordi tremendi, ho ricordi molto belli, ma anche ricordi commoventi. La maggior parte del disco l'ho scritto nel mio studio di Bologna, da dove si vedono i colli e il tramonto che tutte le sere mi veniva a trovare. Lo screensaver di questo disco sarebbe il tramonto da quella finestra».
Ti sposti spesso?
«Faccio su e giù, un po' per cause di vita amorosa sia di vita "brutta", sia per diletto che per urgenza. Milano mi piace, a Bologna però riesco a estraniarmi, è la mia bolla anti-bolla».
A Milano fra poco ci sarà la tua ultima data del tour, in collaborazione l'associazione DonneXstrada. Come è nata questa sinergia?
«È stato un colpo di genio di Veronica Proia che lavora in DNA Concerti, che è la mia referente per l' agenzia di booking. È una donna molto intelligente e sensibile, si è dimostrata vicina alle mie disavventure e quando ci siamo trovate a organizzare il tour le è venuta in mente questa bellissima idea. Tornare a casa è per tutte noi un momento delicato, in quanto donne. Sarebbe bello poi vivere in una società in cui queste cose non esistono, ma dato che la situazione è quella che è, sarei felice che anche solo dieci ragazze venissero a conoscenza di questo servizio».
Vista la tua storia personale, pensi che questa associazione possa colmare un vuoto amministrativo nella lotta alla violenza contro le donne?
«Per quanto uno possa empatizzare, quando ci sei dentro è tutta un'altra storia. Io per prima sono sempre stata attenta alla causa e mi sono sempre arrabbiata molto a vedere certe cose, ma da quando sono stata toccata in prima persona i miei sensi si sono acuiti mille volte. Sulla mia pelle ho capito quanto è importante essere sicure di sé, proprio a livello psicologico. Sento di essere caduta in un momento di debolezza e l'altra persona se n'è approfittata in quel momento. Quando poi ho capito che dovevamo proteggermi e trovare un posto sicuro, è stato tutto molto più difficile di quello che neanche nella mia visione più pessimista avrei mai potuto immaginarmi. Le tempistiche sono lunghissime e non permettono alla vittima di mettersi al sicuro in tempi utili. Io sono privilegiata, ho avuto la possibilità si spostarmi tra Bologna e Milano, di chiudermi, di cambiare posto, ma il Codice Rosso non funziona minimamente. C'è molta ignoranza, le stesse persone che dovrebbero prendere delle decisioni non hanno proprio idea».
Le date del tour di Angelica
20 dicembre 2024 – Cesena (Spazio Marte/Solido)
21 dicembre 2024 – Lecce (Arci Rubik) NUOVA DATA!
22 dicembre 2024 – Bari (Officina degli Esordi/Muse)
31 gennaio 2025 – Pozzuoli, NA (Duel Club)
01 febbraio 2025 – Roma (Alcazar)
1 marzo 2025 – Genova (Giardini Luzzati) NUOVA DATA!
07 marzo 2025 – Milano (Arci Bellezza)











