Sulla copertina del suo primo album c'è un puma stilizzato che si stiracchia come un gatto. E Costanza Puma è un po' così: senza essere sentita, a passo felpato, diremmo, è entrata a far parte della scena indipendente con la sua vena nu jazz, la passione per la musica brasiliana, basi elettroniche che portano in altri mondi. Dalle vie della sua Roma fino alla casa-rifugio tra i tufi vulcanici e gli alberi della Valle del Treja, Panorama Olivia è un volo d'angelo dal questo piccolo paese arroccato dove ha prodotto l'intero disco e non solo. Sì, perché Coca Puma è anche l'autrice della colonna sonora dei Quasi a casa, film d’esordio di Carolina Pavone, prodotto dalla Sacher Film, Vivo Film e Rai Cinema, un lavoro in cui c'è tantissima musica e che verrà presentato a settembre in occasione dell'81esima Mostra del Cinema di Venezia. Noi l'abbiamo intervistata nel bel mezzo di un periodo particolarmente intenso, tra tour e chiusura del lavoro sul cinema, per farci raccontare sensazioni ed aspettative.

coca puma intevrista indie rocket festivalpinterest
Courtesy of Ufficio Stampa


Come ti senti in questo periodo?

«Ho la testa per aria, sto lavorando a tante cose insieme: da un lato la colonna sonora del film a cui sto lavorando, dall'altro il tour in questi giorni. Ma mi piace, ci sto bene dentro».

I tempi del cinema sono diversi?

«Sono burrascosi, ci sono sempre tanti problemi prima di avere dei materiali, devi aspettare poi c'è sempre un problema...sto bene ma mi sta scoppiando la testa, ma sto amando questo. Mi è sempre piaciuta l'idea di lavorare sulle immagini, a casa mia il cinema è sempre stato presente, sono stimolata da questa nuova sfida».

Tra live e produzione in studio, tra l'esibizione e il lavoro con la tua band, quale dimensione ti appartiene di più?

«Sicuramente la seconda, mi piace l'intimità di quei momenti e l'emozione della luce che si accende quando hai una bella idea o stai scrivendo qualcosa di buono. C'è una magia nell'aria... Quella è la sensazione che mi sta più a cuore. L'aspetto performativo è divertente, il tour è un'esperienza meravigliosa però sono un po' timidina, sai».

Infatti il cappellino abbassato è il tuo tratto distintivo.

«Ho iniziato a mettermi il berretto sugli occhi perché volevo mantenere questa dimensione e volevo che le persone si concentrassero sulla mia musica, non sulla mia estetica, sull'aspetto».

A proposito delle tue due anime, nel tuo primo album, Panorama Olivia, vediamo sia la dimensione di Roma, la città in cui sei cresciuta, sia il richiamo alla natura. Le senti entrambe tue?

«Sì sicuramente, mi piace allontanarmi dalla città di tanto in tanto, parte del disco l'ho prodotta nella casa dei miei nonni che non c'erano più. È stata sicuramente un luogo, una sorta di rifugio che mi sono costruita per la musica e per tutto il resto: per questo "Panorama", e poi "Olivia", perché mi veniva a trovare in questa casa spesso la gatta dei vicini, a quale poi io ho dato il nome di Olivia, e come lei anche io ho deciso di isolarmi per scrivere. La scrittura per me è sempre stata una cosa abbastanza individuale, personale, intima».

Cosa hai voluto raccontare con il tuo primo disco?

«È una raccolta delle mie esperienze negli ultimi anni e si concentra sul tema del cambiamento, sul continuo evolvere».

Un brano a cui sei più legata?

«Forse ti direi "Tardi", sia per il testo, per quello che vivevo, per il momento in cui l'ho scritta, per quello che stavo attraversando quando l'ho scritta e per il sentimento di rivincita che ho sentito scrivendo quella canzone».

Di che rivincita parli?

«Il brano parla della sensazione di qualcosa che non va nella tua vita, magari tu a livello cosciente non lo senti ma c'è qualcosa che invece nel profondo ti muove, no? E ti fa stare male, ci sono dei sintomi che emergono e poi nel momento in cui uno capisce che magari questo disagio che sente è dovuto a un'esigenza di cambiamento, allora è un momento di estremo entusiasmo, di esplosione, di nuova vita.  


Color Fest

XII EDIZIONE

Sentimiento Nuevo

14- 15- 16 agosto

La line up completa dell’edizione 2024 del festival punto di riferimento della grande musica live nel SUD Italia

FULMINACCI / LIP CRITIC / MICAH P. HINSON / COSMO / EDITORS 

COCA PUMA / I HATE MY VILLAGE / POPULOUS / CLAP! CLAP! / MAGO DEL GELATO / TOY TONICS / DEENA ABDELWAHED / KO SHIN MOON / BASSOLINO / ELEPHANT BRAIN / ANY OTHER / LEATHERETTE / TRUST THE MASK


TICKET
COLOR FEST 2024