Gli spagnoli sono stati accontentati. Dopo il successo sanremese di “Ma non tutta la vita”, al Pride di Madrid i Ricchi e Poveri hanno cantato in anteprima il remake spagnolo “Pero no toda la vita”. La canzone, in uscita venerdì 12 luglio, è già disponibile su TikTok.
Cosmopolitan, che ha seguito la loro avventura, li ha intervistati. Al centro di questa chiacchierata su un rooftop a pochi passi da Plaza de España, Angela e Angelo raccontano, tra le altre cose, dei loro sogni nel cassetto: «la versione italiana di “We are the World”» per lui, e «una collaborazione con Russel Crowe» per lei.
Otto milioni di ascoltatori mensili su spotify e più di 670 milioni di visualizzazioni con la sola canzone di Sanremo: come vi spiegate tutto questo successo tra i GenZ?
Angela: «Perché siamo giovani dentro anche noi: si dice così quando s’invecchia (ride, ndr). Non siamo mai stati “musoni”: i problemi ci sono, tutti li hanno, ma cerchiamo di prendere la vita con un po’ di ironia, dividendo con gli altri la gioia che abbiamo in noi».
Come avete fatto a stare al passo con i tempi rimanendo fedeli alla vostra unicità?
Angela: «Perché non ci prendiamo mai sul serio. Scherziamo molto e, come un riflesso, si divertono anche tutti gli altri».
Non solo i giovani: possiamo dire che mettete d’accordo un po’ tutti?
Angela: «Spesso i nostri fan ci scrivono chiamandoci “angeli”. Un po’ per il nome, un po’ perché sono grati del buon umore che riusciamo a sprigionare».
Angelo: «Recentemente siamo andati ospiti in una radio. A un certo punto, il conduttore manda in onda “Che sarà” e scoppia a piangere. Ci siamo commossi anche noi. Ha detto che facciamo parte della sua storia, e ci siamo emozionati di riflesso anche noi».
Siete la colonna sonora di generazioni intere...
Angela: «Vivendo moltissimo tempo lontano da casa, per noi non c’è niente di più bello di un pubblico così ampio e eterogeneo che ci manifesta questo amore».
Angelo: «Abbiamo cominciato quando eravamo dei ragazzini fidanzati. Poter continuare, dopo tanti anni, a realizzare i miei sogni mi lascia sempre senza parole».
Alla vostra età, quanti anni vi sentite?
Angela: «Proprio pochi».
Angelo: «Io sento l’età che ho. Ma spiritualmente direi... tra i diciotto e i venti».
E ogni tanto litigate come dei ragazzini?
Angelo: «Certo, ogni tanto ci mandiamo anche a f...o».
Angela: «Ma dura due secondi. Ci vogliamo tanto bene. Quando esco a fare shopping, ogni tanto capita che, anziché comprare cose per me, le compri per lui. Come fosse mio figlio (ride, ndr)».
La magia e l’incoscienza che servono per fare musica erano di più all’inizio della vostra carriera o sono più oggi?
Angelo: «Oggi, perché non ci vergogniamo dell’età che abbiamo e di ciò che facciamo. E per raggiungere questa sicurezza ci vuole un certo coraggio».
Angela: «Del resto, “dammi retta, scendi adesso in pista”. “Adesso”, non “domani”».
C’è qualche sogno nel cassetto che vorreste tantissimo, ma che ancora non avete fatto?
Angelo: «Cantare “We are the world” insieme a tutti i grandi artisti italiani per lanciare un messaggio di speranza».
Angela: «So che Russel Crowe canta “Sarà perché ti amo” nei suoi spettacoli. Fare una canzone insieme a lui mi piacerebbe molto».
E reinventarvi attori voi?
Angela: «Perché no? Non lo escludiamo affatto».
Non è facile riassumere tanti anni di carriera: oggi che momento è?
Angela: «Domanda da un milione di euro. Ognuno deve trovare il proprio posto nel mondo, e questo è il momento in cui crediamo di averlo trovato».
Il Milano Pride, il Padova Pride Village e ora il Pride di Madrid: siete le nuove icone queer?
Angela: «Ci hanno accolto tutti con tanto affetto. Abbiamo cantato “Serà porque te amo” tutti insieme. Ogni serata, una quantità gigantesca di amore. E questo ci basta».
Ironia della sorte, vi esibite a Madrid esattamente tre anni dopo che l’Italia ha detto addio a Raffaella Carrà, che alla Spagna era tanto legata: vi ha lasciato una grande eredità nelle mani…
Angelo: «Ha seminato molto in questo Paese, ha lavorato benissimo».
Angela: «Ha avuto un legame forte con questo Paese. Una grande professionista».
E cosa tiene legati voi alla Spagna?
Angelo: «Spesso diciamo che i francesi sono i nostri cugini. Ma gli spagnoli… loro sì che sono i nostri fratelli»
In tutti i vostri singoli, da quelli storici a quelli più recenti, il filo rosso sembra essere quello della libertà: cosa è per voi?
Angela: «Non ascoltare quello che dicono gli altri. Andare avanti con quello che vuoi fare, fino in fondo. Una libertà combattiva».
E il momento in cui vi siete sentiti più liberi?
Angela: «Quest’anno a Sanremo. Una sensazione incredibile perché abbiamo trasmesso a milioni di persone un messaggio potentissimo: quello dell’allegria e della positività».
Angelo: «Con “Ma non tutta la vita” vogliamo comunicare un concetto importante: Qualsiasi cosa tu voglia fare nella vita, ci devi credere. Studia, realizza i tuoi sogni, prendi il treno al momento giusto. Ti innamori di una persona Diglielo: se domani cambiano le carte in tavola, non lo potrai più fare».
Angela: «Se ti piace qualcuno, sbrigati! Altrimenti si gira... e va da un altro».











