C’è chi andrà al cinema per vedere Ibrahimovic esordire nei panni di un legionario romano, e chi perché ha sempre sognato di assaggiare qualche goccia della pozione magica dei Galli. Qualsiasi sia la scusa, a partire dal 2 febbraio sarà possibile vedere il quinto capitolo della saga francese ispirata ai fumetti di René Goscinny e Albert Uderzo: a dieci anni dall’ultimo Obelix interpretato da Gérard Depardieu - storico in quei panni - l’uomo più forte del mondo è tornato sul grande schermo nelle nuove avventure di Asterix e Obelix - Il regno di mezzo. Il film diretto da Guillaume Canet, che oltre a essere regista veste i panni di Asterix, parte da un’immagine precisa: la biga due cavalli targata Citroën, partner ufficiale del film, presente all’anteprima milanese di fine gennaio al Notorius di Sesto San Giovanni. Grazie a questo prototipo di auto, che al posto del motore usa la forza di Obelix, aggiunge alla saga l’elemento di modernità. Da temi più semplici come una dieta più equilibrata priva di carne, ad altri più profondi come la parità di genere. Una ballerina al servizio di Giulio Cesare (Vincent Cassel) lamenta gonne troppo corte e troppi uomini nei posti di comando. «Vorresti un Cesare donna?» ridono il romano e le sue guardie. Ma questa storia della parità sarà una battaglia destinata a durare più a lungo di quella intrapresa dai Galli in questo nuovo film.

Al centro del quinto capitolo ci sono l’impero cinese e la sua principessa, costretta alla fuga dopo il rapimento della madre, l’imperatrice. In questo scenario si schierano in loro aiuto Asterix e Obelix (Gilles Lellouche) provenienti dall’unico villaggio francese in grado di resistere ai romani, una precisazione che Canet ha voluto ribadire in apertura del film, proprio come per i titoli precedenti. A sostegno dei ribelli cinesi invece, c’è l’esercito di Giulio Cesare, affiancato da un buffo biografo (José Garcia, già in Asterix alle Olimpiadi) e torturato dalle pene d’amore che gli procura sua moglie, Cleopatra, interpretata da Marion Cotillard, premio Oscar per La vie en rose nel 2008. Era il 2002 quando Monica Bellucci vestiva bianchi abiti di seta per interpretare una giovane regina egizia attirata dai modi un po’ eleganti e un po’ barbari di Alain Chabat, Giulio Cesare appunto, ruolo affidato nel 2008 ad Alain Delon e nel 2012 a Fabrice Luchini. A vent’anni di distanza si ritrova ora, sposata, a vivere a Roma dove, ormai stanca delle ambizioni del marito, sogna di scappare con un maestro di ginnastica greco.

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courtesy photo
Il carro realizzato da Citroen appositamente per il film

E se a palazzo l’amore non sembra tutto rosa e fiori, in viaggio dalla Gallia alla Cina qualcosa smuove Asterix e Obelix, che nel corso dell'avventura scopriranno nuove emozioni, come l’amore, il risentimento, la gelosia e la vergogna per dover dipendere da una pozione. Al tempo stesso però, l’ironia e la comicità tipica di questi personaggi mantengono una rotta impostata già nel 1999 quando in “Asterix & Obelix contro Cesare” prendeva parte anche Roberto Benigni. Se non fosse per qualche scena di troppo, come Ibrahimovic, nei panni del combattente romano Antivirus, che chiede il cambio durante la battaglia come fosse in una partita di calcio, il film di Canet potrebbe dirsi perfettamente integrato al resto della saga. Ogni regista, si sa, vuole metterci del suo, eppure Canet sembra aver seguito gli insegnamenti di chi lo ha preceduto, primo tra tutti Claude Zidi. Asterix e Obelix - Il regno di mezzo riparte proprio da dove era rimasto dieci anni fa. Gli attori sembrano non essere mai cambiati o invecchiati, lo spirito è rimasto invariato e la storia continua a essere piena di azione e battibecchi proprio come quelli da Depardieu e il suo Asterix, Christian Clavier.