L’apocalisse, a quanto pare, ha un nuovo virus dopo quelli in circolazione negli ultimi giorni. Quale? A Cannes i gay diventano etero (e perdono i follower)! Ah, non mi credete? Prendete una sfilata di icone queer. bicipiti scolpiti a prova di selfie, glitter quanto basta, estetica al massimo e shakerate il tutto con il peggiore incubo di un influencer di Instagram. Cosa ottenete? Jim Queen, il lungometraggio d'animazione francese firmato da Nicolas Athane e Marco Nguyen che ha letteralmente lasciato senza parole (in positivo!) il pubblico della settantanovesima edizione del Festival di Cannes, dove è stato presentato nelle mitiche Midnight Screenings. Questo gioiello di 80 minuti arriva come uno schiaffo rinfrescante e politicamente scorretto, per una volta. Immaginate la trama: cosa succederebbe se la comunità gay parigina venisse colpita da una misteriosa epidemia che trasforma tutti... in eterosessuali? Un'idea folle, vero, forse anche un po' punk per certi versi. Eppure, grazie alla satira (fortunatamente esiste ancora!) parla di tematiche maledettamente serie. Jim Queen, salvaci tu!




L'Eterosi è tra noi: un'apocalisse glitterata

Iscriviti al canale WhatsApp di Cosmopolitan Italia

Il Re indiscusso di questa storia è Jim (doppiato in originale dall'irresistibile Alex Ramirès). Un vero e proprio sex symbol con il volto (e il corpo) più seguito dei social, divinità suprema delle cosiddette Gym Queens. La sua vita è apparentemente perfetta sui social, tra sguardi magnetici e addominali d'acciaio finché non contrae il temibile virus dell'Eterosi. I sintomi? Devastanti per il suo status! Basta bevute con gli amici, interesse per il pride, repulsione per la techno, serate nei locali. Al contrario, subentra un'inspiegabile attrazione per il barbecue e il calcetto del lunedì. Nel giro di un paio di swipe, Jim perde tutto: follower, rilevanza, sponsor e la sua cerchia di amici pronti a ghostarlo senza pietà. A non abbandonarlo, ironia della sorte, è solo Lucien (con la voce di Jérémy Gillet), un ragazzo timido che non ha ancora trovato il coraggio di fare coming out. È l'inizio di una bizzarra alleanza. Un palestrato e un twink (lo stereotipo del ragazzo giovane ed esile) si ritrovano così uniti in una missione disperata attraverso una Parigi surreale, a caccia del misterioso dottor Ragoult, un medico stravagante che giura di aver trovato la cura (che dire!). Se non lo troveranno in tempo, l'intera comunità LGBTQIA+ parigina rischia l'estinzione sociale.

Un viaggio pop a tema politico e sociale (grazie al crowdfunding)

Dietro le situazioni paradossali di Jim Queen c'è però un cuore pulsante. Il progetto, finanziato grazie a una campagna ben riuscita di crowdfunding, ha avuto una lavorazione di diversi anni. All'inizio, nelle menti dei registi, doveva essere una commedia leggera incentrata sul classico scontro di cliché tra il mondo etero e quello omosessuale. Tuttavia, il tempo passa e la realtà bussa alla porta. In un contesto politico e sociale globale sempre più acceso, il film si è evoluto, trasformandosi in un'opera decisamente più impegnata. Marco Nguyen, qui al suo esordio alla regia insieme a Nicholas Athané, ha riversato nella sceneggiatura la sua esperienza di attivista nella vibrante scena queer parigina.

La critica della Croisette si è già pronunciata all'unanimità: c'era un disperato bisogno di un film così. Jim Queen non fa sconti a nessuno, prende di mira le ipocrisie interne alla stessa comunità (come l'esigenza dell'estetica costante e la superficialità dei social) e demolisce gli stereotipi. È un manifesto dissacrante che, attraverso l' ironia tagliente, affronta i temi dell'accettazione e della paura di perdere la propria identità (super attuali in vista del mese dell'orgoglio Pride).

Se in Francia il film è pronto a conquistare le sale a metà giugno, per quanto riguarda l'Italia il destino è ancora avvolto nel mistero. Arriverà da noi? Chissà. La minaccia contro l'Eterosi è appena cominciata.