«Un'adolescenza in rapida trasformazione», così Sabrina Molinaro, dirigente di ricerca del Cnr-Ifc, descrive il quadro che emerge dal nuovo report da lei coordinato Espad Italia 2024 Sotto la superficie - Le nuove sfide dell'adolescenza tra rischi e quotidianità, condotto dal Cnr-Ifc su 20.201 studenti tra i 15 e i 19 anni. Il tentativo è quello di analizzare consumi e abitudini della Gen Z e tracciare un quadro delle dipendenze contemporanee. «Non assistiamo a una diminuzione del rischio ma a una sua mutazione», osserva Molinaro.

Nonostante la Gen Z sia spesso dipinta come una generazione più sobria e poco incline a perdere il controllo rispetto al passato, in realtà secondo lo studio le dipendenze tradizionali permangono e, a queste, si aggiungono «nuovi pattern di consumo, pratiche digitali inedite e forme di socialità che riflettono la rapidità dei mutamenti in corso».



quali sono le nuove dipendenze dei giovanipinterest
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Alcol, fumo e droghe: le dipendenze della Gen Z

La buona notizia è che nel 2024 è stata confermata una tendenza alla diminuzione dell’uso di sostanze illegali tra i giovani. I livelli di cannabis, ad esempio, pur mantenendo il primato tra le sostanze illecite, risultano più bassi rispetto al passato. D'altra parte, a fronte di questo generale abbassamento nei consumi illegali, aumenta la diffusione di sostanze sintetiche, in particolare stimolanti di nuova generazione.

Per quanto riguarda il tabacco, i consumi della Gen Z rimangono stabili e si osserva una progressiva diversificazione dei prodotti a base di nicotina: «i dati 2024 confermano la riduzione progressiva del fumo esclusivo di sigarette tradizionali, ma mostrano al tempo stesso una forte espansione e diversificazione dell’offerta», sottolinea lo studio. Quasi sei studenti su dieci hanno utilizzato almeno un prodotto a base di nicotina nel corso della vita, segno di una diffusione ancora ampia. Accanto alle sigarette tradizionali (oggi a utilizzarle è meno della metà della popolazione studentesca), cresce il policonsumo. Emergono le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato, utilizzati nell’ultimo anno rispettivamente dal 40% e da oltre un quinto degli studenti. Pipa ad acqua e nicotine pouches rimangono consumi minoritari ma in crescita, soprattutto tra i ragazzi più grandi. «La popolarità di questi prodotti», spiegano i ricercatori, «è legata alla varietà di aromi, alla percezione di minore nocività, alla possibilità di un utilizzo discreto e alla loro facile reperibilità, nonostante i divieti di vendita ai minori».

L’alcol oggi, nonostante si parli di maggiore sobrietà tra le nuove generazioni, in Italia continua a rappresentare un elemento centrale della socialità adolescenziale. Oltre tre quarti degli studenti ne riferiscono l’uso nell’anno, con ubriacature frequenti soprattutto tra le ragazze minorenni. Il binge drinking, in particolare, è in risalita tra i ragazzi e si abbassa l’età del primo episodio di intossicazione, che per una quota crescente avviene già prima dei 14 anni. Nell'ultimo anno, il consumo di alcolici ha addirittura mostrato un leggero aumento. Fa eccezione il consumo frequente che però, pur essendo in calo, ha registrato il valore più elevato dal 2012.

Le nuove dipendenze

Oltre alle dipendenze tipiche delle generazioni precedenti, la ricerca riporta nuove problematiche contemporanee. Dalle rilevazioni si scopre, ad esempio, che nell'ultimo anno la diffusione del gioco d'azzardo, sia fisico sia online, ha superato il massimo storico con quasi 6 ragazzi su 10 che l'hanno provato. Nello stesso anno il 12% degli studenti ha fatto uso di psicofarmaci senza ricetta, un trend in crescita che ha raggiunto, anche in questo caso, il record storico: tra le ragazze si arriva addirittura al 16%, nei maschi la percentuale scende al 7,5%.

Da tenere sotto osservazione anche la dimensione digitale sempre più centrale nelle vite dei ragazzi. «L’uso intensivo della rete, il gaming, le sfide online, il cyberbullismo, così come il fenomeno degli hikikomori, mostrano come reale e virtuale siano ormai profondamente intrecciati», si legge nel report. Le studentesse risultano maggiormente esposte al rischio di un uso problematico di Internet rispetto agli studenti maschi, in tutte le fasce d’età considerate e in particolare tra i 15 e i 17 anni: in questa fascia, quasi il 50% delle ragazze manifesta una propensione al rischio, a fronte del 31% dei ragazzi. Nel gaming, invece quasi il 17% degli studenti presenta un profilo di gaming «a rischio» con una maggiore diffusione del fenomeno tra i ragazzi (25% rispetto al 8% delle coetanee).