Era il 2018 quando, in un'intervista, l'allora Chief Marketing Officer di Victoria's Secret Ed Razek dichiarava che il brand non avrebbe mai incluso delle modelle trans nei suoi show. «Non credo che dovremmo farlo», aveva detto, «Perché lo show è una fantasia, è una forma di intrattenimento di 42 minuti». Poco dopo Razek aveva ritrattato, ma era troppo tardi. L'atteggiamento verso le donne trans ha contribuito alla caduta degli angeli di Victoria's Secret così come le accuse di molestie, le pressioni sulle modelle, gli standard di bellezza irraggiungibili e svariati altri retroscena compresi i legami con Jeffrey Epstein. Quest'anno il famoso show è tornato e, anche se a detta di molti, rimane uno spettacolo pensato per lo sguardo maschile che parla alle noi del passato, c'è almeno una vittoria da festeggiare. Valentina Sampaio e Alex Consani hanno sfilato come prime modelle trans sulla passerella di Victoria's Secret.

«Questo momento lo conserverò per tutta la vita», ha detto Sampaio, 27 anni, pubblicando su Instagram un video della sfilata, «La famiglia Victoria's Secret ha mostrato al mondo che essere trans è eccezionale e bello come chiunque altro su quella passerella. L'inclusività è cruciale per il mondo che stiamo costruendo, e sono onorata di camminare con orgoglio, amore e speranza di ispirare la prossima generazione». La modella brasiliana ha parlato di un sogno di lunga data che si è avverato e lo stesso ha fatto Consani, 21 anni, che si è detta felice di poter rappresentare la sua comunità su una passerella così famosa. «Sono una delle poche persone trans qui oggi e ne sono davvero grata», ha dichiarato a TODAY dal backstage, prima dell'inizio dello spettacolo per poi scrivere su Instagram «La me di quando ero piccola sta urlando non riesco a dire altro che grazie».

Purtroppo i commenti d'odio sui social non sono mancati e in molti hanno scritto negando il diritto di Consani e Sampaio a essere a tutti gli effetti angeli di Victoria's Secret al pari delle loro colleghe. Eppure, parlando con TMZ Sampaio ha detto che la gioia di quel momento le ha permesso di ignorare i commenti discriminatori e offensivi. «Mi ha fatta sentire considerata, accettata e apprezzata per quella che sono come persona e come professionista», ha affermato, «È collettivamente un passo avanti nel celebrare i diritti della mia comunità, di vivere e lavorare con dignità. Siamo qui. Siamo sempre stati qui e saremo sempre qui. Vorrei vedere più marchi abbracciare diversità e rappresentazione».