Estate non è sempre sinonimo di bella stagione. A volte genera ansia sociale, altre volte frustrazione per il non potersi permettere vacanze da sogno, in altri casi la FOMO, ovvero la paura di perdersi qualcosa mentre si è a casa a non fare nulla, può alimentare l'insoddisfazione e il disagio. Le aspettative che, nella narrazione standard, si associano a questa stagione - si aspettano le ferie, si parte per le vacanze con la propria dolce metà o con il proprio gruppo di amici, si esce tutte le sere, ci si diverte sempre - non sono in realtà obiettivo o possibilità di tutti: c'è chi non ama uscire (estate o inverno poco importa), chi ha pochi amici o non ne ha affatto, chi non ha una relazione o l'ha appena conclusa e non vuole saperne di fare festa, chi non ha soldi da investire in viaggi. Molti passano l'estate a lavorare, per altri questa stagione è sinonimo di noia e tristezza. Su Tik Tok molti creators sia italiani che internazionali stanno cercando di normalizzare il fatto che l'estate non per tutti è la stagione del divertimento e che può capitare di provare emozioni come tristezza o nostalgia ma anche sollievo all'idea di non dover per forza organizzare o partecipare a party sensazionali tutte le sere.

Certi, nei casi più estremi è corretto parlare di disturbo affettivo stagionale, che si può presentare in periodi dell'anno variabili (al cambio delle stagioni, in inverno, sotto Natale) e può provocare disturbi di tipo depressivo ricorrenti e invalidanti nelle persone che ne sono affette. In molti altri, pur se le sfaccettature sono innumerevoli, di semplice validazione di emozioni non per forza piacevoli. Nel processo di normalizzazione che in queste settimane è in atto su Tik Tok rientra infatti la necessità di raccontare tutta una serie di sentimenti negativi - sì, anche l'invidia per chi ha molti amici e molti programmi - senza che questi vengano necessariamente messi a tacere o bollati come meschini. Basta usare la chiave di ricerca Having no friends in Summer per rendersi conto di quanto il range di reazioni a un'estate senza piani possa essere ampio: c'è chi soffre perché non ha nulla da fare e chi si stupisce di non starci male affatto ma, anzi, è contento di potersela prendere comoda senza necessariamente imporsi una scaletta o un copione che comunque non avrebbe voglia di recitare. Alla base di questo fenomeno rimane la volontà di non romanticizzare una stagione che non significa leggerezza per tutti e che per gli introversi può diventare una vera sfida.

La rivincita di chi, semplicemente, non ha voglia di fare cose

A maggio, giunta su Netflix con la terza stagione, la serie Bridgerton ha messo al centro della scena un nuovo, delicatissimo personaggio: quello di Francesca interpretato dall'attrice Hannah Dodd. Francesca si è meritata il plauso del pubblico perché è l'unica tra i fratelli Bridgerton a non amare le feste e a preferire una stanza vuota (e un pianoforte) allo scintillio del balli e della mondanità. Su Tik Tok sono nati diversi fan club a supporto del personaggio, segno che una come lei, nel panorama seriale, forse mancava. Certo gli esempi di introversi nelle serie tv non mancano: giusto per citarne due recenti, Marcus Brooks di The Bear (Lyonel Boyce) e Mabel Mora, l'alter ego di Selena Gomez in Only Murders in the Building. Non sempre, però, per gli sceneggiatori è facile delineare introversi che siano semplicemente desiderosi di starsene per fatti loro, che amano la solitudine e si sentono sopraffatti quando sono costretti ad avere a che fare con molte persone. In molti casi si chiamano in causa patologie e malesseri psicologici che, più facilmente, riescono a spiegare allo spettatore lo stato d'animo del character. E questo perché a volte è più semplice raccontare la malattia che comprendere la sacrosanta voglia altrui di starsene in pace per fatti propri.

L'introversione è un trend di Tik Tok già da tempo e ci sono tantissimi video che provano a spiegare agli estroversi come ci si sente ad esempio quando si è in una stanza piena di gente. Riscoprire il silenzio e il valore della solitudine sono due esigenze molto sentite dalla GenZ, che infatti, in Italia e nel mondo, hanno fatto esplodere i Silent Reading Party, dei veri e propri gruppi di lettura silenziosi in cui si va in biblioteca, nei bar o in altri luoghi di aggregazione a leggere. in pratica si sta con gli altri ma non si interagisce: l'esperienza è sì condivisa ma in un modo che solo gli introversi (e gli amanti della lettura) possono capire in pieno.

Non è questione di non avere amici, ma di averne pochi e buoni

Dato che sono un segmento di marketing rilevante, le abitudini relazionali della GenZ sono stati analizzate in lungo e in largo da sociologi, filosofi, psicologi ed esperti di economia: alcuni sono arrivati a dire che è la generazione più sola di sempre, proprio perché, stando a sondaggi e ricerche, i ragazzi di oggi hanno meno amici, praticano il solo dating (ovvero a volte scelgono di uscire con loro stessi) e preferiscono la solitudine agli svaghi sociali. Certo la pandemia ha giocato la sua mano, tranciando di netto ogni ambizione sociale negli anni in cui alcuni di loro iniziavano ad affacciarsi alla vita. Ma in generale anche l'assunto velato che si tratti di incapacità di rapportarsi al mondo esterno è un bias che parte dal presupposto che quelli "giusti" siano gli estroversi. E se si trattasse di semplice voglia di non fare nulla, vedere nessuno e organizzare niente prendendosi il bello e il buono di questa scelta? Francesca Bridgerton sì, che saprebbe come rispondere per le rime.