È tempo di vacanze, ma c'è chi pensa già a settembre e alla scuola, sempre bisognosa di riforme. Molte le novità in arrivo (si preannunciano tempi duri per chi disturba in classe). Quest'anno infatti oltre alla riforma degli Istituti tecnico-professionali e all'Agenda Sud per colmare il divario nell'istruzione, si parla, principalmente, di una stretta sulla condotta degli studenti. «Dal prossimo anno vogliamo cambiare sul voto in condotta e sulla sospensione», ha dichiarato il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara alla festa della Lega Romagna a Cervia. Obiettivo numero uno: tutelare maggiormente gli insegnanti, stabilire dure conseguenze per chi non rispetta le regole.

6 in condotta e sospensioni le nuove proposte per la scuolapinterest
Stefano Guidi//Getty Images
Alcuni ragazzi di un liceo di Torino

Secondo il ministro, «Il voto in condotta deve tornare a fare media anche alle medie. Poi deve servire per i crediti alla maturità. E soprattutto un ragazzo che prende sei in condotta deve essere rimandato a settembre e deve studiare sui valori della cittadinanza e dello stare insieme». Anche per quanto riguarda la sospensione, Valditara vuole regole più stringenti: «Oggi vuol dire stare a casa», spiega, «Invece ci deve essere più scuola: vuol dire stare a scuola e studiare di più, ma anche lavori socialmente utili, di cittadinanza solidale».

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Uno studente durante l’esami di Maturità

In arrivo un aiuto agli insegnanti in difficoltà con studenti indisciplinati. «Nel caso in cui un insegnante sia aggredito, minacciato o insultato, prima doveva pagarsi lui le spese legali per difendersi, per agire in giudizio contro l'aggressore, adesso l'Avvocatura dello Stato sarà a sua disposizione gratuitamente», ha spiegato il ministro aggiungendo che lo Stato potrà a sua volta costituirsi parte civile nel processo e chiedere i danni civili e il risarcimento dei danni morali allo studente. «Vi assicuro che quando si tocca l'esborso economico uno ci pensa due volte prima di mettere le mani addosso», ha concluso. Infine, Valditara ha anche nominato la dibattuta questione dei cellulari in classe: «È mai possibile che, anziché studiare, lo studente possa filmare un docente e deriderlo sui social? Un conto è utilizzare lo smartphone o il tablet per scopi didattici, un altro è utilizzarlo per minare l'autorevolezza dell'insegnante». La soluzione, quindi, è vietare l'uso degli smartphone in classe. Per il momento si tratta solo di proposte, ma il ministro parla di applicarle già a partire dall'anno prossimo. Intanto manca ancora un mese al rientro: le scuole dovrebbero riaprire tra l'11 e il 15 settembre.