Uomini, donne e bambini, senza più leggi che li tutelino, si sono trovati al centro di una guerra non richiesta e sono costretti a fuggire dalle proprie case per trovare riparo. E sotto le bombe, lungo i corridoi umanitari per poter uscire dall’Ucraina, tantissime persone portano con sé i propri animali domestici.

La guerra coinvolge anche loro, e non solo gli animali domestici che, dalle proprie case, vengono portati via, ma soprattutto quelli che vivono in rifugi e allevamenti spesso non in regola. «Tante persone cercano di uscire dal Paese portando anche 30 cani, stipati in furgoni che viaggiano anche per 50 ore. Ma alla frontiera vengono fermati perché secondo il regolamento europeo del 2013 non possono uscire più di 5 animali alla volta e non allo scopo di vendita, tutti con passaporto, vaccini e antirabbica.

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DIMITAR DILKOFF//Getty Images

Alcuni riescono a passare se i veterinari alla frontiera chiudono un occhio vista la situazione di emergenza», lo racconta Valentina Bagnato, responsabile di Oipa International, al Sole 24Ore. Se in Italia è stata predisposta una deroga al regolamento per gli animali sprovvisti di passaporto, lo stesso non accade in Polonia e il rischio resta uno solo, che questi animali vengano sequestrati, rivenduti o abbandonati.

Sotto le continue bufere di neve, il freddo incessante e il vento, bambini, donne e uomini che lasciano l’Ucraina li portano con sé. Tante volte li avvolgono nelle proprie giacche, li tengono stretti al petto per non far sentire loro il freddo. Ma il trasporto è difficile e il cibo scarseggia. Ecco perché l’associazione Save The Dogs and others Animals, che dal 2002 lavora per prevenire il randagismo e offrire agli animali una seconda possibilità, è partita verso i confini ucraini per dare il proprio contributo. Cibo, ciotole, coperte, traversine, ma soprattutto trasportini per offrire anche ai piccoli animali indifesi un riparo al freddo costante.

Nell’incessante distruzione di un paese non c’è solo il cuore spezzato di ogni profugo; c’è l’incomprensione di ogni essere animale e ci sono le ferite degli animali, spettatori di uno spettacolo innaturale e incessante.

Come aiutare?

La Onlus Save The Dogs and others Animals ha attivato un fondo di emergenza per la situazione in Ucraina: qui è possibile fare una donazione che contribuirà all’acquisto di tendoni per offrire assistenza a cani e gatti che stanno viaggiando insieme ai propri padroni. L’associazione è attiva alla frontiera Sud dell’Ucraina oltre che all’aeroporto Otopeni di Bucarest dove fornisce trasportini per consentire agli animali di continuare il proprio viaggio. Anche la presidente dell’Enpa, Carla Rocchi, lavora senza sosta affinché l’Ente nazionale cinofilo sia pronto ad accogliere i cani recuperati dagli allevanti ucraini.