337 voti a favore, 32 contrari e 18 astenuti per una decisione storica. In Francia l'Assemblea Nazionale, ovvero la camera bassa del Parlamento, ha approvato una proposta per inserire il diritto all'aborto nella Costituzione garantendo «l’effettività e la parità di accesso al diritto all’interruzione volontaria di gravidanza». In questo modo la possibilità di ricorrere all'Ivg diventerebbe un diritto tutelato in modo più solido e non basterebbe più una legge per cambiare le cose, ma una maggioranza più ampia per modificare la Costituzione. «È un voto storico», ha osservato Mathilde Panot, capofila dei deputati del movimento di sinistra radicale la France Insoumise che hanno avanzato la proposta, «l'Assemblea nazionale parla al mondo, la Francia parla al mondo».
La deputata ha dedicato la vittoria alle donne negli Stati Uniti della Polonia e dell'Ungheria. La proposta di legge francese, infatti, è stata fatta proprio sulla scia degli ultimi avvenimenti politici per «premunirsi da una regressione», come accaduto di recente negli Stati Uniti dopo la decisione della Corte Suprema e come sta avvenendo anche in alcuni Paesi europei. In Polonia l'interruzione volontaria di gravidanza è ormai vietata quasi in tutti i casi, in Ungheria il primo ministro Orban ha da poco approvato un decreto per obbligare le donne che vogliono abortire ad ascoltare il battito fetale, in Spagna molti medici si rifiutano di effettuare la procedura e, da noi, la 194 rischia di venire aggirata e non applicata.
L’aborto in Francia è stato depenalizzato nel 1975 ed è tutelato per legge. Al momento non ci sono rischi che nel Paese l'Ivg non venga assicurata ma si tratta di una mossa strategica per evitare che, in futuro, i governi conservatori abbiano campo libero nel decidere sui corpi delle donne. «Non dimenticate mai che sarà sufficiente una crisi politica, economica o religiosa perché i diritti delle donne siano rimessi in discussione», ha dichiarato Panot, «questi diritti non sono mai acquisiti. Dovete restare vigili durante il corso della vostra vita». La proposta mira a «proteggere e garantire il diritto fondamentale all'interruzione volontaria di gravidanza», ma è il risultato di un compromesso con gli emendamenti proposti dalla destra. Inoltre serve ancora l'approvazione del Senato e una rettifica tramite referendum che la sinistra preferirebbe evitare. «La palla è nel campo del governo», ha dichiarato quindi Mathilde Panot, che ha invitato i ministri a presentare un progetto di legge costituzionale che consentirebbe di apportare la modifica desiderata senza interpellare direttamente i cittadini. La Francia, comunque, rimane il primo Stato al mondo ad aver scelto questa direzione.













