Difficilmente all'Eurovision di quest'anno riusciremo a non parlare della guerra in Ucraina. Anzi, l'evento - che si terrà dal 10 al 14 maggi a Torino - sarà una valida occasione per manifestare contro l'invasione russa, chiedere la pace e il ritiro delle forze armate. Non c'è da stupirsi, allora, che al momento tra i gruppi più quotati e favoriti per la vittoria ci siano anche i Kalush Orchestra, la cui musica è diventata un vero e proprio simbolo della resistenza ucraina.
«Non posso godermi il successo mentre sono così preoccupato per i miei cari», ha dichiarato a Reuters il frontman del gruppo Oleh Psiuk che in questo periodo sta coordinando un gruppo di volontari di 20 persone che fornisce medicinali e aiuta le persone a fuggire dall'Ucraina. Un altro membro della band, invece, presta servizio nell'unità di difesa territoriale. «La guerra ha separato me e la mia ragazza», racconta Psiuk, «È a 300 km da me. Non possiamo incontrarci perché è molto pericoloso», ha raccontato. Per il cantante, la visibilità dell'Eurovision è un'opportunità per diffondere la consapevolezza sulla guerra, nient'altro conta in questo momento.
La Kalush Orchestra è composta da Psjuk e dai musicisti Ihor Didenčuk e MC Kilimmen con il supporto di altri due membri, Tymofii Muzychuk e Vitalii Duzhyk. La loro musica si può considerare una fusione tra folk e rap e la loro canzone si intitola “Stefania”. È stata scritta da Psjuk come dedica a sua madre e, nell'ultimo periodo, è diventata molto popolare in Ucraina. «Le parole di questa canzone sono molto sentite», ha spiegato il cantante alla BBC, «vista la situazione in cui ci troviamo, a tutti manca la propria mamma. Ci fa pensare all’Ucraina come a nostra madre e penso sia per questo che è diventata una hit in questo momento». La band, dopo molta incertezza, ha ottenuto un permesso speciale dal governo per esibirsi sul palco di Torino e poi rimarrà per un tour europeo raccogliendo fondi per l’Ucraina.
Naturalmente, un'ipotetica vittoria dei Kalush Orchestra potrebbe significare molto per il Paese e non solo da un punto di vista simbolico. Se dovessero vincere, infatti, nel 2023 sarebbe l'Ucraina a ospitare il contest.«Anche se la guerra sarà finita nel prossimo futuro, non sarà comunque facile perché avremo bisogno di molto tempo per ricostruire», ha detto il cantante della band, «Il paese è in rovina». Quello che è certo, per il momento, è che questa edizione della gara avrà uno spirito ben diverso dal solito: «Non importa in quale circostanza andremo all'Eurovision», ha dichiarato Psjuk, «cercheremo di essere utili per l'Ucraina».












