La polarizzazione del dibattito online ultimamente funziona così: o una cosa sovverte gli stereotipi oppure li alimenta, non c'è margine nel mezzo. In questi giorni ne sono il perfetto esempio le sorelle Sharma di Bridgerton 2 che sono finite al centro del dibattito sulla rappresentazione che il telefilm dà dell'Asia Meridionale. Per alcuni è innovativa e spezza i cliché a cui gli attori indiani sono stati a lungo associati, per altri non c'è stata abbastanza ricerca da parte di Netflix e le imprecisioni sulla cultura indiana delle due protagoniste crea solo confusione. E se fossero vere entrambe le cose?
Simone Ashley e Charithra Chandran, le due attrici che interpretano Kate e Edwina Sharma nella seconda stagione della serie prodotta da Shonda Rhimes, hanno parlato favorevolmente dei loro ruoli. Chandran ha fatto notare a Refinery 29 che il colore della loro pelle, per una volta, non è al centro della scena. «Non è la totalità dei nostri personaggi», ha spiegato, «ma è comunque un elemento trattato con premura». Questo è un particolare importante dato che Bridgerton - ambientato in universo parallelo dove il razzismo non esiste - è stato in passato criticato per un approccio color-blind dove le culture diverse da quella europea finivano per venire cancellate. Sembra invece che lo showrunner Chris Van Dusen abbia fatto tesoro di queste critiche. Le origini indiane delle Sharma, infatti, emergono in diversi dettagli tradizionali negli abiti e nei gioielli, ma anche, ad esempio, quando Kate massaggia i capelli a Edwina con gli olii (una pratica chiamata "tel malish"), quando prepara il tè con le spezie tradizionali o nella cerimonia nuziale "haldi" in cui la curcuma mescolata con olio e acqua viene applicata sul corpo della sposa.
Le due ragazze, che nella serie hanno lasciato Mumbai per recarsi a Londra, sono caratterizzate con attenzione e la loro cultura è parte integrante dei personaggi. «Penso che il fatto che Kate ed Edwina siano indiane aumenti il peso dei loro doveri familiari e dell'obbligo di sposarsi bene», ha detto Chandran, «È una parte fondamentale della storia ed è trattata davvero con delicatezza».
Su Twitter, però, non mancano le critiche. Alcuni utenti hanno criticato duramente le scelte di Netflix sostenendo che la rappresentazione della cultura indiana sia superficiale e faccia un taglia e cuci di diverse tradizioni locali. «Le sorelle Sharma di Bridgerton», scrive un'utente, «parlano correntemente "l'hindustani", che è una nazionalità e non una lingua. Parlano anche Marathi, ma chiamano loro padre “Appa” che è tamil e vengono da Mumbai». «Il cognome è Sharma», fa eco un'altra fan parlando di Edwina, «parla Marathi, chiama sua padre “Appa” ma sua sorella “Didi" (in hindi, ndr). Adoro la rappresentazione, ma qui siamo un po' ovunque sulla mappa indiana».
Come la mettiamo, quindi? Secondo Ashley, che interpreta Kate ed è al centro della storyline amorosa assieme all'attore Jonathan Bailey, si tratta comunque di un passo avanti dato che solitamente le vengono proposti solo ruoli di spalla come « la migliore amica» e relazioni sentimentali sempre e solo con attori indiani (come nel caso di Sex Education dove interpreta Olivia, la migliore amica di Ruby). «Ho 23 anni ed è la prima volta che vedo due donne tamil dalla pelle scura fare da protagoniste senza che l'essere indiane esaurisca tutta la loro personalità», ha detto a Stylist. «Un programma televisivo, però, non è sufficiente per evidenziare la ricchezza e la diversità di ogni aspetto della cultura indiana», ha aggiunto. Le due cose possono andare insieme, come è vero che due personaggi mainstream non bastano per cancellare decenni di stereotipi.














