Da diverse settimane ci muoviamo a braccio in una realtà in cui paura ha scacciato paura e il burnout pandemico è stato sostituto da quello emotivo in relazione al conflitto in Ucraina. Paura, empatia, senso di colpa sono le emozioni prevalenti che proviamo mentre la vita va avanti e le immagini in arrivo dal fronte arrivano a noi in tutta la loro drammatica potenza. Anche se sentiamo la guerra lontana, anche se non proviamo sensazioni di paura, angoscia o non ci sentiamo coinvolti, è possibile che il senso di spaesamento rimanga comunque costante, spesso invalidante. Non sappiamo ancora quali conseguenze avrà questo conflitto sul benessere mentale globale, ma possiamo immaginarle.

L'emergenza di chi fugge dalla guerra: iniziate di supporto psicologico

Aiutare e accogliere chi arriva in Italia dopo essere riuscito a fuggire dalla guerra è una priorità: lo stiamo già facendo insieme alle onlus e alle associazioni del territorio, attraverso la raccolta alimentare, di prodotti per l'igiene, di medicinali da smistare nei centri di raccolta nel nostro paese oppure in quelli dove il flusso di persone è ancora più importante: Polonia e Romania, in particolare. Non possiamo e non dobbiamo dimenticare che quelle che arrivano sono persone che hanno lasciato tutto: una casa, un lavoro, una vita felice, una stabilità economica. Sono in particolare donne, anziani e bambini che hanno detto arrivederci a compagni, figli e padri rimasti al fronte. Le prime iniziative che citiamo dunque sono orientate a supportare, aiutare e sostenere queste persone da un punto di vista psicologico. Non solo: molte sono dedicate anche alla comunità ucraina che già vive e lavora in Italia e che si sta ritrovando ad accogliere familiari e amici in fuga, oppure stanno facendo i conti con la distanza che li separa da quelli rimasti in Ucraina. Perché se è vero che passare al supermercato per comprare pasta, sughi e altri prodotti di prima necessità è una cosa bellissima ma anche semplice da attuare, non dobbiamo dimenticare i bisogni che non si vedono, ma che pure premono e fanno male.

Per chi accoglie famiglie ucraine e per la comunità ucraina in Italia

L'associazione Artemisia Onlus ha messo a disposizione un numero verde per donne e bambini che hanno bisogno di supporto psicologico ma anche pediatrico. I numeri è 800.967.510, si può scrivere anche una email a info@associazioneartemisia.it.

Emergenza Psicologi Online: iniziative regionali

In Veneto è attivo un servizio che supporta le famiglie ucraine che vivono in regione ma che hanno parenti e amici nei territori colpiti dalla guerra. Un'iniziativa virtuosa che potrebbe (e dovrebbe) diventare un format replicabile in ogni regione d'Italia. Lanciato già in pandemia dall'Ordine Psicologi del Veneto e dall'Università di Padova, il servizio di supporto è completamente gratuito ed è indirizzato ai cittadini ucraini che già da tempo vivono in Italia: solo in Veneto sono quasi 20 mila.

Anche in Emilia Romagna, mutuato dall'esperienza nel periodo Covid, è partito un progetto simile promosso dall'AUSL con la collaborazione di 150 psicologi esperti di psicologia dell'emergenza. L'associazione AlmaMater ha focalizzato invece l'attenzione sugli studenti ucraini che studiano all'Università di Bologna (176 ragazzi) per offrire loro una spalla e un ascolto attivo in questo periodo difficile.

Supporto psicologico per tutti

Antsy, l'app facile con psicologi in linea

Le app per parlare con uno psicologo sono tante e variegate, ormai cucite sui bisogni di tutti. Antsy vuol dire letteralmente "to have ants in your pants /avere le formiche nei pantaloni". Quella sensazione che colpisce quando non stiamo bene o ci sentiamo minacciati. L'obiettivo dell'app che porta questo nome è dare supporto emotivo immediato: si paga al minuto (1 euro ogni minuto di consulto/seduta), una formula rivoluzionaria in termini economici che favorisce anche chi non può permettersi i costi spesso ingenti dei professionisti privati.

Croce Rossa Italiana in linea

Anche la Croce Rossa ha messo a disposizione una linea accessibile a tutti i maggiorenni per chiedere aiuto e provare a stare meglio. Si chiama l'800065510, numero verde gratuito attivo dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20.

Mamachat

MamaChat offre sedute online con esperti psicologi a partire da 36 euro per parlare di panico, ansia, paure, problemi di coppia, familiari e relazionali. Un servizio accessibile che torna utile anche per provare a dipanare le ombre che questa guerra ha gettato sulla nostra vita.