«Striscione omofobo all’università di Torino: “La storia è una cosa seria, l’omosessualità no”». Così titolava La Stampa nel 2017, quando in occasione del nuovo corso universitario in Storia dell’omosessualità, i militanti di Forza Nuova avevano contestato la decisione dell'ateneo. Il problema è che in Italia la storia della comunità LGBT+, effettivamente, non è considerata Storia, non se ne parla a scuola e non è presa in considerazione dalle autorità. È come se la nostra comunità LGBT+ non ce l'avesse nemmeno, una storia: conosciamo quasi meglio i nomi e gli avvenimenti americani, sicuramente più mainstream. Nomi come Mariasilvia Spolato, Angelo Pezzana o Mario Mieli rimangono ai margini, poco conosciuti. Bisogna cambiare le cose e recuperare un'eredità a lungo ignorata: così nel 2022 arriva per la prima volta in Italia l'LGBTQI+ History Month, il mese dedicato alla storia della comunità.
«Celebrare la storia LGBTQI+ è importante per scoprire e valorizzare ciò che non ci è mai stato insegnato a scuola», si legge sul sito web dell'iniziativa, «Per ricordare come abbiamo combattuto persecuzioni e discriminazioni. Per fare un bilancio dei diritti ottenuti e da ottenere. Per riconoscere e contrastare le disuguaglianze di oggi e per continuare a lottare per una società sempre più aperta e inclusiva». Nel mondo, ogni Paese sceglie un mese da dedicare alla storia della propria comunità LGBT+: negli Stati Uniti è a ottobre, in Germania a maggio, nel Regno Unito a febbraio. In Italia sarà ad aprile in ricordo della prima manifestazione pubblica organizzata dalla comunità gay e lesbica italiana a Sanremo nell’aprile del 1972. Quest'anno, tra l'latro, sarà il cinquantesimo anniversario.
Per il momento il team italiano dell’LGBTQI+ History Month invita attivisti, attiviste e attivist* LGBTQIA+ ma anche scuole, università, musei, biblioteche, associazioni culturali e ricreative a organizzare eventi sulla storia della comunità LGBTQI+ italiana. Recuperare il passato, conoscere le lotte politiche che ci hanno portato fino a qui, capire le origini di certi conflitti e le storie dei loro protagonisti ci permette di portare avanti con maggiore consapevolezza le battaglie del presente. «Ho fondato l’LGBTQI+ History Month negli USA nel 1994 e all’epoca ero un insegnante molto giovane che lavorava nel Missouri», ha commentato in un messaggio al nostro Paese Rodney Wilson, «ho voluto scrivervi per esprimervi la mia felicità riguardo l’arrivo dell’LGBTQI+ History Month in Italia».












