Christopher Nolan può permettersi ogni scelta controcorrente e, con The Odyssey, l'ha reso ben chiaro. Delle polemiche sul film a lui non interessa, ci è abituato e rimane ben ancorato alla sua idea di fare cinema. Questa, a quanto pare, comprende anche la scelta di non puntare sugli influencer per la promozione del film, una decisione decisamente in controtendenza ma che, forse, potrebbe anche segnare un cambio di passo.
Gli influencer non saranno esclusi dalla visione del film sull'Odissea, ma il regista non ha voluto includere delle proiezioni pensate apposta per i creator online. Dopo l’anteprima mondiale a Londra del 6 luglio, The Odyssey verrà mostrato ai critici cinematografici e non ai blogger, agli influencer e ai tiktoker, poco importa se esperti di cinema. La strategia implica rinunciare alla visibilità sui social, forse per concentrarsi più su analisi e recensioni specializzate. Difficile prevedere come andrà e ancora più difficile capire se questa decisione ci sta dicendo qualcosa sul futuro del mondo social.
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La scelta di Nolan
Gli influencer funzionano bene per dare visibilità, ed è un fatto ormai acclarato: vedere tutti i più noti content creator del nostro feed andare alla premiere di un film e consigliarlo, significa prima di tutto sapere che quel film esiste e poi sentirsi parte di qualcosa. Nolan ovviamente non ha bisogno di tutto questo: basta il suo nome e basta il cast incredibile che ha scelto per The Odyssey e chee ha fatto parlare fin dalle riprese, tra avvistamenti e retroscena. Al netto della popolarità indiscussa del film, però, sembra esserci dietro una scelta che racconta qualcosa di questi tempi: la visibilità sta, forse, cedendo il passo alle voci specializzate? Ha più senso che tutti parlino di un film o che lo si faccia nel modo giusto?
In mezzo all'infinità di proposte che riceviamo siamo tutti alla ricerca di canali autorevoli che ci guidino e, per Nolan che è da sempre un tradizionalista quanto a marketing, queste voci evidentemente sono ancora quelle di critici e giornalisti. Come ha scritto l'Hollywood Reporter osservando la discrepanza spesso evidente tra «è troppo presto per capire se gli influencer del cinema stanno perdendo…influenza», ma il regista britannico ci ha dato uno spunto per qualche domanda in più.
È la fine degli influencer?
A cadenza regolare qualcuno annuncia che l'epoca degli influencer sta finendo. In realtà il settore rimane piuttosto florido: secondo Statista, il mercato globale dell’influencer marketing aveva un valore di circa 33 miliardi di dollari nel 2025. Gli investimenti sui creator sono in costante aumento e questo vale anche per l'Italia: il business dell'influencer marketing valeva 425 milioni nel 2025 e si stima che aumenterà del 10.4% entro fine anno. È anche il dato più alto dal 2023 e più alto di quello registrato nel 2025, che era del +4.05%. Il mondo degli influencer è, ormai, presumibilmente destinato a rimanere perché i brand continuano a farci affidamento come mezzo più diretto per raggiungere il loro pubblico.
Tuttavia, anche questo settore potrebbe subire scossoni e cambi di rotta e forse qualcosa si sta modificando nel modo stesso in cui gli utenti si approcciano ai social. C'è sempre meno tolleranza per la FOMO generata da eventi esclusivi, più voglia di vivere la vita in prima persona (anche tornando al cinema), meno sopportazione per l'apparenza e più ricerca di contenuto. Questo potrebbe essere l'ennesimo trend, o davvero l'inizio di un nuovo approccio al mondo online.













