Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood, ma anche Felon di Reginald Dwayne Betts, un libro di poesie che parla di carcere e di razzismo, e poi opere di Salman Rushdie e Olga Tokarczuk. Questi sono solo alcuni dei 100 libri che Dua Lipa ha scelto per la sua nuova biblioteca, la Manifesto Library, dedicata ai volumi proibiti e censurati. La notizia non ha stupito i suoi fan: la popstar dal 2021 ha fondato Service 95, «un'iniziativa globale dedicata a stile, arte e società» oltre che, naturalmente, ai libri. La piattaforma editoriale, oltre a funzionare come «concierge culturale», offrendo consigli su arte, viaggi, moda e attivismo, ma anche interviste e articoli giornalistici, comprende un bookclub molto seguito a livello internazionale. È proprio nel parlare di libri che Dua Lipa ha conquistato un'intera generazione mostrando con sincerità e naturalezza la sua passione per la lettura, chiacchierando di romanzi e saggi, intervistando gli autori e confermando quanto la letteratura sia ancora fondamentale in un mondo che la sta dimenticando.

La nuova biblioteca è la diretta conseguenza del suo impegno, una «collaborazione da sogno», come lei stessa l'ha definita, molto diversa dalle normali partnership con i brand del beauty, del food o della moda. La biblioteca, curata personalmente dalla popstar, ha aperto il 27 giugno nell'ambito del nuovo festival internazionale del libro BABELL – City of Books e avrà la sua sede permanente all'interno della celebre e amatissima libreria Livraria Lello di Porto, in Portogallo.





La Manifesto library

«Quando ho fondato il Service95 Book Club», ha raccontato Dua Lipa, «la mia ambizione era che diventasse un punto di riferimento per scrittori e lettori, ovunque si trovino e qualunque siano le loro circostanze». Così è, in effetti, stato, dato che il Service95 Book Club, consiglia un libro ogni mese e prevede un'intervista all'autore e un podcast di accompagnamento alla lettura. «Leggere il mondo ci avvicina, ma purtroppo non tutti sono d'accordo», ha dichiarato la pop star parlando del nuovo progetto che è anche il primo che esce dal digitale e arriva nel mondo fisico, «Qui troverete cento libri che pongono domande, o che sono stati oggetto di domande. Alcuni sono stati banditi dai distretti scolastici per temi legati alla razza o alla sessualità. Ad altri, scritti per lettori LGBTQIA+, è stato vietato di esporli. In alcuni casi, l'autore ha pagato con la vita per le proprie parole».

Il nuovo auditorium culturale della Livraria Lello ospiterà i libri divisi in quattro temi chiave: potere, controllo, voce e memoria e sarà naturalmente aperto a chiunque voglia prendere uno dei libri, sedersi a leggere e parlare con gli altri avventori. «Da 120 anni, Livraria Lello si fonda su una semplice convinzione: il libro è una tecnologia di libertà e la Manifesto Library nasce da questa convinzione», ha dichiarato in un comunicato Francisca Pedro Pinto, responsabile di Livraria Lello, che è considerata una delle librerie più belle al mondo, «Perché in gioco non c'è solo il futuro della lettura, ma la capacità di una società di immaginare, interpretare e costruire il proprio futuro». Per Dua Lipa si stratta quindi più che di un possibile business di un simbolo: «Questa biblioteca è un santuario dedicato ai libri scomparsi, agli autori il cui coraggio smaschera le strutture di potere e controllo, e ai lettori che si rifiutano di sentirsi dire quale libro possono leggere», ha aggiunto, «Siete invitati a visitarla e a decidere voi stessi cosa merita di stare su questi scaffali. Perché a volte la cosa più sovversiva che si possa fare è leggere un libro e poi parlarne».

Apriresti una biblioteca? (o una libreria indipendente?)

La scelta di Dua Lipa ha in poco tempo suscitato la fantasia di molte persone accendendo la speranza che un certo mondo - quello delle biblioteche di quartiere, dei circoli del libro, delle edicole e delle librerie indipendenti - non sia destinato a scomparire con l'arrivo dell'AI e la presente crisi dell'editoria, della lettura e del giornalismo, ma si possa ancora salvare. Forse nessuno ci chiederà di curare una selezione di libri per una biblioteca, ma sono sempre di più le persone che danno inizio a un bookclub solo per ritrovarsi a leggere con un gruppo di amici.

Non è un caso, forse, che in Italia il Ministero della Cultura abbia appena lanciato il bando “Librerie under 35”: 4 milioni di euro destinati a sostenere l’apertura e lo sviluppo di librerie indipendenti su tutto il territorio nazionale. È un'opportunità imprenditoriale, ma l'immaginario è chiaro, è quello di tanti film e libri, ma anche di Tiny Bookshop, il cozy game di Skystone Games per Nintendo Switch e PC in cui ti trovi ad aprire una piccola libreria ambulante in un paesino sul mare, con le lucine da appendere alle finestre e i clienti con cui chiacchierare. Il contributo può arrivare fino a 24.000 euro per progetto ed è pensato per i giovani under 35 che potranno davvero scegliere i loro titoli, con criteri editoriali autonomi come in ogni libreria indipendente, organizzare presentazioni, bookclub e incontri con gli autori. Atti potenzialmente sovversivi, almeno secondo Dua Lipa.