Quando è uscito you seem pretty sad for a girl so in love avevo da poco finito di leggere Verso Betlemme di Joan Didion. Tra gli articoli e i saggi rimasti più stropicciati, con più orecchie e sottolineature c'è On Keeping a Notebook: perché teniamo un diario o appuntiamo di continuo pensieri nelle note dell'iPone? Perché torniamo a rileggerci? «Perché l'ho scritto? Per ricordare, naturalmente, ma cosa volevo ricordare esattamente? Quanto di tutto ciò è realmente accaduto? È accaduto davvero qualcosa?». Mi è tornato in mente guardando il titolo dell'album di Olivia Rodrigo scritto ovunque a lettere arricciate come nei diari di quando eravamo ragazzine e ci ho pensato in mente ascoltavo "honeybee" «And it's too hard to describe this/ In a way that feels honest» e accorgendomi di come ogni brano contenga un pezzo di una lei o di una noi del passato o del presente, che racconta quello che sente. «Immagino, in altre parole, che il diario parli di altre persone», scrive Didon, «Ma ovviamente non è così (...) Il mio interesse è sempre, naturalmente, rivolto alla ragazza non menzionata con l'abito di seta a quadri. Ricordare com'era essere me: questo è sempre il punto».

Per caso, poi ho saputo che, tra le ispirazioni di Rodrigo, c'è davvero anche la raccolta di saggi di Didion, sua compatriota del Golden State, insieme a molti altri libri che raccolgono suggestioni, ispirazioni, poesie, lotte politiche, storie con cui la cantautrice crea e ricrea il suo mondo musicale e visivo. Leggerli è un po' come guardare il mondo attraverso la stessa fessura.



Passione Semplice Annie Ernaux

«Sin dal mese di settembre dello scorso anno, non ho fatto nient’altro che aspettare un uomo: che mi telefonasse e che venisse da me. Non avevo altro avvenire che la prossima telefonata d’appuntamento». Queste frasi di Ernaux potrebbero tranquillamente far parte di una delle tracce dell'album di Rodrigo a metà tra "u+me" e "purple" non tanto per il languore e il desiderio che diventa doloroso e poi evanescente, ma per la scelta consapevole di vivere una passione fino in fondo anche a costo di smarrirsi e trovarsi a raccogliere i pezzi. Nel libro, Ernaux condivide una relazione clandestina con un uomo sposato e inaccessibile. La sua esistenza diventa cadenzate da attese, telefonate e incontri che si consumano voraci e tormentati perché già segnati dal presagio del distacco. Quando la storia finisce e l'ossessione sfuma, restano degli indizi di questa passione semplice che potrebbero sembrare insignificanti, ma che la scrittrice francese ricostruisce con la sua inconfondibile onestà.

Le vergini suicide di Jeffrey Eugenides

Che Rodrigo si sia ispirata all'estetica di Sofia Coppola traghettandola verso la Gen Z è stato chiaro già dal video di "drop dead". Ma la cantautrice non si è limitata a guardare, come ha raccontato, i film della regista, ha anche letto Le vergini suicide di Jeffrey Eugenides, da cui è tratta la sceneggiatura del film più famoso di Coppola. «C’erano una volta le cinque belle ragazze Lisbon che si sono tolte la vita, segnando indelebilmente la memoria dei ragazzi che le hanno conosciute», riassume l'autore spiegando che «Il romanzo è un giallo senza conclusione» e che «Il libro è elegiaco non solo nel piangere la morte delle ragazze, ma anche nel passare del tempo, nella perdita di quella sconcertante, romantica ed estremamente illusoria condizione di struggimento nota come adolescenza».

Abortion: Our Bodies, Their Lies, and the Truths We Use to Win di Jessica Valenti

Se amiamo Olivia Rodrigo non è solo per le atmosfere che, come Coppola, riesce a creare nel descrivere la condizione di ragazza, ma anche per le sue posizioni politiche e la sua formazione dichiaratamente femminista. Tra i libri che ha consigliato (dicendo «Chiunque sia interessato a proteggere i nostri diritti riproduttivi dovrebbe leggerlo») c'è anche questo saggio di Jessica Valenti (che ha anche una seguitissima newsletter su Substack Abortion every day). Pubblicato nel 2024, il libro di Jessica Valenti è stato un bestseller del New York Times e affronta i continui attacchi ai corpi e alle decisioni delle donne. Parla del contesto statunitense, ma analizza i meccanismi politici e le strategie della propaganda pro life diffusi in tutto il mondo. Non stupisce che sia tra i volumi consigliati da Rodrigo basti bensare al Glastonbury Festival nel 2022, quando ha invitato Lily Allen sul palco per cantare insieme " F**k You" dedicandola ai giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti dopo l'annullamento della sentenza Roe v. Wade.

Verso Betlemme di Joan Didion

Se il nuovo album di Rodrigo ha uno stile più letterario, è anche per merito di Joan Didion. Entrambe californiane, era scritto che prima o poi si sarebbero incontrate, almeno artisticamente e la prova, secondo i fan di entrambe, sta in quell'all-american bitch tratto da un saggio raccolto in Verso Betlemme. Leggere Verso Betlemme è come aprire una finestra nella vita, nel lavoro e nei pensieri di Didion. I venti saggi firmati dalla giornalista ci portano in California, nei pomeriggi afosi di scrittura, a cena con il marito e in contatto con la controcultura degli anni sessanta e la cerchia intellettuale della scrittrice. I miei saggi preferiti, però, sono quelli personali, quello sul perché teniamo dei diari e sulle versioni di noi che tornano a farci visita e Sul rispetto di sè: «Assegnare alle lettere non risposte il loro giusto peso, liberarci dalle aspettative degli altri, restituirci a noi stesse - lì risiede il grande, il singolare potere del rispetto di sé».

Presagi d'innocenza di Patti Smith

In pochi conoscono la Patti Smith poeta, ma Olivia Rodrigo è tra quelli. La sua raccolta Presagi d'innocenza è perfetta da leggere una sera d'estate, ascoltando "honeybee" e trovando una versione della sacerdotessa del punk meno punk e più romantica. Pare che la stessa Smith ha regalato a Rodrigo questa raccolta di poesie mentre stava registrando Guts agli Electric Lady Studios di New York. La dedica diceva: «A Olivia, che tutti i tuoi giorni siano pieni d'ispirazione. Patti».