Quando Trump è stato eletto nel 2024, era chiaro a chi fosse dovuta la sua vittoria: l'attuale presidente in quell'occasione aveva ottenuto il 39% dei voti nella fascia d'età 18-29 anni, secondo i dati del Pew Research Center. In particolare, il successo nella Gen Z era dovuto ai giovani uomini, che l'hanno votato nel 54% dei casi, secondo un'analisi della società di dati Catalyst. Erano spinti soprattutto dalle preoccupazioni economiche e da un generale senso di mancanza di identità e credevano in un cambiamento che ristabilisse un modello maschile più tradizionale.

Ora, però, qualcosa sta cambiando. Non necessariamente perché i maschi della Gen Z stiano diventando più progressisti (la polarizzazione rimane una delle più nette rispetto alle generazioni precedenti), ma perché il presidente ha deluso le loro aspettative. Lo dicono diversi sondaggi degli ultimi mesi in vista delle elezioni di Midterm: uno studio del New York Times/Siena College ha rilevato che il tasso di approvazione di Trump tra i giovani uomini è calato di circa 10 punti percentuali negli ultimi mesi. Il 52° Harvard Youth Poll mostra che, tra i giovani tra i 18 e i 29 anni, solo il 13% ritiene che gli Stati Uniti stiano andando nella giusta direzione, mentre il 59% pensa che siano sulla strada sbagliata, e il gradimento per il presidente Trump (25%) e per entrambi i partiti al Congresso rimane basso (26% per i Democratici, 25% per i Repubblicani). «Molti dei giovani che hanno virato a destra», ha detto Charlie Sabgir, direttore del Young Men Research Project, a Dazed, «Soprattutto, cercavano un cambiamento nella loro vita quotidiana» e non sempre questo è arrivato.



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Laura Buckman

I maschi della Gen Z stanno lasciando Trump

Un sondaggio di Economist e YouGov condotto tra il 6 e il 9 febbraio scorsi ha mostrato che il sostegno a Trump tra la Generazione Z è sceso addirittura al livello più basso del suo secondo mandato, con un'approvazione del 25% tra gli elettori di età compresa tra i 18 e i 29 anni e una disapprovazione del 67%. Lo stesso vale per un sondaggio del Wall Street Journal di fine gennaio: il 58% degli elettori sotto i 30 anni disapprova l'operato del presidente.

Ci sono varie cause di questo malcontento, legate soprattutto ad aspettative disattese in termini di economia, politica estera, assistenza sanitaria e immigrazione. Sempre secondo il sondaggio del Wall Street Journal, il 29% degli elettori tra i 18 e i 29 anni disapprova le politiche di Trump in materia di dazi, il 25% non è soddisfatto della sua gestione dell'economia e l'11% ha espresso contrarietà al mondo in cui il presidente ha gestito l'inflazione. Per quanto riguarda l'assistenza sanitaria, invece, circa il 66% dei giovani uomini intervistati da Third Way si è detto preoccupato per i tagli ai finanziamenti per l'assistenza sanitaria e d'altra parte un sondaggio di CBS e YouGov ha rilevato che il 61% degli americani sotto i 30 anni ritiene che l'amministrazione Trump si stia invece concentrando troppo su «questioni internazionali ed eventi all'estero». Infine anche l'ICE, i rastrellamenti e le uccisioni hanno avuto il loro peso: un altro sondaggio del Marist Institute for Public Opinion ha rilevato che solo il 18% degli under 30 approva la stretta sull'immigrazione di Trump, mentre il 69% la disapprovava. Circa il 75% degli intervistati della Gen Z ha anche sostenuto che le azioni dell'ICE rendevano gli Stati Uniti molto meno sicuri.

Delusi dalla politica

Eppure i giovani della Gen Z continuano a criticare anche i Democratici e la sinistra, specie perché ritengono che non portino avanti un'idea forte di virilità che risolva la crisi identitaria che sperimentano e includa visioni conservatrici e tradizionali della famiglia e del matrimonio. Anche se i Democratici stanno tentando di ritrovare consensi tra i giovani uomini, permane un clima di sfiducia generalizzata. Secondo i sondaggi la fiducia nel governo federale è scesa al 15% e dunque viene da chiedersi per chi voterà questa fascia delle popolazione.

«Se mi chiedeste: "Qual è una figura politica che ammiri?", non saprei indicarne una», ha dichiarato un ragazzo intervistato da Dazed che, dopo aver voltato le spalle ai Repubblicani oggi si sente «completamente smarrito politicamente»: «Ho la sensazione», ha detto, «che a nessuno importi davvero di me».