A partire dal 30 di agosto sulle costa di Ceuta, un'enclave spagnola in Marocco, hanno iniziato ad arrivare dal mare migliaia di persone. Nell'arco di poche ore, dalle nove del mattino al primo pomeriggio la città si è riempita di migranti, ragazzi scalzi che giravano per la città o si riposavano nei parchi mentre la spiaggia era coperta di salvagenti, scarpe, pinne e altri effetti personali. In meno di 24 ore oltre 50 mila persone sono entrate a Ceuta dal Marocco dando origine alla peggiore crisi migratoria mai registrata in territorio spagnolo e a seri rischi di tipo umanitario.
Almeno 72 persone sono morte nella traversata e ci sono stati migliaia di feriti, specie perché in tanti sono arrivati direttamente a nuoto dalle spiagge marocchine. Considerando che Ceuta è una piccola città con una popolazione di circa 85 mila persone, l'arrivo in massa dei migranti ha messo presto in allarme i residenti: i negozi hanno chiuso, molte persone sono rimaste in casa e il governo di Madrid ha inviato l’esercito e aumentato le forze dell'ordine per cercare di tenere sotto controllo la situazione. «Quanto accaduto ieri è stato un attacco, una violazione dell'integrità territoriale della Spagna», ha dichiarato il premier spagnolo Pedro Sanchez che si è recato di persona a Ceuta per monitorare la crisi. Ha anche fatto sapere che non verrà data alle persone sbarcate la possibilità di chiedere una forma di protezione internazionale, ma verranno rimpatriate.
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Cos'è successo a Ceuta?
Ceuta è una città autonoma spagnola situata nel Nordafrica, circondata dal Marocco, con una superficie di 18,5 km. Si trova sullo Stretto di Gibilterra sulla punta settentrionale del Marocco e dista circa 70 chilometri da Tangeri. È, di fatto, un’enclave spagnola in territorio africano. Per questo motivo i tentativi di varcare il confine di Ceuta ed entrare in territorio europeo sono piuttosto frequenti, ma non paragonabili a quanto accaduto nei giorni scorsi. Decine di migliaia di migranti hanno infatti attraversato il confine a nuoto, con delle imbarcazioni o semplicemente scavalcando la diga che separa il territorio spagnolo. Molti sono partiti dalla spiaggia di Castillejos in Marocco per arrivare sulla spiaggia di Tarajal a Ceuta, hanno camminato lungo gli scogli, superato la recinzione ed entrando nella città.
Non è del tutto chiaro il motivo di questo arrivo in massa: per ora ci sono solo alcune ipotesi. Quella ufficiale, sostenuta dal governo spagnolo, è legata a una sentenza della Corte suprema spagnola che a luglio ha stabilito che le persone migranti intercettate mentre cercano di raggiungere Ceuta o Melilla via mare non possono essere immediatamente rimpatriate. Si pensa che, a partire da questa decisione, si sia creato una sorta di movimento sui social con video di consigli su come attraversare, cosa portarsi, come organizzarsi (c'è persino chi si è ripreso con il selfie stick durante la traversata). Il giorno designato sarebbe stato venerdì perché in Marocco era festa nazionale per l'anniversario del regno di re Mohammed VI e i controlli sarebbero stati meno stringenti. C'è chi, però, respinge questa ipotesi o, comunque, sostiene che tutto questo non sarebbe stato possibile senza una certa complicità delle autorità marocchine, legata forse ad alcune tensioni con Madrid dell'ultimo periodo riguardanti il Sahara occidentale che il Marocco rivendica come proprio territorio e i rapporti con l'Algeria.
Cosa sta succedendo adesso?
Attualmente a Ceuta la situazione sta tornando gradualmente alla normalità, i negozi stanno riaprendo e molti migranti sono stati rimpatriati. In tanti hanno scelto di tornare volontariamente in Marocco e solo i minori, che sono stati ospitati in un Centro di permanenza temporanea per immigrati estremamente sovraffollato, e i migranti subsahariani potranno scegliere se fare richiesta di asilo. Nel frattempo alcuni migranti si sono nascosti sulle colline fuori dalla città e gli agenti continuano a pattugliare per obbligarli al rimpatrio. Il governo ha anche deciso di installare delle nuove barriere per scongiurare nuovi arrivi, ma non è detto che questa soluzione si riveli utile.
La popolazione di Ceuta sta riprendendo le attività quotidiane e sta tornando la quiete dopo giorni di tensione. Nelle prime ore dopo gli sbarchi, infatti, erano state organizzate delle specie di ronde da parte dei cittadini per tenere lontani i migranti dalla città con alcuni episodi di violenza e insulti razzisti. Non tutti i residenti, però, sono risultati ostili nei confronti degli arrivati, quanto piuttosto critici verso il governo di Madrid accusato di averli abbandonati senza intervenire prontamente. Sono state organizzate proteste di fronte alla sede del governo locale, ma anche manifestazioni contro i politici di destra che stanno cercando di strumentalizzare quanto accaduto.

![Hundreds Of People Are Swimming Across To Ceuta From Morocco [**********] ceuta, spain july 30: two young men swam across from morocco to ceuta (spain) on 30 july 2026. hundreds of people of maghreb origin have crossed into ceuta from morocco throughout the day, either by swimming or by climbing over the breakwater. over the past week, more than 2,000 migrants have already done so.[**********][**********]. (photo by marcos moreno/europa press via getty images)](https://hips.hearstapps.com/hmg-prod/images/5b95475a-76d9-4803-bdf4-e8971388d89c.jpg?resize=980:*)












