Mentre sui social le celeb si godono l'Eurosummer postando video di gelati italiani, baguette e cittadine greche, sui giornali si alternano titoli sempre più allarmanti: "Estate di caos","Turisti in fuga dall'inferno in Francia", "L'Europa in fiamme". È così, l'Europa sta bruciando e non è un caso: solo nel 2025, gli incendi boschivi hanno distrutto 2,2 milioni di ettari in tutta Europa, rispetto agli 1,4 milioni del 2022: c'è stato un aumento degli incendi del 57% in quattro anni e la causa è il riscaldamento globale.

Inverni piovosi e primavere estremamente aride, poi un'estate con temperature roventi come quelle di queste settimane, poca pioggia e campi sempre più secchi: basta una scintilla ed è la formula perfetta per dare il via ad incendi estremamente distruttivi . Quest'anno sono anche particolarmente vicini: in Spagna, in Francia, in Grecia. Il 2026 è già uno degli anni peggiori per gli incendi in Europa, nonostante la stagione peggiore normalmente sia ad agosto, e nelle ultime settimane oltre 300.000 persone nei Paesi più colpiti sono state costrette a lasciare le loro case per ragioni di sicurezza.



cambiamento climatico: i danni degli incendi in francia e spagnapinterest
PHILIPPE LOPEZ

In Francia

Il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez ha parlato di un «fenomeno senza precedenti» mentre il presidente Emmanuel Macron ha dichiarato che «Si tratta dei più gravi incendi affrontati dalla Francia dalla fine della Seconda guerra mondiale». Il fuoco ha colpito il dipartimento della Gironda, a sudovest della Francia, dove 110.000 persone sono state evacuate e lo stesso è toccato ad altre 30.000 persone nel dipartimento delle Landes. Le fiamme si sono diffuse con enorme velocità, forse inizialmente causate da una macchina forestale per ripulire la boscaglia. Da lì il fuoco ha divorato ettari e ettari, ha distrutto boschi e creato danni immensi. Il fumo denso ha coperto l'area per giorni e hanno fatto il giro del mondo le immagini di una nube di fuoco, un raro "pirocumulonembo" che si è originato degli incendi creando una tempesta senza pioggia ma con fulmini che colpivano il suolo.

Negli ultimi giorni in Francia la situazione sta migliorando, anche con l'aiuto della pioggia, finalmente arrivata. Le autorità francesi hanno fatto sapere che la maggior parte delle persone evacuate sono riuscite e rientrare a casa, ma rimangono incendi ancora attivi soprattutto nelle aree attorno a Cap Ferret, Lanton e Lacanau.

cambiamento climatico: i danni degli incendi in francia e spagnapinterest
OSCAR DEL POZO

In Spagna

In Spagna gli incendi più gravi sono divampati nella provincia di Toledo e Ávila, nella parte occidentale della regione di Madrid e nell'area di Valencia. Come in Francia, anche in Spagna ci sono state molte evacuazioni per questioni di sicurezza: circa 115.000 persone hanno dovuto lasciare le proprie case anche per via del fumo e della cenere che intossicava l'aria. Sono bruciati più di 45.000 ettari intorno a Madrid mentre l'incendio che sta colpendo la Vall d'Uixò a Castellon ha raggiunto un perimetro di 21 chilometri. La presidente della regione di Madrid, Isabel Diaz Ayuso, parlato del «peggior incendio nella storia della regione».

Da giovedì, tuttavia, gli incendi hanno smesso di espandersi e sono stati messi sotto controllo, anche se rimangono ulteriori aree critiche, come nella zona di Zamora verso il Portogallo. Ancora non si sa quale sia l'entità dei danni, ma il premier Pedro Sánchez ha parlato con gravità della situazione: «L’emergenza climatica e l’aumento sistematico delle temperature che proseguono anno dopo anno stanno aumentando in modo esponenziale l’estensione e l’intensità degli incendi boschivi», ha dichiarato, sottolineando come, a oggi, tutta l'Europa sia a rischio, «Non è più un’eccezione, è la regola».

In Grecia

Anche in Grecia la situazione è preoccupante: si tratta di incendi vasti che stanno bruciando migliaia di chilometri. Sono partiti dal villaggio di Agios Vasileios sul Golfo di Corinto per poi estendersi fino a Porto Germeno che si trova alcune decine di chilometri a nord-ovest di Atene. Nei dintorni della capitale la situazione non è tranquilla: venerdì ci sono state delle evacuazioni preventive nella periferia ovest della città dovute ai rischi di un incendio boschivo che si stava avvicinando. Sono andate a fuoco anche alcune aree nelle isole, soprattutto a Paros e nella zona centro-occidentale di Creta, dove sono state evacuate 8.000 persone tra cui diversi turisti.

I vigili del fuoco stanno continuando a lavorare ma i forti venti rendono le operazioni per fermare le fiamme ancora più difficili. In poco tempo gli incendi hanno già distrutto oltre 12.000 ettari tra boschi e terreni agricoli in quella che il primo ministro Kyriakos Mitsotakis ha definito una situazione «estremamente difficile».