Dobbiamo ammetterlo: questa estate 2026 è stata un vero disastro, logisticamente parlando. Nel nostro Paese, inutile dirlo, le infrastrutture ferroviarie sono diventate veri e propri cantieri, rivoluzionando i percorsi dei vari treni con tanto di pullman per alcune tratte.
Non è andata meglio a chi ha scelto di optare per un volo aereo. Prima il caro carburanti, poi gli scioperi (tanti, troppi) in corso, gli indennizzi per i ritardi e ora il caos degli ultimi giorni con la Spagna. A compromettere il regolare svolgimento dei viaggi europei infatti è stata la complessa crisi migratoria esplosa a Ceuta, la città autonoma spagnola posizionata sulla costa del Nord Africa al confine con il Marocco.
Tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto, complici le condizioni meteo favorevoli e l'improvviso tam-tam sulle piattaforme social, sulle barriere di confine di El Tarajal e sui tratti di mare circostanti sono sbarcati oltre 72mila migranti mettendo a dura prova i centri d'accoglienza e i presidi di sicurezza locali. Temendo che questa situazione potesse innescare flussi e spostamenti secondari non tracciati verso la penisola, il governo italiano ha deciso di avvalersi dell'articolo 27 del Codice Frontiere Schengen, ripristinando temporaneamente i controlli di polizia per tutti i collegamenti provenienti dalla Spagna.
A quella mossa il governo di Madrid ha risposto a sua volta introducendo verifiche straordinarie sui flussi in arrivo dall'Italia. Con le disposizioni spagnole destinate a rimanere in vigore fino al 7 settembre, in queste ore negli aeroporti italiani e spagnoli il clima non è decisamente dei migliori.
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Le (nuove) regole per volare: cosa devono sapere gli italiani che vanno in Spagna
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L'impatto di queste misure si fa sentire nei principali scali spagnoli, da Madrid-Barajas e Barcellona El Prat fino agli aeroporti delle Baleari, delle Canarie e delle mete turistiche della costa (e nel nostro Paese, ovviamente). Gli agenti della Policía Nacional presidiano le zone di sbarco per svolgere verifiche documentali che avvengono prevalentemente a campione (solo il primo giorno circa sul 15% dei passeggeri per ogni volo), indirizzate in modo particolare all'accertamento della regolarità dei titoli di soggiorno per i cittadini extra-UE.
Per evitare che i rallentamenti alle uscite o alle aree bagagli facciano perdere coincidenze e trasporti successivi, la gestione dei tempi diventa fondamentale. Chi viaggia deve considerare di arrivare in aeroporto per l'imbarco con almeno tre ore di anticipo e calcolare una finestra di sicurezza di un'ora o un'ora e mezza in più dopo l'atterraggio. Massima attenzione va prestata anche ai documenti d'identità: le vecchie carte cartacee non hanno più alcuna validità per l'espatrio nell'Unione Europea, rendendo indispensabile presentarsi ai varchi esclusivamente con la Carta d'Identità Elettronica o con il passaporto in corso di validità.
«All'arrivo, la polizia ci ha divisi in due gruppi. Hanno chiesto i documenti agli italiani. Spero che questa situazione finisca al più presto», ha confessato un viaggiatore italiano a El Pais. Gli fa eco un altro viaggiatore diviso tra Spagna e Italia: «È successa una cosa molto strana. All'arrivo, la Polizia ci ha chiesto cosa ci facessimo in Spagna. Ho mostrato loro il mio documento d'identità e mi hanno lasciato andare. Chi non aveva documenti spagnoli è stato portato in una stanza per essere identificato».
La Gen Z viaggia tra ansia da gate e info sui social
E a rimetterci, come al solito, è sempre e soprattutto la Gen Z. Se al momento non sembrerebbero esserci problemi nei porti italiani e spagnoli con crociere organizzate, sono tante le ricerche che stanno avvenendo online e attraverso le agenzie di viaggi. I ventenni in viaggio per i festival estivi o per le vacanze nelle Isole Baleari (una tra le mete più gettonate per il viaggio di maturità, tra l'altro) si trovano infatti a confrontarsi con una dimensione burocratica e con ritardi imprevedibili.
Proprio online infatti sono nati gruppi e canali di scambio di informazioni in tempo reale. Attraverso il passaparola sui social, i giovani viaggiatori si segnalano a vicenda le condizioni dei varchi, i tempi d'attesa medi nei singoli aeroporti, i bollettini della giornata e lo svolgimento dei controlli. Un muro, per restare in tema, dove a vincere (ancora una volta) è il supporto tra giovani.












